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Sentenza

Sentenza n. 3090/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7

Giustizia amministrativa202508637

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Sentenza del TAR Lazio che aveva respinto il ricorso contro la delibera del Plenum del CSM di conferimento al controinteressato dell'ufficio direttivo di Presidente di un Tribunale

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (CSM e controinteressato)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'appellante ha impugnato la sentenza del TAR Lazio che aveva respinto la domanda di annullamento della delibera del Plenum del CSM con cui era stato conferito al controinteressato un ufficio direttivo giudicante di primo grado. Nel corso del giudizio d'appello, l'appellante è stata trasferita, a propria domanda, presso altro Tribunale, con funzioni di Presidente, previo conferimento delle funzioni direttive, ed è stata immessa nelle relative funzioni. Il controinteressato ha quindi dedotto l'improcedibilità dell'appello per sopravvenuta carenza di interesse. L'appellante ha sostenuto la permanenza di un interesse morale alla decisione e ha invocato anche un effetto prenotativo dell'azione giudiziale. Non risultano specifici motivi di appello esaminati nel merito, poiché il giudice ha definito la controversia per sopravvenuta carenza di interesse.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha dichiarato l'appello improcedibile. Il trasferimento o l'assegnazione, disposti a domanda dell'interessata per il conferimento di nuove funzioni, determinano, secondo l'art. 44 del Testo unico per la dirigenza giudiziaria del CSM, la decadenza delle domande precedentemente presentate; tale disciplina è stata ritenuta applicabile anche alla domanda oggetto del giudizio. Il Collegio ha escluso che residuasse un interesse morale alla decisione: la precedente delibera aveva riconosciuto a entrambe le candidate il possesso dei prerequisiti di indipendenza, imparzialità ed equilibrio e un profilo pregevole, individuando la prevalenza del candidato nominato esclusivamente con riferimento al parametro attitudinale. Non erano quindi presenti affermazioni lesive della moralità personale o professionale dell'appellante. È stato inoltre escluso che l'interessata potesse invocare un effetto prenotativo dell'azione, avendo successivamente presentato domanda per altro ufficio direttivo e ottenuto il relativo insediamento. La disciplina è stata ritenuta funzionale alla stabilizzazione delle funzioni direttive e alla continuità organizzativa degli uffici giudiziari, senza possibilità di deroga fondata sulla preferenza personale per una diversa sede. Spese compensate per la natura della decisione.

Norme richiamate

  • art. 44 del Testo unico per la dirigenza giudiziaria del CSM

    Il trasferimento o l’assegnazione per conferimento di nuove funzioni, disposti a domanda dell’interessato, nonché il collocamento fuori dal ruolo organico della Magistratura o la conferma fuori dal ruolo in diversa posizione determinano, dalla data della relativa delibera, la decadenza di tutte le domande in precedenza presentate.

    Il trasferimento o l'assegnazione a domanda per nuove funzioni direttive comportano la decadenza delle domande precedentemente presentate, impedendo la prosecuzione dell'interesse alla contestazione della precedente procedura.

  • art. 18, lett. a), del Testo unico per la dirigenza giudiziaria del CSM

    Il parametro attitudinale è stato indicato dal CSM come elemento di prevalenza del candidato nominato, pur avendo entrambi i candidati i prerequisiti di indipendenza, imparzialità ed equilibrio e un profilo pregevole.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Ha costituito il presupposto per disporre l'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi delle parti e degli uffici interessati.

  • art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, unitamente alla normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, quale fondamento dell'oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • Nel contenzioso relativo al conferimento di funzioni direttive giudiziarie, il trasferimento o l'assegnazione a domanda per nuove funzioni, dalla data della relativa deliberazione, determina la decadenza delle domande precedentemente presentate e comporta, salvo specifiche ragioni ulteriori, la sopravvenuta carenza di interesse alla prosecuzione del giudizio sulla precedente procedura.
  • L'interesse morale alla decisione può permanere dopo la nomina dell'interessato ad altro ufficio direttivo quando l'atto impugnato contenga affermazioni lesive della moralità personale o professionale o neghi i prerequisiti imprescindibili di indipendenza, imparzialità ed equilibrio; non sussiste invece quando l'amministrazione abbia riconosciuto tali prerequisiti e abbia individuato la prevalenza di altro candidato soltanto sulla base della valutazione attitudinale.
  • La mera preferenza dell'interessato per la sede oggetto della precedente procedura non consente di derogare alla disciplina sulla decadenza delle domande precedenti, poiché la stabilizzazione delle funzioni direttive e la continuità organizzativa degli uffici giudiziari prevalgono sull'interesse individuale alla scelta della sede.
  • L'avvenuta presentazione e l'accoglimento di una domanda per un diverso ufficio direttivo non producono un effetto prenotativo idoneo a conservare l'interesse alla decisione sulla precedente nomina quando trovano applicazione le regole speciali sulla decadenza delle domande anteriormente presentate.

Come è indicizzato

MaterieDirigenza e incarichiEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiPubblico impiego e concorsiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseLegittimazione e interesse a ricorrere

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