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Sentenza

Sentenza n. 11616/2026 - Roma, Sezione 2

per l'annullamento Per quanto riguarda il ricorso introduttivo: del provvedimento di diniego di visto per motivi di studio datato 11.12.2025 e notificato a mani il 05.01.2026, dall'Ambasciata d'Italia ad Islamabad, Prot. N. 14730-P e Codice Pratica n. 20250022142 nonché di ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale, ivi compreso l'accertamento del diritto della ricorrente al rilascio del visto di ingresso per motivi di studio. Per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati il 21.5.2026: del provvedimento di diniego di visto per motivi di studio datato 28/04/2026 prot. 492s-P e depositato in pari data nel fascicolo del ricorso RG. 2104-2026 nonché di ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale, ivi compreso l’accertamento del diritto della ricorrente al rilascio del visto di ingresso per motivi di studio.

Giustizia amministrativa202602104

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di visto per motivi di studio adottato dall'Ambasciata d'Italia ad Islamabad, seguito da un ulteriore diniego sostitutivo impugnato con motivi aggiunti

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha impugnato il diniego del visto di ingresso per motivi di studio e, con motivi aggiunti, il successivo diniego, entrambi motivati esclusivamente dall'asserita mancanza dei requisiti economici minimi previsti dalla normativa. Ha dedotto la sussistenza delle risorse necessarie al mantenimento durante il soggiorno di studio in Italia, documentando la somma disponibile sul conto corrente, la provenienza di parte delle somme dalla vendita di oro precedentemente posseduto, la possibilità di continuare a lavorare da remoto per imprese con cui già collaborava, mantenendo il relativo stipendio mensile, nonché l'assenza di un proprio nucleo familiare e la conseguente possibilità di mantenersi autonomamente. La domanda comprendeva anche l'accertamento del diritto al rilascio del visto.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso ai fini del riesame, annullando il diniego e ordinando all'Amministrazione di riesaminare l'istanza entro il termine massimo di 30 giorni dalla comunicazione della sentenza. Il giudice ha ritenuto dimostrata la disponibilità economica superiore alla soglia minima annua di euro 6.947,33 indicata dalla circolare del MUR e ha valorizzato la documentazione sulla provenienza delle somme, la continuazione dell'attività lavorativa da remoto e la capacità di mantenimento autonomo. Ha richiamato l'indirizzo del Consiglio di Stato secondo cui occorre verificare non solo la disponibilità delle risorse, ma anche l'eventuale origine fraudolenta delle medesime; nel caso concreto non sono emersi elementi tali da mettere in dubbio la genuinità delle disponibilità documentate. L'Amministrazione dovrà procedere a un nuovo esame nel rispetto dei criteri indicati dalla sentenza e considerando anche l'eventuale ulteriore documentazione disponibile. Le spese di lite sono state compensate per la peculiarità della vicenda e per la numerosità delle istanze quotidianamente esaminate dal Consolato.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    ex art. 60 cod. proc. amm.

    La controversia è stata definita con sentenza in camera di consiglio, sentite le parti, secondo il rito decisorio semplificato.

  • art. 5 d.lgs. 286/1998

    Il testo non indica espressamente la disposizione come norma applicata; il diniego riguarda tuttavia un visto di ingresso per motivi di studio e la valutazione dei relativi requisiti.

  • Circolare MUR sulla soglia minima annua per il visto per motivi di studio

    superiori alla somma di euro 6.947,33, che la circolare del MUR indica quale soglia minima annua per ottenere il visto per motivi di studio

    La disponibilità economica superiore alla soglia indicata costituisce un requisito da verificare ai fini del visto, insieme all'assenza di elementi sufficienti per ritenere fraudolenta l'origine delle somme.

Massime di principio

  • Nel procedimento di rilascio del visto per motivi di studio, la verifica della capacità economica dello straniero deve considerare la disponibilità di risorse superiori alla soglia minima annua indicata dalla circolare del MUR e la genuinità della loro provenienza.
  • La disponibilità economica necessaria per il visto può essere dimostrata mediante una valutazione complessiva della documentazione bancaria, della provenienza delle somme, della possibilità di percepire redditi da lavoro da remoto durante gli studi e della capacità di mantenimento autonomo.
  • L'Amministrazione non può fondare il diniego del visto esclusivamente sull'asserita insufficienza economica quando l'interessato abbia documentato risorse superiori alla soglia applicabile e non emergano elementi sufficienti di fraudolenta costituzione o provenienza delle disponibilità.
  • L'annullamento del diniego di visto per motivi di studio può essere disposto ai fini del riesame, senza riconoscere direttamente il diritto al rilascio del visto, quando sia necessario un nuovo esercizio della valutazione amministrativa alla luce dei criteri indicati dal giudice.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla osta
RamiImmigrazione e cittadinanza
IstitutiDifetto di istruttoriaDiscrezionalità amministrativa e tecnicaEffetto conformativo e riedizione del potere

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