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Ordinanza

Ordinanza n. 358/2026 - Lecce, Sezione 2

per l’annullamento - del decreto a firma del Dirigente l’Area II della Prefettura di Taranto prot. n. 0005942 del 31.01.2023 (doc. 01), notificato in data 17.02.2023, con il quale è stata revocata al Dott. Antonio Russo la qualifica di Agente di Pubblica Sicurezza, concessagli, ai sensi dell’art. 5, comma 2, della Legge 7.3.1986, n. 65, con decreto n. 399/07/Area II-E.L. del 18 gennaio 2007; - di tutti gli atti, presupposti, connessi e/o conseguenziali, ancorché non conosciuti, e in particolare: la nota prot. 0069104, notificata il 29.11.2022, con la quale è stato comunicato l’avvio del procedimento amministrativo finalizzato alla revoca sub punto 1) – (doc. 02); nonché la nota prot. n. 0003527 del 19.01.2023 (doc. 03), con la quale è stata comunicata la conclusione delle attività istruttorie e la futura adozione del provvedimento di revoca della qualifica di Agente di Pubblica Sicurezza.

Giustizia amministrativa202300279

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Lecce, Sez. IIOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: revoca della qualifica di agente di pubblica sicurezza precedentemente attribuita a un dipendente della polizia municipale

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il decreto prefettizio con cui gli è stata revocata la qualifica di agente di pubblica sicurezza, nonché gli atti del relativo procedimento, deducendo censure formali e contestando nel merito la ritenuta cessazione dei presupposti per il mantenimento della qualifica. Ha sostenuto di non avere mai cessato di svolgere il servizio di polizia municipale e di avere continuato, dal febbraio 2011, a esercitare le funzioni di responsabile del settore di polizia municipale e del nucleo contenzioso, oltre a funzioni proprie del comandante della polizia locale delegate. Il TAR ha rilevato la necessità di verificare, in particolare, se nel periodo da agosto 2022 al 31 gennaio 2023 il ricorrente svolgesse formalmente, anche cumulativamente, funzioni di polizia municipale previste dalla legge e dal regolamento comunale, se fosse addetto al settore polizia municipale-nucleo contenzioso e se disponesse di deleghe conferite dal sindaco. La documentazione tardivamente depositata dal Ministero sembrava attestare che il ricorrente non svolgesse più, almeno di fatto, le funzioni di istruttore di vigilanza, ma non chiariva se fosse cessato anche formalmente lo svolgimento del servizio di polizia municipale, requisito principale per l’attribuzione della qualifica.

La decisione

Il TAR non ha definito il merito e ha sospeso ogni pronuncia sul ricorso, disponendo un’integrazione istruttoria. Ha ordinato al Ministero dell’Interno e al Comune di Grottaglie di depositare, entro 120 giorni dalla comunicazione amministrativa o dalla notificazione dell’ordinanza, una relazione documentata sui chiarimenti necessari a verificare la sussistenza del requisito dello svolgimento formale del servizio di polizia municipale ai fini della qualifica di agente di pubblica sicurezza. La relazione dovrà chiarire le funzioni concretamente e formalmente esercitate dal ricorrente nel periodo rilevante, l’eventuale assegnazione al settore polizia municipale-nucleo contenzioso e l’esistenza di deleghe sindacali. Il TAR ha avvertito che, in caso di mancata ottemperanza del Comune non costituito, trasmetterà gli atti per le valutazioni relative a eventuali responsabilità erariali e penali e terrà conto della condotta anche ai fini delle spese. È stata fissata per il prosieguo la prima udienza pubblica del gennaio 2027.

Norme richiamate

  • art. 1 c.p.a.

    principio di pienezza ed effettività della tutela giurisdizionale

    Legittima l’esercizio dei poteri istruttori necessari per acquisire gli elementi indispensabili alla decisione effettiva della controversia.

  • art. 5, comma 1, l. 7 marzo 1986, n. 65

    Indicato quale disposizione che prevede il requisito dello svolgimento del servizio di polizia municipale ai fini dell’attribuzione della qualifica di agente di pubblica sicurezza.

  • art. 5, comma 2, l. 7 marzo 1986, n. 65

    Richiamato quale base normativa del decreto con cui era stata originariamente concessa al ricorrente la qualifica di agente di pubblica sicurezza.

  • artt. 6 e seguenti, 23 e 25 del regolamento di polizia municipale

    Richiamati per individuare le funzioni di polizia municipale che il ricorrente avrebbe potuto svolgere nel periodo rilevante.

Massime di principio

  • Quando la decisione sulla legittimità della revoca di una qualifica amministrativa dipende dall’accertamento di fatti rilevanti e controversi, il giudice può disporre specifici incombenti istruttori nei confronti delle amministrazioni coinvolte, sospendendo ogni pronuncia sul merito.
  • Ai fini della verifica della permanenza dei presupposti per una qualifica collegata allo svolgimento di un servizio pubblico, occorre distinguere tra cessazione meramente fattuale delle funzioni e cessazione formale del servizio o dell’assegnazione, acquisendo la relativa documentazione amministrativa.
  • Il principio di pienezza ed effettività della tutela giurisdizionale consente al giudice amministrativo di richiedere relazioni documentate e chiarimenti alle amministrazioni quando la documentazione già acquisita non permetta di stabilire con sufficiente certezza la situazione rilevante ai fini della decisione.

Come è indicizzato

MaterieStato giuridico e avanzamentoIstruttoria processuale
RamiForze armate e forze di poliziaProcesso amministrativo
IstitutiOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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