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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24183/2023 del 06/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza della Corte d'Appello che lo aveva condannato per guida senza patente (con recidiva reiterata nel biennio), lamentando: violazione di legge per la mancata prova della recidiva, eccessività della misura della pena, e diniego del riconoscimento della speciale tenuità del fatto ai sensi dell'art. 131-bis (richiesto ma non riconosciuto). Chiedeva quindi la riforma della condanna in relazione a tali profili.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rilevato l'intervenuta estinzione del reato per prescrizione (reato commesso il 13 luglio 2017; termine prescrizionale massimo di cinque anni applicabile alle contravvenzioni ex art. 157 comma 1 e art. 161 comma 2 c.p., senza eventi sospensivi, con prescrizione maturata il 13 luglio 2022). Pur non ritenendo il ricorso manifestamente infondato né inammissibile, la Corte ha escluso l'applicabilità dell'art.129, secondo comma, c.p.p. (che impone l'assoluzione per manifesta insussistenza del fatto) perché non risultava dagli atti la prova incontrovertibile dell'estraneità dell'imputato. Conseguentemente la sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio per estinzione del reato per prescrizione.

Norme richiamate

  • art. 131-bis c.p. (speciale tenuità del fatto)

    Il ricorrente aveva chiesto il riconoscimento della speciale tenuità; la Corte ha rilevato il mancato riconoscimento ma la decisione finale è stata presa sulla base della prescrizione, senza riconoscere la tenuità. Implicito che la tenuità non risultava riconosciuta dagli organi di merito o non ritenuta applicabile.

  • art. 129, secondo comma, c.p.p.

    Stabilisce il caso in cui, per manifesta insussistenza del fatto o per manifesta non attribuibilità, il giudice può assolvere per evidente mancanza di colpevolezza. La Cassazione richiama l'interpretazione consolidata: tale clausola richiede elementi processuali incontrovertibili che dimostrino l'estraneità dell'imputato; non si applica quando vi sia solo insufficienza o contraddittorietà della prova.

  • art. 157, comma 1 e art. 161, comma 2 c.p.

    Fissano il termine prescrizionale massimo applicabile alle contravvenzioni (quinquennale nel caso di specie) e le relative modalità di calcolo. La Corte ha applicato tali disposizioni per stabilire che il reato si è estinto per prescrizione il 13/07/2022.

Massime di principio

  • La prescrizione estintiva del reato porta all'annullamento della sentenza penale in cassazione quando il termine è decorso; il giudice di legittimità può pronunciarsi sull'estinzione anche se il ricorso non è manifestamente infondato.
  • La mera insufficienza o contraddittorietà della prova non giustifica l'assoluzione ai sensi dell'art.129, comma 2, c.p.p.: per ottenere l'assoluzione per manifesta insussistenza occorrono elementi processuali incontrovertibili che dimostrino l'estraneità o la non attribuibilità del fatto all'imputato.
  • La richiesta di riconoscimento della speciale tenuità ex art.131-bis va valutata puntualmente nei gradi di merito; la sua mancata accoglienza non viene surrogata automaticamente dalla prescrizione, che ha effetto estintivo sul reato ma non costituisce accertamento di innocenza.
  • In caso di contestazione di recidiva, grava sull'accusa l'onere di provarla; contestazioni sul vizio di prova della recidiva vanno adeguatamente motivate e documentate nei gradi di merito.
  • Per il calcolo della prescrizione nelle contravvenzioni vanno applicati i termini previsti dal codice penale (art.157 e 161) e valutati eventuali eventi processuali sospensivi o interruttivi che possono incidere sul decorso del termine.

Testo integrale

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