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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19728/2024 del 17/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Conflitto di competenza territoriale relativo al procedimento a carico di Giovanni Carratù (nato 07/05/1988) per furto aggravato commesso a Salerno il 19/07/2016 e, poche ore dopo, per resistenza e lesioni aggravate commesse a Sarno il medesimo giorno. Entrambi i Tribunali (Nocera Inferiore e Salerno) avevano dichiarato la propria incompetenza e restituito/trasmesso gli atti all'altro giudice, determinando una situazione di stasi processuale e la sollevazione del conflitto alla Corte di Cassazione. Il Procuratore Generale ha chiesto il riconoscimento della competenza del Tribunale di Salerno.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato sussistente il conflitto e ha riconosciuto la competenza territoriale del Tribunale di Salerno. Motivazione: i reati sono connessi e, ai sensi dell'art. 16, comma 1, cod. proc. pen., la competenza per i procedimenti connessi spetta al giudice competente per il reato più grave; nel caso il furto aggravato commesso a Salerno è risultato il reato più grave (pena superiore rispetto a resistenza e lesioni), dunque competente il Tribunale di Salerno. La Corte ha inoltre escluso la corretta applicazione dell'art. 9 (criteri suppletivi) poiché i luoghi di consumazione dei reati sono determinabili. Ha disposto la trasmissione degli atti al Tribunale di Salerno e stabilito che il processo riprende dal punto in cui si era fermato quando è stato emesso il provvedimento che aveva declinato la competenza, richiamando anche la comunicazione dell'estratto di sentenza ai giudici e al pubblico ministero ai sensi dell'art. 32, comma 2, cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • art. 28 cod. proc. pen.

    Regola la stasi processuale derivante da rifiuto concorrente di cognizione da parte di giudici e la competenza della Corte di Cassazione a dirimere il conflitto; qui riconosciuta la sussistenza del conflitto negativo.

  • art. 8 cod. proc. pen.

    Individua i criteri generali di competenza per territorio; richiamato insieme alle altre norme del titolo per l'individuazione della competenza territoriale.

  • art. 9 cod. proc. pen.

    Prevede criteri suppletivi di determinazione della competenza territoriale; la Corte ha chiarito che tali criteri sono applicabili solo quando non è possibile determinare il luogo di consumazione di nessuno dei reati connessi.

  • art. 16, comma 1, cod. proc. pen.

    "la competenza per territorio per i procedimenti connessi rispetto ai quali più giudici sono ugualmente competenti per materia appartiene al giudice competente per il reato più grave e, in caso di pari gravità, al giudice competente per il primo reato"

    Norma decisiva applicata dalla Corte: nei reati connessi la competenza si determina in favore del giudice del reato più grave; nel caso concreto il furto aggravato commesso a Salerno è stato ritenuto il reato più grave.

  • artt. 110, 624, 625 cod. pen.

    Norme sostanziali che descrivono il reato di furto aggravato (e relative aggravanti) e la sua sanzione; utilizzate per individuare la gravità del reato più grave nel confronto tra i reati connessi.

  • art. 337 cod. pen.

    Norma sostanziale relativa al reato di resistenza a pubblico ufficiale; comparata alla pena del furto per valutare quale reato fosse più grave.

  • artt. 61 n. 2, 582, 585 e art. 576, comma 1, n. 5-bis cod. pen.

    Norme riferite alle lesioni volontarie aggravate e alle aggravanti specifiche se commesse contro pubblici ufficiali; richiamate per la determinazione della pena e della gravità del reato di lesioni rispetto al furto.

  • art. 32, comma 2, cod. proc. pen.

    Stabilisce l'obbligo di comunicazione dell'estratto della decisione ai giudici in conflitto e al pubblico ministero e la notifica alle parti private; richiamata per gli adempimenti consequenziali alla pronuncia sul conflitto.

Massime di principio

  • Nei casi di reati connessi la competenza territoriale si determina primariamente con l'art. 16, comma 1: prevale il giudice del reato "più grave"; solo in caso di pari gravità si considera il primo reato.
  • La "gravità" del reato, ai fini della competenza, va valutata con riferimento alle previsioni sanzionatorie di legge (ampiezza della pena), come fatto nel caso (confronto tra i massimi/minimi sanzionatori delle fattispecie).
  • I criteri suppletivi dell'art. 9 si applicano soltanto quando non è possibile determinare il luogo di consumazione di nessuno dei reati connessi; se i luoghi sono determinabili, prevale l'art. 16.
  • Se due giudici rifiutano contemporaneamente la competenza si configura conflitto negativo ai sensi dell'art. 28 e la sua risoluzione spetta alla Corte di Cassazione; la declaratoria di competenza della Cassazione prevale e ordina la trasmissione degli atti al giudice competente.
  • Il processo riprende davanti al giudice dichiarato competente dal punto in cui si era interrotto al momento del provvedimento che ha declinato la competenza; atti o restituzioni illegittime da parte di un giudice non impediscono la riallocazione della competenza decisa dalla Cassazione.
  • La comunicazione e la notifica dell'estratto della decisione ai giudici in conflitto, al PM e alle parti private sono obbligatorie (art. 32, comma 2) e devono essere eseguite immediatamente a seguito della pronuncia.

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