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Sentenza

Sentenza n. 2740/2026 - Roma, Sezione 5Q

Ricorso avverso il silenzio serbato dalle Amministrazioni intimate in ordine alle istanze presentate dalla ricorrente, per il rilascio del visto per motivi di studio, avente ad oggetto la fissazione di un appuntamento per la formalizzazione della richiesta del suddetto visto.

Giustizia amministrativa202514212

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio serbato sull'istanza volta alla fissazione di un appuntamento per la formalizzazione della domanda di visto per motivi di studio

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

La parte ricorrente ha proposto ricorso ai sensi dell'art. 117 c.p.a. contro il silenzio delle amministrazioni intimate sull'istanza di attivazione del procedimento per il rilascio di un visto di ingresso in Italia per motivi di studio, chiedendo in concreto la fissazione di un appuntamento presso la competente sede diplomatica per formalizzare la domanda. Dopo la presentazione del ricorso, la sede diplomatica competente ha fissato l'appuntamento. La ricorrente non ha formulato specifiche contestazioni rispetto a tale sopravvenienza.

La decisione

Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, ritenendo che la fissazione dell'appuntamento e la conseguente attivazione del procedimento per il rilascio del visto abbiano integralmente soddisfatto la pretesa azionata. La decisione è stata adottata ai sensi del combinato disposto degli artt. 34, comma 5, e 117 c.p.a. Le spese di lite sono state compensate, considerato il tempo non particolarmente esteso tra la richiesta dell'appuntamento e la notificazione del ricorso e il comportamento dell'amministrazione, che si è attivata in tempi ragionevoli. L'amministrazione è stata tuttavia condannata a restituire alla parte ricorrente le somme eventualmente versate a titolo di contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 117 c.p.a.

    Disciplina il ricorso avverso il silenzio dell'amministrazione; il ricorso è stato proposto per ottenere l'attivazione del procedimento relativo al visto di studio.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    La sopravvenuta soddisfazione della pretesa azionata ha giustificato la dichiarazione di cessazione della materia del contendere.

Massime di principio

  • Nel giudizio avverso il silenzio, la fissazione dell'appuntamento necessario per formalizzare la domanda e l'attivazione del procedimento amministrativo richiesto determinano la cessazione della materia del contendere quando soddisfano integralmente la pretesa oggetto del ricorso.
  • La cessazione della materia del contendere può essere dichiarata ai sensi del combinato disposto degli artt. 34, comma 5, e 117 c.p.a. quando, dopo la proposizione del ricorso contro il silenzio, l'amministrazione adotta l'attività richiesta dal ricorrente.
  • La compensazione delle spese può essere disposta quando il tempo intercorso tra la richiesta amministrativa e la notificazione del ricorso non è particolarmente esteso e l'amministrazione si è comunque attivata in tempi ragionevoli; resta possibile porre a carico dell'amministrazione la restituzione del contributo unificato eventualmente versato.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaTermini e notificazione del ricorsoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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