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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30324/2024 del 23/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza di appello che aveva confermato la condanna per reati fallimentari imputati a Serafinelli in qualità di "amministratore di fatto" della "TRE A SRL" (fallita). Il ricorso per cassazione articolava quattro censure: 1) vizio di motivazione sulla sussistenza del ruolo di amministratore di fatto; 2) vizio di motivazione sulla attendibilità delle dichiarazioni rese da Milizia Claudio (sommarie informazioni rese in altro procedimento); 3) mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche; 4) eccessività del trattamento sanzionatorio.

La decisione

Il ricorso è stato respinto. Sono stati ritenuti inammissibili i primi due motivi (rispettivamente per tentativo di rivalutazione del fatto e per richiesta di rievaluazione della credibilità delle dichiarazioni), mentre gli ulteriori motivi sono stati giudicati infondati. La Corte di cassazione ha confermato la motivazione della corte territoriale che aveva individuato elementi fattuali sintomatici dell'esercizio di funzioni gestorie da parte del Serafinelli (retribuzioni sproporzionate, possesso di token e carta aziendale, documentazione societaria, contatti con fornitori che lo indicavano come responsabile acquisti). La decisione di merito sul diniego delle attenuanti generiche e sull'entità della pena è stata ritenuta adeguatamente motivata, essendosi la corte territoriale basata sulla gravità della condotta, sulla spoliazione del patrimonio sociale, sulla sottrazione delle scritture contabili, sull'intensità del dolo e su precedenti penali e violazioni degli arresti domiciliari. Al rigetto del ricorso è seguita la condanna del ricorrente, nonché la condanna alle spese ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • Legge fallimentare

    Le norme sulla bancarotta (artt. 216 e 223) vanno applicate sulla base delle funzioni concrete esercitate: la qualifica formale non esclude la responsabilità penale se il soggetto ha svolto gestione o cogestione. L'art. 219 (aggravante del danno di rilevante gravità) è stato esaminato nel contesto del danno ma la sua esclusione non implica automaticamente attenuanti.

  • Codice Penale

    Disciplina le circostanze attenuanti generiche: il riconoscimento richiede motivazione positiva sugli elementi che giustificano la mitigazione; il diniego può fondarsi anche sulla gravità della condotta o sui precedenti.

  • Codice di Procedura Penale

    Prevede la condanna alle spese di giudizio in caso di rigetto del ricorso; la Corte ha condannato il ricorrente ai sensi di questa norma.

  • Giurisprudenza di legittimità

    Principio consolidato che la Corte di cassazione non può rivedere le valutazioni di fatto del giudice di merito né sostituirsi a esse con ricostruzioni alternative; l'accertamento degli elementi sintomatici di gestione di fatto è apprezzamento di fatto non sindacabile in sede di legittimità se adeguatamente motivato.

Massime di principio

  • La qualifica formale (es. "autista") non esclude la responsabilità come "amministratore di fatto": rilevano le funzioni concrete svolte e gli elementi probatori che dimostrano gestione o cogestione.
  • In Cassazione è inammissibile chiedere la semplice riconsiderazione o rivalutazione delle prove e dei fatti; il ricorso deve invece segnalare vizi di diritto o formali nella motivazione.
  • Le dichiarazioni rese in altri procedimenti possono essere valutate dal giudice di merito; per ottenere l'annullamento in Cassazione occorre sollevare profili di illegittimità procedurale o motivazionale non la mera non credibilità.
  • Il riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche richiede motivazione positiva: l'onere è sul ricorrente di indicare elementi favorevoli specifici non valutati dal giudice di merito.
  • Il diniego delle attenuanti può essere fondato anche sulla gravità della condotta, sulla capacità a delinquere e sui precedenti; tali considerazioni costituiscono base sufficiente se esplicitamente motivate.
  • Per difendersi efficacemente in casi analoghi è necessario proporre in appello e in cassazione censure di diritto precise (es. violazioni di norme procedurali, illogicità manifesta o contraddittorietà della motivazione), corredate da richieste probatorie o da elementi nuovi solo se ammissibili.

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