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Sentenza

Sentenza n. 1093/2026 - Roma, Sezione 2T

Ricorso avverso e per l''annullamento della intimazione di pagamento 09720229011909407000, notificata in data 22 giugno 2022, in materia edilizia;

Giustizia amministrativa202212015

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II terSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Intimazione di pagamento relativa a una cartella esattoriale per sanzione pecuniaria conseguente ad abusivismo edilizio

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ente impositore e agente della riscossione)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il condominio ha impugnato un’intimazione di pagamento relativa a una cartella esattoriale avente a oggetto una sanzione pecuniaria per abusivismo edilizio. Nel corso del giudizio, prima della discussione nel merito, il ricorrente ha depositato il provvedimento con cui Roma Capitale ha disposto il discarico totale della cartella e, all’udienza pubblica, ha dichiarato di non avere più interesse a coltivare il ricorso.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, rilevando che il discarico totale della cartella da parte di Roma Capitale ha eliminato l’utilità concreta della decisione sull’impugnazione dell’intimazione di pagamento e che il condominio ha espressamente dichiarato di non avere più interesse alla prosecuzione del giudizio. La decisione è stata adottata in applicazione del principio dispositivo, operante anche nel processo amministrativo. Le spese di lite sono state compensate in ragione della peculiarità della fattispecie.

Massime di principio

  • Quando, nel corso del giudizio amministrativo, l’amministrazione dispone il discarico totale dell’atto presupposto rispetto all’atto impugnato e il ricorrente dichiara di non avere più interesse alla decisione, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.
  • Il principio dispositivo opera anche nel processo amministrativo; pertanto, la dichiarazione del ricorrente di non avere più interesse alla coltivazione del ricorso, accompagnata dalla sopravvenuta eliminazione dell’utilità concreta della decisione, impone la declaratoria di improcedibilità.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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