Cassazione Penale, Sentenza n. 24328/2023 del 06/06/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Agresta impugnava la conferma della condanna penale per il reato di falsa testimonianza ex art. 372 cod. pen.: si contesta che, il 19/12/2013, deponeva in una causa di lavoro omettendo di dichiarare i suoi rapporti di affinità e interessi con le parti (in particolare essere marito di Carolina Rizzo, delegato di gestione della società convenuta e garante/avallante di cambiali per un debito di euro 170.000). Nel ricorso il difensore deduceva (i) vizio di motivazione perché la Corte avrebbe attribuito fede al verbale nonostante la domanda preliminare rivolta al teste non fosse stata riportata integralmente (sostituita dall'acronimo "ADR") e perché la risposta "indifferente" sarebbe stata, secondo il ricorrente, veritiera rispetto alla domanda effettivamente formulata; e (ii) estinzione del reato per prescrizione, poiché tra il fatto e la pronuncia erano trascorsi oltre 7 anni e 6 mesi senza cause di sospensione/interruzione idonee a impedire la prescrizione.
La decisione
Il Supremo Collegio ha ritenuto il primo motivo infondato: la corte ha condiviso che la formula "indifferente" equivale oggettivamente a dichiarare l'assenza di rapporti/interessi e che, dai documenti e dalle dichiarazioni acquisite, risultava che Agresta aveva rapporti di affinità e interessi economici con le parti, sicché la sua dichiarazione era menzognera e idonea a incidere sulla valutazione di attendibilità. Tuttavia il secondo motivo è stato accolto: il reato era già estinto per prescrizione il 19/06/2021 (dopo la redazione dell'atto di appello ma prima della pronuncia), per cui la sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio agli effetti penali. Le statuizioni civili sono state confermate. È stata altresì disposta la condanna dell'imputato alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa sostenute dalle parti civili, liquidate in complessivi euro 3.686 oltre accessori di legge.
Norme richiamate
art. 372 cod. pen.
Norma che punisce la falsa testimonianza: dichiarare falsamente di essere "indifferente" (assenza di rapporti/interessi) può integrare il reato se il testimone omette di rivelare rapporti o interessi rilevanti ai fini della causa
art. 252 cod. proc. civ.
Prevede che il giudice inviti il testimone a dichiarare rapporti di parentela, coniugio, affinità, dipendenza o interesse: la risposta negativa è spesso verbalizzata come "indifferente" e rileva per la valutazione di attendibilità
art. 292 cod. proc.
Richiamato nel ricorso come riferimento alla domanda preliminare rivolta al teste; la Corte ha ritenuto irrilevante la censura formale sulla trascrizione della domanda, perché comunque la risposta resa implicava la falsa proclamazione di assenza di rapporti
Massime di principio
- La dichiarazione del testimone di essere "indifferente" assume valenza oggettiva: se risultano rapporti o interessi con le parti, l'omissione può integrare il reato di falsa testimonianza ex art. 372 c.p.
- Per valutare la sussistenza del reato conta la corrispondenza tra quanto il testimone dichiara e la realtà dei rapporti/interessi pertinenti alla causa, non l'eventuale formula verbale impiegata nell'atto steno/verbale
- La prescrizione può estinguere il reato anche dopo il deposito dell'atto di appello: occorre sempre verificare i termini prescrizionali e le eventuali cause di sospensione o interruzione (decreto di rinvio, decisione di primo grado, ecc.)
- L'annullamento della sentenza penale per prescrizione non incide automaticamente sulle statuizioni civili: le conseguenze civili possono essere confermate e permangono rivendicazioni di danno o rimborsi
- In caso di impugnazione è possibile che la parte "vincitrice" sul piano penale (prescrizione/annullamento) non ottenga l'assoluta esclusione di responsabilità sostanziale: possono restare oneri economici (es. rifusione spese alle parti civili)
- Per difendersi da accuse di falsa testimonianza è opportuno documentare immediatamente e con precisione i rapporti di parentela/affinità/interesse e precisare in udienza la portata delle domande rivolte, onde evitare che formule sintetiche (es. "indifferente") siano interpretate come dichiarazioni mendaci
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