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Sentenza

Sentenza del 13/05/2016 n. 9832 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia riguardava la legittimità del diniego del condono previsto dall'art. 9-bis della legge n. 289 del 2002, opposto perché il contribuente aveva versato soltanto la prima rata, omettendo le rate successive. La CTR aveva ritenuto che il condono si perfezionasse con il primo pagamento e che l'omesso versamento delle rate successive consentisse soltanto il recupero coattivo delle somme, senza poter determinare il diniego della definizione. L'Agenzia delle Entrate ha contestato tale interpretazione, sostenendo che, per l'art. 9-bis, il beneficio richiede l'integrale pagamento nei termini previsti.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso del MEF per difetto di legittimazione passiva, poiché nel giudizio d'appello era stata parte soltanto l'Agenzia delle Entrate. Ha invece accolto il ricorso dell'Agenzia. Quanto all'IVA, ha disapplicato l'art. 9-bis della legge n. 289 del 2002 perché incompatibile con il diritto dell'Unione europea, in quanto comportava una rinuncia generale alle sanzioni relative all'IVA. Quanto alle imposte dirette, ha stabilito che il condono ex art. 9-bis si perfeziona esclusivamente con l'integrale pagamento delle somme dovute: l'omesso versamento anche di una sola rata impedisce il perfezionamento della definizione. La sentenza della CTR è stata cassata senza rinvio e il ricorso originario del contribuente è stato rigettato. Il contribuente è stato condannato alle spese del giudizio di cassazione, liquidate in 3.000 euro oltre accessori; le spese dei gradi di merito sono state compensate.

Norme richiamate

  • Legge 27 dicembre 2002, n. 289, art. 9-bis

    La definizione agevolata si perfeziona solo se si provvede all'integrale pagamento del dovuto nei termini e nei modi previsti dalla disposizione.

    Per il condono relativo a imposte o ritenute dichiarate, l'integrale pagamento delle somme dovute costituisce condizione necessaria per il perfezionamento del beneficio. Il mancato pagamento anche di una sola rata impedisce la definizione e non determina soltanto l'attivazione della riscossione delle rate omesse.

  • Legge 27 dicembre 2002, n. 289, artt. 8, 9, 15 e 16

    Le disposizioni prevedono, diversamente dall'art. 9-bis, ipotesi nelle quali gli effetti del condono possono essere conservati anche in assenza di adempimento integrale.

    Le regole più favorevoli previste per altre forme di condono non possono essere applicate analogicamente all'art. 9-bis, poiché le discipline di condono sono eccezionali e di stretta interpretazione.

  • Decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, artt. 57 e 72

    Le agenzie fiscali hanno assunto la gestione delle funzioni e dei rapporti giuridici già riferibili al Ministero delle Finanze e possono avvalersi del patrocinio dell'Avvocatura dello Stato.

    Quando il giudizio d'appello coinvolge esclusivamente l'Agenzia delle Entrate, il Ministero dell'Economia e delle Finanze non conserva la legittimazione passiva nel successivo giudizio di cassazione. L'Agenzia può inoltre essere rappresentata dall'Avvocatura dello Stato senza uno specifico mandato alle liti o una procura speciale.

  • Decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, art. 52, comma 2

    La necessità dell'autorizzazione prevista per l'appello dell'amministrazione finanziaria non è più applicabile, secondo la Corte, dopo l'istituzione operativa delle agenzie fiscali e il trasferimento a esse delle relative competenze.

  • Sesta direttiva IVA 77/388/CEE, artt. 2 e 22

    Il diritto dell'Unione impone agli Stati membri di assicurare l'accertamento e la riscossione effettivi dell'IVA. Sono incompatibili le misure nazionali che comportino una rinuncia generale o indiscriminata all'imposta o alle sanzioni poste a tutela del corretto adempimento dell'obbligo IVA.

  • Codice di procedura civile, art. 384, comma 2

    La Corte di cassazione può decidere direttamente la causa nel merito quando, una volta cassata la sentenza impugnata, non siano necessari ulteriori accertamenti di fatto.

Massime di principio

  • Per i condoni fiscali occorre applicare esclusivamente la disciplina specificamente prevista dalla singola norma: le condizioni e gli effetti stabiliti per un diverso tipo di condono non possono essere estesi per analogia.
  • Quando una definizione agevolata richiede espressamente il pagamento integrale e non prevede una clausola di salvaguardia per i pagamenti parziali, l'omesso versamento anche di una sola rata impedisce il perfezionamento del beneficio.
  • Il pagamento della prima rata non è necessariamente sufficiente a consolidare il condono: bisogna verificare se la legge qualifica l'integrale pagamento come condizione essenziale.
  • In materia di IVA, le norme nazionali di condono devono essere interpretate e, se necessario, disapplicate quando comportano una rinuncia generale alla riscossione dell'imposta o delle sanzioni in contrasto con il diritto dell'Unione europea.
  • Nel giudizio di cassazione deve essere individuato correttamente il soggetto che è stato parte nel grado precedente: se il contenzioso d'appello si è svolto soltanto nei confronti dell'Agenzia delle Entrate, il ricorso proposto anche contro il MEF è inammissibile nei confronti di quest'ultimo.

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