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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22625/2022 del 09/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnavano l'ordinanza della Corte d'appello di Lecce che aveva dichiarato inammissibile il loro appello avverso la sentenza del Tribunale di Lecce per lesioni volontarie, ritenendo l'appello tardivo perché proposto oltre il termine di 15 giorni previsto dall'art. 585 comma 1 lett. a) c.p.p. I ricorrenti contestavano tale ricostruzione sostenendo che dal verbale d'udienza non risultava che fosse stata data lettura, alla presenza delle parti, del dispositivo e della motivazione contestuale della sentenza; pertanto il termine applicabile per proporre appello era il termine ordinario di 30 giorni di cui alla lett. b) del primo comma dell'art. 585 c.p.p., termine osservato dai ricorrenti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendo che la lettura della sentenza (dispositivo e motivazione se contestuale) deve risultare con certezza dal verbale d'udienza per far decorrere il termine abbreviato di 15 giorni. Nel caso di specie il verbale dell'udienza non attestava la lettura della motivazione contestuale, né risultava un accordo delle parti per omettere l'adempimento; conseguentemente il termine di impugnazione era quello di 30 giorni e l'appello era quindi tempestivo. La Corte ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata e ha disposto la trasmissione degli atti alla Corte d'appello di Lecce per il prosieguo del giudizio.

Norme richiamate

  • art. 585 c.p.p. comma 1 lett. a) e lett. b)

    La Cassazione conferma che la lett. a) (termine di 15 giorni) si applica solo quando la lettura del dispositivo e della motivazione avviene contestualmente in udienza e ciò risulti dal verbale; in assenza di tale attestazione opera la lett. b) (termine di 30 giorni).

  • art. 585 c.p.p. comma 2 lett. c) e art. 544 c.p.p. comma 2

    Indicano il criterio di decorrenza del termine di impugnazione (la decorrenza dal quindicesimo giorno dalla deliberazione quando si applica il termine abbreviato). La Corte ha utilizzato il combinato disposto per ricostruire la decorrenza in ipotesi di lettura contestuale accertata.

  • art. 582 c.p.p.

    Norma che disciplina le forme di proposizione dell'appello; la Corte rileva che l'appello è stato depositato nelle forme previste da questa disposizione entro il termine corretto (30 giorni).

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione citata

    Sez. 4, Sentenza n. 20998 del 26/04/2016; Sez. 1, Sentenza n. 28610 del 11/05/2021; Sez. U, Sentenza n. 12822 del 21/01/2010

    Richiamata per il principio consolidato secondo cui la lettura della sentenza e della motivazione contestuale deve risultare con certezza dal verbale d'udienza; l'omessa attestazione della lettura della motivazione impedisce la riduzione del termine di impugnazione a 15 giorni. Si precisa inoltre che l'omessa lettura del dispositivo non comporta automaticamente l'invalidità della sentenza.

Massime di principio

  • La lettura in udienza della sentenza e, se contestuale, della motivazione deve risultare espressamente dal verbale d'udienza perché si applichi il termine abbreviato di 15 giorni per proporre appello.
  • In mancanza della prova orale/verbale della lettura della motivazione contestuale, si applica il termine ordinario di 30 giorni per l'impugnazione (lett. b) dell'art. 585 c.p.p.).
  • L'onere di dimostrare che la lettura è avvenuta in udienza grava su chi sostiene la contestualità; l'intestazione del provvedimento depositato in cancelleria non è sufficiente a provare la lettura in udienza.
  • L'omessa lettura del dispositivo in udienza non invalida automaticamente la sentenza, ma l'omessa attestazione della lettura della motivazione ha rilevanza ai fini della decorrenza del termine di impugnazione.
  • In situazioni analoghe è prudente proporre l'impugnazione entro il termine più lungo di 30 giorni se dal verbale non risulta la lettura della motivazione, e conservare/documentare tempestivamente il verbale e ogni elemento che provi l'assenza di lettura in udienza.

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