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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 756/2022 del 12/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva rigettato l'istanza di rescissione del giudicato sulla sentenza irrevocabile del Tribunale di Bologna del 5 aprile 2016 (condanna per il reato di cui all'art. 385 c.p.). Si deducevano violazioni degli artt. 420-bis e 629-bis c.p.p. e vizi di manifesta illogicità della motivazione: la Corte non aveva valutato se l'elezione di domicilio e la nomina di un difensore di fiducia in fase di indagini avessero effettivamente garantito la conoscenza del procedimento, considerato che il difensore nominato non esercitò l'ufficio essendo sostituito da difensori d'ufficio, che il difensore di fiducia dichiarò poi di non aver accettato il mandato e che l'imputato era stato detenuto, poi ospedalizzato per un grave incidente e in convalescenza, circostanze che potevano impedire la conoscenza effettiva del processo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, annullando l'ordinanza impugnata e rinviando alla Corte d'appello di Bologna per nuovo esame. La Corte ha ritenuto che la nomina di un difensore di fiducia in fase preliminare non sia di per sé sufficiente a dimostrare la conoscenza effettiva del processo se mancano elementi che provino l'instaurazione di un rapporto informativo stabile (accettazione del mandato, esercizio effettivo della funzione), richiamando i principi stabiliti dalla sentenza delle Sezioni Unite Ismail e dalla giurisprudenza successiva. Ha quindi disposto che la Corte distrettuale verifichi liberamente i fatti relativi all'effettività della conoscenza e alla relazione difensiva.

Norme richiamate

  • art. 420-bis cod. proc. pen.

    Riconosce talune situazioni (es. elezione di domicilio, nomina difensore, misura cautelare) in cui è ragionevole ritenere la conoscenza dell'atto, ma non crea presunzioni automatiche: occorre verificare l'effettività del rapporto informativo e la concreta conoscenza della vocatio in iudicium

  • art. 629-bis cod. proc. pen.

    Invocato nella censura sulla rescissione del giudicato; il giudice della Cassazione ha però fondato la decisione soprattutto sull'interpretazione e limiti applicativi dell'art. 420-bis

  • art. 97, comma 4, cod. proc. pen.

    Regola la sostituzione con difensore d'ufficio; la ricorrenza di tale sostituzione è elemento fattuale rilevante per dimostrare la mancata instaurazione di un rapporto effettivo con il difensore di fiducia

  • art. 385 cod. pen.

    Norma penale del reato per cui l'imputato era stato condannato; non centrale per il vizio procedurale oggetto del ricorso

  • Sez. U. n. 23948 del 28/11/2019 (Ismail)

    Principio secondo cui, ai fini della dichiarazione di assenza e della certezza della conoscenza del procedimento, il giudice deve verificare l'effettiva instaurazione di un rapporto professionale e informativo tra difensore domiciliatario e indagato; la nomina formale non basta se non vi è prova dell'effettiva comunicazione o accettazione

  • Sez. 5, n. 19949 del 06/04/2021 (Olguin)

    Conferma che la nomina di difensore di fiducia con elezione di domicilio non può automaticamente supplire alla prova della conoscenza del processo se il difensore si è cancellato dall'albo o ha rinunciato e se l'interessato non è venuto a conoscenza di ciò

  • Sez. 1, n. 27629 del 24/06/2021 (Ndreca)

    Giurisprudenza coerente che indica limiti alla desumibilità automatica della conoscenza processuale dalla mera nomina o da altre situazioni formali

Massime di principio

  • La nomina di un difensore di fiducia e l'elezione di domicilio in fase preliminare non costituiscono automatica prova della conoscenza del processo: è necessaria l'effettiva instaurazione di un rapporto informativo tra difensore e assistito.
  • Il giudice che decide su istanze di rescissione del giudicato deve verificare concretamente se il difensore ha accettato il mandato, ha esercitato la difesa e se le comunicazioni rilevanti sono effettivamente pervenute all'imputato.
  • Eventi quali la sostituzione continua con difensori d'ufficio, la rinuncia del difensore di fiducia, la detenzione, il ricovero ospedaliero o prolungati periodi di irreperibilità sono elementi che possono escludere la conoscenza effettiva del procedimento e giustificare l'annullamento del provvedimento che aveva respinto la rescissione.
  • L'art. 420-bis c.p.p. va interpretato come una facilitazione probatoria per il giudice, non come fonte di presunzioni assolute; il suo utilizzo richiede un accertamento di effettività.
  • In situazioni analoghe è opportuna la richiesta documentale e probatoria circa l'accettazione del mandato, le comunicazioni tra difensore e assistito e le circostanze personali (detenzione, ricovero) che possono aver impedito la conoscenza del processo.

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