Cassazione Penale, Sentenza n. 23743/2025 del 25/06/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha ritenuto fondato il motivo relativo alla confisca dei beni diversi dalla sostanza stupefacente. Ha annullato la sentenza impugnata limitatamente alla statuizione di confisca della somma di denaro e di altro in sequestro diverso dallo stupefacente, rinviando per nuovo giudizio al Tribunale di Marsala in diversa composizione. Restano valide le altre statuizioni (pena e multa) risultanti dall'accordo ex art.444 c.p.p.
Esito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente impugna la confisca della somma di denaro e di "quant'altro in sequestro" diversi dalla sostanza stupefacente, contestando l'assenza di motivazione circa la pertinenzialità di tali beni rispetto al reato di mera detenzione di stupefacente (marijuana). Si contesta altresì che non siano state indicate le ragioni per cui quei beni siano provento, profitto o strumenti del reato né sia stata fatta applicazione delle specifiche fattispecie di confisca (art.240-bis c.p. o confisca per equivalente ai sensi dell'art.73 comma 7-bis d.P.R. 309/90).
Norme richiamate
art. 444 cod. proc. pen.
Norma sul patteggiamento: richiamata per inquadrare la sentenza di applicazione della pena su richiesta, ma non legittima l'automatismo della confisca senza motivazione specifica.
art. 448 comma 2‑bis cod. proc. pen.
Consente l'impugnabilità in Cassazione di statuizioni relative a misure di sicurezza e di natura reale anche nell'ipotesi di applicazione della pena su richiesta; la Corte ritiene ricorribile la confisca per vizi di motivazione o violazione di legge.
art. 240‑bis cod. pen.
Norma sulla confisca obbligatoria per i reati indicati: la Corte richiama che, in assenza del richiamo a tale fattispecie o di motivazione che ne dimostri i presupposti, non è possibile disporre la confisca del denaro nel reato di mera detenzione.
art. 240 cod. pen.
Richiamato per esclusione: la confisca prevista dall'art.240 non è applicabile automaticamente al denaro in ipotesi di mera detenzione di stupefacenti se manca il nesso pertinenziale.
art. 73 d.P.R. 309/1990 (con riferimento al comma 7‑bis)
Regolamenta le sanzioni per i reati di stupefacenti e la confisca per equivalente; la Corte osserva che la confisca del denaro nella mera detenzione richiede il nesso di pertinenzialità e non può essere disposta semplicemente perché il denaro è stato sequestrato.
art. 85‑bis d.P.R. 309/1990
Dispositivo che rinvia all'art.240‑bis c.p.; citato per sottolineare che la confisca in materia di stupefacenti deve rispettare i requisiti normativi richiamati.
Massime di principio
- La confisca del denaro trovato in possesso dell'imputato per il reato di mera detenzione di stupefacente è lecita solo se esiste un effettivo nesso di pertinenzialità tra il denaro e l'attività illecita (es. provento, profitto, prezzo, o strumento del reato).
- Nel patteggiamento (art.444 c.p.p.) le statuizioni di natura reale (confisca, misure di sicurezza reali) devono essere motivate chiaramente; la loro mancata motivazione è impugnabile in Cassazione ai sensi dell'art.448 comma 2‑bis.
- Se il giudice intende disporre la confisca del denaro deve specificare se si tratta di confisca obbligatoria ex art.240‑bis c.p., di confisca per equivalente (art.73 comma 7‑bis DPR 309/90) o di altra base normativa, indicando i fatti e gli elementi probatori che giustificano il nesso di pertinenzialità.
- Non è corretto etichettare genericamente come “corpo del reato” beni diversi dalla sostanza sequestrata senza motivazione: occorre valutare la natura e la destinazione dei beni e darne esplicita motivazione nel provvedimento.
- In presenza di confisca irregolarmente motivata, la Corte può annullare la statuizione limitatamente a quella parte e rinviare per un nuovo giudizio sul punto.
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