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Sentenza

Sentenza n. 11306/2026 - Roma, Sezione 5T

per l’annullamento del provvedimento prot. GSEWEB/P20250226203 del 27.3.2025, pervenuto alla società ricorrente tramite PEC in pari data avente a oggetto “Richiesta per il riconoscimento del funzionamento dell’unità denominata CHIAMPO MOTORE COGENERATIVO e sita in Arzignano n. 38, CHIAMPO (VI) come cogenerativa ad alto rendimento (di seguito CAR), ai sensi del D.Lgs. 20/07, come integrato dal DM 04 agosto 2011 e per l'accesso al regime di sostegno previsto dal DM 5 settembre 2011 - codice unità CK69- produzione anno 2024”, nella parte in cui il Gestore dei servizi energetici - Gse s.p.a. ha respinto la richiesta di accesso al regime di sostegno previsto dal D.M. 5.9.2011, presentata dalla ricorrente con riferimento alla produzione relativa all’anno 2024.

Giustizia amministrativa202506787

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V terSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del GSE dell'accesso al regime di sostegno previsto dal D.M. 5 settembre 2011 per la produzione 2024 dell'unità cogenerativa

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

La società ricorrente ha impugnato il provvedimento con cui il GSE aveva respinto la richiesta di riconoscimento dell'unità come cogenerativa ad alto rendimento e di accesso al regime di sostegno previsto dal D.M. 5 settembre 2011, con riferimento alla produzione dell'anno 2024. Il testo non riporta analiticamente i singoli motivi di ricorso. Nel corso del giudizio, a seguito della sentenza del Consiglio di Stato n. 5864/2025, il GSE ha riconosciuto spontaneamente i certificati bianchi spettanti anche per l'annualità controversa e ha approvato e accettato la relativa convenzione. La ricorrente ha quindi dichiarato cessata la materia del contendere, insistendo tuttavia per la condanna del GSE alle spese in base alla soccombenza virtuale.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a., rilevando che l'interesse sostanziale perseguito con il ricorso era stato integralmente soddisfatto dal successivo comportamento del GSE, risultante dalla documentazione in atti. Il Collegio ha disposto la compensazione integrale delle spese, condividendo l'orientamento del Consiglio di Stato secondo cui la compensazione era giustificata dalla tempestiva e spontanea conformazione del GSE alla sentenza n. 5864/2025, dall'estensione volontaria degli effetti alle ulteriori annualità e dalla complessità e novità delle questioni esaminate. La sentenza ordina l'esecuzione da parte dell'autorità amministrativa.

Norme richiamate

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    dichiarare la cessazione della materia del contendere

    La cessazione della materia del contendere è dichiarata quando, nel corso del giudizio, l'amministrazione soddisfa integralmente l'interesse sostanziale dedotto in giudizio.

Massime di principio

  • La cessazione della materia del contendere può essere dichiarata quando, nel corso del giudizio, un comportamento successivo dell'amministrazione soddisfa integralmente l'interesse sostanziale perseguito con il ricorso, rendendo non più utile la decisione sull'annullamento dell'atto impugnato.
  • Ai fini della regolazione delle spese, la spontanea e tempestiva conformazione dell'amministrazione a una successiva pronuncia giurisdizionale, unitamente alla complessità e novità delle questioni trattate, può giustificare la compensazione integrale delle spese anche quando il ricorrente abbia ottenuto il soddisfacimento sostanziale della propria pretesa.

Come è indicizzato

MaterieIncentivi energeticiEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEnergia, infrastrutture e comunicazioniProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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