Sentenza n. 2074/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 4
per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Sardegna n. 642/2023.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Diniego tacito sull’istanza di accertamento di conformità relativa a una villa
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il proprietario di una villa presentava al Comune un’istanza di accertamento di conformità. Dopo la regolarizzazione della pratica, il Comune trasmetteva l’istanza alla Regione per la verifica di compatibilità paesaggistica. La Regione acquisiva gli atti ai fini del parere della Soprintendenza, prendeva atto della mancata risposta di quest’ultima nel termine di novanta giorni e, con successiva determinazione, dichiarava la compatibilità paesaggistica dell’immobile. Il Comune non adottava un provvedimento espresso. L’interessato impugnava davanti al TAR il diniego tacito, ma il ricorso veniva respinto. In appello chiedeva la riforma della sentenza. Nel corso del giudizio presentava una nuova pratica per regolarizzare l’immobile, dichiarando che il precedente accertamento di conformità non era più da prendere in considerazione; all’udienza chiedeva quindi la cessazione della materia del contendere, in subordine la cancellazione dal ruolo o l’improcedibilità dell’appello.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha dichiarato l’appello improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. La nuova pratica presentata dall’appellante rendeva non più attuale l’interesse alla decisione sull’impugnazione del precedente diniego tacito, ma non consentiva di dichiarare la cessazione della materia del contendere, poiché non risultava provato che il bene della vita perseguito fosse stato definitivamente e stabilmente acquisito. Il giudice ha evidenziato che la nuova pratica era stata presentata di recente e che permaneva il potere dell’amministrazione di intervenire sulla SCIA presentata dal privato. È stata inoltre esclusa la possibilità di disporre, su istanza di parte, la cancellazione della causa dal ruolo. Le spese di lite sono state compensate.
Norme richiamate
art. 73, comma 1-bis, c.p.a.
eventuale quote, SOLO SE PRESENTE
Non consente di disporre, su istanza di parte, la cancellazione della causa dal ruolo.
art. 167, comma 5, d.lgs. 42/2004
parere obbligatorio e vincolante
Richiamato quale base del procedimento di verifica della compatibilità paesaggistica ai fini dell’accertamento di conformità.
Massime di principio
- La presentazione, nel corso del giudizio, di una nuova istanza o pratica volta a regolarizzare l’immobile può determinare la sopravvenuta carenza di interesse all’impugnazione del precedente diniego, rendendo improcedibile il ricorso o l’appello relativo a quest’ultimo.
- La cessazione della materia del contendere richiede che il bene della vita perseguito sia stato definitivamente e stabilmente acquisito; la mera presentazione di una nuova pratica amministrativa, ancora soggetta ai poteri di intervento dell’amministrazione, non è sufficiente.
- La nuova pratica di regolarizzazione presentata dopo l’impugnazione del precedente diniego può rendere inefficace quest’ultimo e comportare l’improcedibilità dell’impugnazione per sopravvenuta carenza di interesse.
- La cancellazione della causa dal ruolo non può essere disposta su istanza di parte nei termini esclusi dall’art. 73, comma 1-bis, c.p.a.
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