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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 6730/2023 del 17/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano l'ordinanza che aveva respinto la richiesta di revoca o sostituzione della custodia cautelare domiciliare per reati ex art. 73 T.U. stupefacenti. Denunciano violazione di legge (art. 299 c.p.p. e art. 73 T.U.) e vizi della motivazione riguardo ai gravi indizi: le analisi sui reperti avrebbero ridimensionato l'accusa (alcuni reperti non contengono stupefacenti, altri sono nuove sostanze psicoattive per le quali non è possibile determinare la dose media singola; poche dosi di cocaina, quantità compatibili con uso personale; mancanza di prova della destinazione a terzi). Contestano inoltre la motivazione sulle esigenze cautelari (assenza di attualità delle esigenze, acquisto online come modalità normale, e la presenza di Maifredi in una comunità di recupero come elemento che escluderebbe pericolo di reiterazione).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili per rinuncia, rilevando che i ricorrenti avevano perso interesse a proseguire l'impugnazione perché la misura cautelare era stata revocata in data 21 ottobre 2022 successivamente alla proposizione del ricorso. La Corte precisa che l'emersione di nuovi fatti (revoca della misura) che modifichino l'interesse ad impugnare comporta inammissibilità per rinuncia e non giustifica, di per sé, la condanna al pagamento alla Cassa delle ammende o delle spese di Cassazione quando non sussistono profili di colpa. Di conseguenza i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili e non è stata disposta la sanzione prevista dall'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 73 T.U. stupefacenti

    Norma penale sostanziale relativa al traffico e detenzione di sostanze stupefacenti; la censura dei ricorrenti riguardava la valutazione della quantità e della natura dei reperti ai fini dell'accertamento degli indici di sussistenza del reato e della destinazione a terzi

  • art. 299 cod. proc. pen.

    Richiamato dai ricorrenti per dedurre violazione di legge nella motivazione dell'ordinanza impugnata (vizi logici o contraddittorietà nella valutazione degli indizi)

  • art. 173, comma 1, disp. att. c.p.p.

    Limiti stringenti alla motivazione e alle deduzioni in Cassazione; la Corte segnala che i ricorrenti hanno dedotto i motivi nei limiti strettamente necessari per la motivazione

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede la sanzione a favore della Cassa delle ammende; la Corte osserva che l'inammissibilità dovuta a sopravvenienza di nuovi fatti che eliminano l'interesse non equivale automaticamente a responsabilità o colpa che giustifichi l'applicazione della sanzione

Massime di principio

  • Se dopo la proposizione di un ricorso in Cassazione sopravvengono fatti che eliminano l'interesse all'impugnazione (es. revoca della misura cautelare), il ricorso può risultare inammissibile per rinuncia: la sopravvenienza di nuovi elementi muta l'interesse ad agire e rende l'impugnazione priva di oggetto
  • La semplice sopravvenienza di elementi favorevoli (revoca o cessazione della misura) non comporta automaticamente responsabilità o sanzione economica a carico del ricorrente verso la Cassa delle ammende, salvo profili di colpa specifici
  • Le censure sulla valutazione di prova tecnica (es. quantità, natura delle sostanze, impossibilità di determinare la dose media singola per nuove sostanze) richiedono che gli errori denunciati fossero effettivamente conoscibili e significativi al momento della proposizione del ricorso; altrimenti, la successiva emersione di risultati o decisioni non evita l'inammissibilità
  • La valutazione dell'attualità delle esigenze cautelari presuppone fatti concreti e attuali (pericolo di fuga, inquinamento probatorio, reiterazione). L'essere ricoverato in struttura di recupero e l'effettiva impossibilità materiale di reiterare reati sono elementi che, se presenti e documentati in precedenza, possono incidere sull'idoneità della misura cautelare
  • In casi simili è importante aggiornare tempestivamente il giudice della sopravvenienza di fatti rilevanti (revoca, modifica della misura, ricovero in comunità) e, se si decide di proseguire l'impugnazione nonostante tali sopravvenienze, motivare la sussistenza di un interesse effettivo e attuale a mantenere il gravame

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