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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3555/2022 del 01/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza d'appello del 23/10/2020 con cui, dopo parziale riforma del Tribunale, sono state confermate le condanne per plurimi reati finanziari a carico di Coen e Bassi (falso in prospetto - reato sub 1, poi estinto per prescrizione dalla Corte d'appello; manipolazione/aggiotaggio di mercato - reato sub 2; ostacolo all'esercizio della vigilanza CONSOB - reato sub 3; e ulteriori condotte di manipolazione relative a MOVIEMAX). I ricorrenti deducono, tra l'altro: travisamento probatorio e vizio di motivazione, carenza dell'elemento soggettivo (dolo specifico), inesistenza degli obblighi informativi o loro non tempestiva insorgenza, errata qualificazione delle condotte come idonee a causare una sensibile alterazione dei prezzi (price sensitivity) e violazioni procedurali connesse al cumulo di sanzioni amministrative già irrogate (profili di bis in idem). Bassi impugna inoltre le statuizioni civili e la quantificazione del danno; Coen deduce inammissibilità/assorbimento per sanzioni amministrative già irrogate.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto da Corrado Coen. Il ricorso di Paolo Giorgio Bassi è stato respinto nella quasi totalità delle censure, ma è stato ritenuto fondato limitatamente alle statuizioni civili (voci di danno patrimoniale attribuite a CONSOB): su tale profilo la Cassazione ha censurato la motivazione delle corti di merito e ha disposto il riesame secondo i criteri indicati. Per il resto le condanne penali confermate: reato sub 1) (falso in prospetto) dichiarato prescritto dalla Corte d'appello; reato sub 2) (manipolazione/aggiotaggio) e reato sub 3) (ostacolo alla vigilanza) ritenuti provati. Pene così rideterminate in Corte d'appello e confermate dalla Cassazione: per Paolo Giorgio Bassi anni 3 e mesi 1 di reclusione e multa di Euro 60.000; per Corrado Coen anni 5 e mesi 10 di reclusione e multa di Euro 90.000. Confermate anche le pene accessorie, la confisca nei confronti di Coen e, in via generale, le statuizioni civili e risarcitorie eccetto le voci patrimoniali contestate da Bassi, sulle quali è stato disposto riesame.

Norme richiamate

  • art. 110 cod. pen.

    Disciplina il concorso di persone nel reato: applicato per ricondurre contributi colposi o morali alla responsabilità comune quando almeno un concorrente abbia agito con dolo specifico

  • art. 173-bis T.U.F. (falso in prospetto)

    Tipizza il falso in prospetto e la reticenza nell'offerta al pubblico di strumenti finanziari; la Corte valuta la precisione delle informazioni e la prevedibile incidenza sul prezzo (carattere price sensitive)

  • art. 185 T.U.F. (manipolazione del mercato)

    Reato di pericolo concreto la cui sussistenza si accerta con la prognosi postuma ex ante sull'idoneità della condotta a provocare una sensibile alterazione dei prezzi (price sensitivity)

  • art. 2638 cod. civ.

    Norma penale/civile richiamata per l'ostacolo alle funzioni di vigilanza (omissione o mezzi fraudolenti): la condotta deve aver determinato un effettivo e rilevante ostacolo all'esercizio della vigilanza

  • art. 94 T.U.F.

    Disposizioni sugli obblighi informativi e sul prospetto: criterio per valutare se omissioni o sopravvenienze richiedevano integrazioni del prospetto

  • art. 181 T.U.F. / art. 114 T.U.F. (informazioni privilegiate e informativa continua)

    Definizione di informazione privilegiata (carattere preciso e rilevanza per gli investitori) e doveri informativi degli emittenti; la Corte richiama la giurisprudenza europea sul carattere 'preciso' delle informazioni anche quando riguardino fasi a formazione progressiva

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Regola l'immediata declaratoria di cause di estinzione del reato; la Cassazione richiama i limiti per chiedere l'assoluzione per prescrizione in sede di legittimità

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Richiamato nel contesto dei limiti del sindacato in Cassazione sulla motivazione e sulla valutazione della prova; la Corte ribadisce i limiti della censura in sede di legittimità

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Criteri di motivazione e limiti delle censure ammissibili in cassazione; usato per valutare aspecificità o inammissibilità dei motivi

  • art. 187-undecies T.U.F.

    Attribuisce a CONSOB la facoltà di costituirsi parte civile e di chiedere riparazione per il danno all'integrità del mercato; la Corte distingue tra danno risarcibile e costi istituzionali non automaticamente risarcibili

  • art. 187-terdecies T.U.F.

    Meccanismo compensativo tra sanzione amministrativa e pena pecuniaria da considerare nella valutazione della proporzionalità del cumulo sanzionatorio (ne bis in idem)

  • norme e principi europei (Direttiva 2003/6/CE, Direttiva/Regolamenti prospetto e info privilegiate, giurisprudenza Corte di Giustizia e Corte EDU)

    Fonti europee usate per definire 'carattere preciso' delle informazioni privilegiate e per delimitare garanzie (nemo tenetur, ne bis in idem, proporzionalità delle sanzioni amministrative e penali)

Massime di principio

  • La manipolazione di mercato si valuta con una prognosi postuma ex ante: non è necessario che la variazione del prezzo si realizzi concretamente, basta la prevedibile idoneità della condotta a influire sensibilmente sui prezzi (price sensitivity).
  • Omissioni informative rispetto a operazioni programmate possono integrare reati finanziari se l'informazione aveva carattere "preciso" e prevedibile impatto sui prezzi; rilevano la previsione concreta dell'evento e la consistenza delle prove dell'accordo antecedente all'offerta.
  • L'ostacolo all'esercizio della vigilanza (art. 2638 c.c.) richiede un'effettiva e rilevante difficoltà o rallentamento dell'attività dell'autorità di controllo: non tutte le omissioni formali sono penalmente rilevanti.
  • In Cassazione i motivi di merito sulla valutazione della prova sono ampiamente preclusi salvo travisamenti probatori macroscopici o vizi logici manifesti; molte censure difensive rischiano di essere dichiarate inammissibili per aspecificità.
  • Il principio nemo tenetur se detegere non è di per sé automaticamente estensibile a impedire la responsabilità quando sia in gioco una condotta falsa o fraudolenta verso l'autorità di vigilanza: occorre distinguere tra dovere di collaborazione amministrativa e garanzie penali.
  • Il cumulo di sanzioni amministrative e penali (doppio binario) impone al giudice di verificare la proporzionalità complessiva; tuttavia la deduzione di sproporzione va proposta nel merito: la Cassazione non ammette di regola la prima proposizione di tale questione in sede di legittimità salvo casi di evidente e documentata sproporzione.
  • Le pretese risarcitorie avanzate da autorità di vigilanza (es. CONSOB) devono essere adeguatamente motivate e distinte tra danno all'integrità del mercato (riparabile tramite l'art. 187-undecies TUF) e costi ordinari di attività istituzionale, i quali non sono automaticamente risarcibili.

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