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Sentenza

Sentenza n. 406/2026 - Lecce, Sezione 1

per l'annullamento: - del “Regolamento per l'applicazione del Canone unico Patrimoniale di Concessione, Autorizzazione o Esposizione Pubblicitaria e di Concessione per l'Occupazione delle Aree e degli Spazi appartenenti al Demanio o al Patrimonio indisponibile e del Canone di Concessione per l' Occupazione delle Aree e degli Spazi appartenenti al Demanio o al Patrimonio indisponibile, destinati a Mercati realizzati anche in strutture attrezzate (c.d Canone Mercatale).”, approvato con Delibera di C.C. n. 40 del 29.04.2021, limitatamente agli artt. 1, 3, 4, 16, 19, 20, 25, 26, 27, 28, 32, 33, 35, 36, 37, 54, 58, 64, 74, 76, 93, 95, pubblicata e resa esecutiva in data 22.05.2021; - della Delibera di G.M. n. 141 del 31.05.2021, avente ad oggetto "canone unico patrimoniale-approvazione tariffe e scadenze anno 2021-designazione responsabile”; - di ogni atto presupposto, prodromico, successivo, ancorché non conosciuto dalle ricorrenti.

Giustizia amministrativa202101200

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, rilevando che, alla luce della dichiarazione resa dalle ricorrenti, non residuava alcun interesse alla decisione della controversia. Il giudice ha inoltre disposto l'integrale compensazione delle spese e delle competenze di giudizio, considerata la mancata opposizione dell'Amministrazione alla richiesta di compensazione.

TAR Puglia - Lecce, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Regolamento comunale sul canone unico patrimoniale e sul canone mercatale, limitatamente a varie disposizioni, nonché delibera di approvazione delle tariffe e delle scadenze per l'anno 2021

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Le ricorrenti hanno impugnato, chiedendone l'annullamento, alcune disposizioni del regolamento comunale per l'applicazione del canone unico patrimoniale di concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitaria e del canone per l'occupazione di aree e spazi destinati ai mercati, approvato con deliberazione del Consiglio comunale, nonché la deliberazione della Giunta comunale di approvazione delle tariffe e delle scadenze per l'anno 2021 e gli atti presupposti, prodromici e successivi. Dal testo della sentenza non risultano specificati i singoli motivi di illegittimità dedotti. Nel corso del giudizio, con memoria depositata il 6 marzo 2026, le ricorrenti hanno dichiarato il sopravvenuto difetto di interesse alla decisione e chiesto la declaratoria di improcedibilità, con compensazione delle spese. Il Comune non si è opposto.

Norme richiamate

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato in relazione alla trattazione da remoto dell'udienza di smaltimento; il testo non attribuisce a tale disposizione un ruolo nella decisione sull'improcedibilità.

Massime di principio

  • La dichiarazione della parte ricorrente di non avere più interesse alla decisione, quando non residui un interesse concreto e attuale alla prosecuzione del giudizio, comporta la declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.
  • La mancata opposizione dell'amministrazione alla richiesta di compensazione delle spese costituisce, insieme alle circostanze del caso, un giusto motivo per disporre l'integrale compensazione delle spese di giudizio.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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