Sentenza del 17/09/2020 n. 107 - Comm. Trib. Prov. Novara
Avviso di accertamento - Onere della prova a carico delle parti nel caso di fatture per operazioni inesistenti - Onere della prova a carico del contribuente - Esclusione della valenza probatoria degli elementi formali (fatture e pagamenti)
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
l'amministrazione ha emesso avviso di accertamento ritenendo che alcune o tutte le fatture esibite dal contribuente riguardassero operazioni inesistenti (ovvero fittizie), contestando deduzioni/detrazioni o ricostruendo il reddito/IVA. L'amministrazione ha prodotto elementi indizianti sulla fittizietà delle fatture, facendo scattare l'onere per il contribuente di provare l'effettiva esecuzione delle operazioni dichiarate.
La decisione
il giudice ha ritenuto che, una volta che l'amministrazione abbia fornito elementi validi e circostanziati tali da supportare il dubbio sulla genuinità delle operazioni fatturate, l'onere probatorio si sposta sul contribuente. Quest'ultimo non ha assolto l'onere limitandosi a produrre la regolarità formale delle scritture contabili o la prova dei pagamenti; tali elementi formali sono insufficienti a provare l'effettiva esecuzione delle prestazioni. Di conseguenza l'accertamento è stato confermato (esito favorevole all'amministrazione).
Norme richiamate
art. 2697 c.c.
richiama il principio generale sull'onere della prova: chi vuole far valere un diritto deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento. Applicato in sede tributaria, significa che se l'amministrazione produce elementi indizianti sulla fittizietà di operazioni, il contribuente deve fornire la prova contraria.
giurisprudenza tributaria consolidata (Corte di Cassazione e Consiglio di Stato)
interpretazione consolidata secondo cui fatture e pagamenti, considerati da soli come elementi formali, non hanno di per sé valore probatorio pieno quando l'amministrazione dimostri indizi di operazioni inesistenti; sono necessari elementi di riscontro che provino la sostanza economica delle operazioni.
Massime di principio
- Se l'amministrazione produce elementi indizianti sulla fittizietà delle fatture, il contribuente ha l'onere di provare concretamente l'effettiva esecuzione delle prestazioni, non limitandosi alla sola documentazione formale.
- La regolarità formale delle scritture contabili o l'esibizione di pagamenti bancari non sono di per sé sufficienti a dimostrare l'esistenza di operazioni materiali quando sussistono indizi contrari robusti.
- Per difendersi efficacemente, il contribuente deve produrre elementi di riscontro sostanziali: contratti, ordini, conferme d'ordine, bolle di consegna, report di cantiere, corrispondenza commerciale, testimonianze, elementi tecnici o perizie che attestino la prestazione realmente eseguita.
- Nel predisporre la difesa è utile: 1) documentare la catena commerciale e i rapporti con terzi; 2) dimostrare l'integrazione delle prestazioni nell'attività aziendale; 3) esibire documentazione probante indipendente dalle sole fatture (es. e-mail, DDT, registrazioni operative).
- Se il contribuente non riesce a fornire elementi probatori ulteriori rispetto agli aspetti formali, il giudice sarà incline a ritenere fondato l'accertamento fiscale basato su indizi per la fittizietà delle operazioni.
- È consigliabile conservare e organizzare prove di sostanza delle operazioni già in fase preventiva (prima che sorgano contestazioni), perché una volta contestata la genuinità le prove ex post risultano spesso meno persuasive.
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