Cassazione Penale, Sentenza n. 33717/2025 del 14/10/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione contro la convalida dell'arresto e l'applicazione della custodia cautelare in carcere nell'ambito di una procedura di estradizione. Si deducono due motivi: 1) violazione di legge in relazione alla qualificazione della condotta come truffa (art. 157 e ss., e 640 c.p.) e mancato esame del motivo di rifiuto obbligatorio previsto dall'art. 3, lett. f) della legge n. 89/2015 (prescrizione del reato secondo la legge dello Stato di esecuzione) essendo il fatto del 23/8/2015; 2) vizi di legge processuale e di motivazione: i) contestazione dell'applicabilità del divieto di custodia cautelare previsto dall'art. 275, comma 2‑bis c.p.p. (per pene prevedibili non superiori a tre anni) alle misure ex art. 714 c.p.p.; ii) illegittimità/apparenza della motivazione sul pericolo di fuga, dato che il ricorrente è giunto dall'estero via mare, manca radicamento in Italia e la pena massima prevista in Messico sarebbe di undici anni.
La decisione
Il ricorso è stato rigettato. Sul primo motivo la Corte ha dichiarato l'inammissibilità perché la questione della prescrizione attiene al merito della domanda di estradizione e non è deducibile nella fase di convalida dell'arresto urgente, per la quale è sufficiente la diffusione della ricerca e l'indicazione del titolo di reato unitamente al pericolo di fuga. Sul secondo motivo la Corte ha ritenuto: i) manifestamente infondato il rilievo che vorrebbe applicare l'art. 275, comma 2‑bis c.p.p. alle misure cautelari ex art. 714 c.p.p., trattandosi di disciplina di diritto interno non applicabile alla procedura estradizionale; ii) infondata la censura sulla carenza della motivazione sul pericolo di fuga, poiché l'ordinanza ha argomentato adeguatamente (assenza di radicamento, gravità del fatto, modalità di ingresso in Italia) il rischio che l'estradando si sottragga alla consegna. In conseguenza del rigetto, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 157 e ss. c.p.
Riferimento alle norme sulla determinazione della legge penale applicabile e alla qualificazione giuridica della condotta; utilizzate nel tentativo del ricorrente di contestare la qualificazione come truffa e i relativi effetti (prescrizione) secondo la legge straniera.
art. 640 c.p.
Norma che definisce il reato di truffa; indicata dal ricorrente come titolo del reato contestato nel mandato di arresto internazionale.
art. 3, lett. f), legge n. 89/2015 (ratifica trattato di estradizione con il Messico)
Prevede, tra i motivi di rifiuto dell'estradizione, la prescrizione del reato secondo la legge dello Stato richiesto; la Corte ha ritenuto che tale questione attenga al merito della domanda estradizionale e non sia esaminabile nella fase di convalida dell'arresto urgente.
art. 715, comma 2 e art. 716 c.p.p.
Stabiliscono le condizioni per la convalida dell'arresto urgente e per l'applicazione provvisoria di misure cautelari in materia di estradizione: è sufficiente l'indicazione del titolo di reato e la diffusione del provvedimento restrittivo da parte dello Stato estero insieme al pericolo di fuga; l'urgenza è collegata al rischio di fuga.
art. 714 c.p.p.
Regola le misure cautelari nell'ambito dei procedimenti di estradizione: la Corte ha ritenuto applicabili le misure previste da tale disposizione nella fase cautelare dell'estradizione.
art. 275, comma 2‑bis c.p.p.
Prevede, nel processo penale interno, il divieto di custodia cautelare in carcere quando la pena prevedibile non supera tre anni; la Corte ha affermato che tale divieto non è applicabile alle misure cautelari disposte nell'ambito dell'estradizione (diritto interno non estendibile alla procedura estradizionale).
art. 94 c.p.p.
Norma richiamata per gli adempimenti consequenziali alla decisione (esecuzione della decisione e comunicazioni); citata nella parte dispositiva finale.
Massime di principio
- Nelle fasi di convalida dell'arresto urgente per estradizione non è possibile sollevare questioni che attengono al merito della domanda estradizionale (es. prescrizione secondo la legge dello Stato richiedente); tali questioni vanno dedotte e valutate nella fase di esame della domanda di estradizione.
- Per la convalida dell'arresto urgente è sufficiente la diffusione della richiesta di arresto da parte dello Stato estero con l'indicazione del titolo di reato e la presenza del pericolo di fuga; non è necessaria in questa fase una compiuta ricostruzione fattuale del reato.
- Il divieto previsto dall'art. 275, comma 2‑bis c.p.p. (impossibilità di custodire quando la pena prevedibile è ≤ 3 anni) si riferisce al processo penale interno e non si applica automaticamente alle misure cautelari adottate nell'ambito delle procedure di estradizione.
- Il pericolo di fuga può essere adeguatamente motivato con riferimento all'assenza di radicamento nel territorio, alla gravità del reato contestato e alle modalità di ingresso/condotta dell'estradando (es. arrivo clandestino o via mare), e tali elementi sono rilevanti per l'applicazione di misure custodiali in sede di estradizione.
- Difesa pratica: chi è sottoposto a procedura di estradizione dovrebbe preparare la contestazione della prescrizione e degli altri profili di merito già per la fase di esame della domanda di estradizione, e cercare di fornire elementi di collegamento col territorio (radicamento, lavoro, famiglia) per contrastare la valutazione del pericolo di fuga nelle prime fasi cautelari.
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