Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34712/2026 del 28/09/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Due imputati erano stati condannati dalla Corte d’assise di Santa Maria Capua Vetere, con sentenza del 27 novembre 2003, confermata dalla Corte d’assise d’appello di Napoli il 7 marzo 2006, alla pena di 18 anni di reclusione per concorso nell’omicidio di una persona, lesioni personali ai danni di un’altra e porto illegale di arma, fatti del 22 settembre 1999. Con ricorsi per cassazione, identici nei motivi, avevano dedotto: 1) la nullità del decreto di citazione a giudizio e degli atti successivi, poiché il decreto di latitanza del 21 ottobre 1999 si fondava su un verbale di vane ricerche non rinvenuto agli atti; 2) violazione di legge e vizio di motivazione quanto all’acquisizione, ai sensi dell’art. 512 c.p.p., delle dichiarazioni rese in indagini dalla persona offesa per le lesioni, divenuta irreperibile in Italia, sostenendo che l’irreperibilità era già nota quando non era riuscita la notifica per l’incidente probatorio e che si sarebbe dovuto procedere ai sensi degli artt. 512-bis o 727 c.p.p. Nel corso del giudizio di cassazione la difesa ha riferito che, dopo la restituzione degli imputati nel termine per impugnare la sentenza di primo grado disposta dalla Corte d’assise d’appello il 5 marzo 2026, si era già svolto e concluso un nuovo giudizio di appello.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi per sopravvenuta carenza di interesse: la sentenza d’appello del 7 marzo 2006 era stata travolta dalla restituzione nel termine per impugnare la sentenza di primo grado, sicché gli imputati avrebbero dovuto impugnare quest’ultima e non la precedente decisione d’appello. La Corte ha rilevato che il nuovo giudizio d’appello si era già tenuto e concluso e che, pertanto, i ricorrenti avevano perso interesse a coltivare l’impugnazione; non ha disposto la conversione dei ricorsi né la trasmissione degli atti ad altra autorità. Non ha condannato i ricorrenti alle spese processuali né al pagamento di una somma alla Cassa delle ammende, precisando che l’inammissibilità per carenza sopravvenuta d’interesse non configura soccombenza, neppure virtuale.

Norme richiamate

  • art. 568, comma 5, c.p.p.

    Nel caso in esame non ci si deve neanche porre il problema del se i ricorsi proposti possano essere convertiti in appello in base al principio generale di cui all'art. 568, comma 5, cod. proc. pen., in quanto con nota depositata in corso di giudizio il difensore del ricorrente ha riferito che nelle more il nuovo giudizio di appello si è, in effetti, tenuto e concluso.

    La possibile conversione del ricorso per cassazione in appello non richiede esame quando il nuovo giudizio d’appello si è già tenuto e concluso e l’impugnazione ha comunque perso interesse.

Massime di principio

  • La restituzione nel termine per impugnare la sentenza di primo grado travolge la precedente sentenza d’appello; l’impugnazione per cassazione proposta contro quest’ultima non è ammissibile.
  • Quando, nelle more del giudizio di cassazione, si è svolto e concluso il nuovo giudizio d’appello conseguente alla restituzione nel termine, viene meno l’interesse a coltivare il ricorso contro la precedente sentenza d’appello. In tale situazione non è necessario esaminare la conversione del ricorso né trasmettere gli atti ad altra autorità giurisdizionale.
  • La declaratoria d’inammissibilità del ricorso per sopravvenuta carenza d’interesse non comporta la condanna alle spese processuali o al pagamento di una somma alla Cassa delle ammende, poiché non integra soccombenza, neppure virtuale.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.