Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22500/2024 del 04/06/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la conferma della condanna ottenuta in appello per porto illegale di arma, minaccia grave ed esplosione pericolosa in luogo pubblico (reati riuniti in continuazione). Deduce due motivi: (1) vizio di valutazione degli elementi indiziari e carenza di motivazione ai sensi degli artt. 192 e 533 c.p.p.; contesta la qualificazione di "concorrente morale" fondata su elementi indiziari (testimonianza di Cecilia Katia Bruno, richiamo al quartiere Paolo VI, e riconoscimento balistico della pistola trovata in suo possesso nove giorni dopo), sostenendo che la detenzione successiva non prova il concorso morale e che la motivazione contiene affermazioni apodittiche; (2) vizio nella determinazione della pena (artt. 81 e 133 c.p.), lamentando che l'aumento per continuazione sia stato trattato come un cumulo materiale e che la Corte non abbia adeguatamente motivato gli incrementi.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto congrua e logica la catena indiziaria: il collegamento balistico tra il bossolo e la pistola poi trovata in possesso del Noce, il movente ricostruito tramite la testimonianza di Bruno e il richiamo degli aggressori al precedente episodio nel quartiere Paolo VI costituiscono elementi coerenti per inferire il concorso morale nell'impresa criminosa. La Corte ha richiamato orientamenti di legittimità secondo cui chi aderisce all'impresa criminale in cui è previsto l'uso dell'arma risponde anche del porto illegale. Sui profili di pena, la Corte ha confermato l'aumento per la continuazione (complessivo aumento di un anno e 1.000 euro) motivandolo con precedenti specifici, la qualificazione del ricorrente come "delinquente abituale", la particolare spinta criminale e la pericolosità derivante dall'uso di armi in luogo pubblico; pertanto la misura della pena è stata ritenuta giustificata. Il ricorrente è stato condannato alle spese del procedimento.

Norme richiamate

  • art. 192 c.p.p.

    Richiamata nella censura del ricorrente in ordine alla valutazione della prova e degli indizi; la Corte ha ritenuto che la valutazione del compendio indiziario fosse logica e adeguatamente motivata

  • art. 533 c.p.p.

    Invocato dal ricorrente in relazione alla presunta carenza di motivazione della sentenza impugnata; la Corte ha invece ritenuto confortante la motivazione sui fatti e sugli elementi indiziari

  • art. 81 c.p.

    Norma sulla continuazione: la Corte ha applicato un aumento per la continuazione tra i reati contestati (incremento complessivo ritenuto pari a un anno di reclusione e 1.000 euro), ritenendolo adeguatamente motivato

  • art. 133 c.p.

    Richiamata implicitamente nella valutazione delle circostanze e nella determinazione della pena sopra il minimo edittale: la Corte ha tenuto conto dei precedenti e della "particolare spinta criminale" per motivare l'aumento

  • art. 703 c.p.

    "la pena massima per la forma più grave del reato di cui all'art. 703 cod. pen. è di mesi uno di arresto"

    Richiamata per quantificare i massimi edittali connessi al reato di esplosione pericolosa; servita a valutare la congruità del complessivo trattamento sanzionatorio

  • Giurisprudenza: Sez. 1, n. 40702 del 21/12/2017 (Foschini)

    Principio richiamato secondo cui risponde di concorso in porto illegale colui che aderisce all'impresa criminosa che comporta l'impiego, nel luogo programmato, di un'arma della quale un compartecipe ha l'esclusiva disponibilità; corroboramento dell'affermazione di responsabilità anche per chi non impugna direttamente l'arma

  • Giurisprudenza: Sez. 2, n. 49389 del 04/12/2012 (Beccalli e altri)

    Richiamata per affermare che in imprese criminose con impiego di armi tutti i compartecipi, compresi i basisti, possono rispondere del porto illegale in quanto l'ideazione dell'impresa comprende la rappresentazione dell'impiego delle armi

Massime di principio

  • Una catena indiziaria coerente e plurima (movente, dichiarazioni testimoniali, riconoscimenti balistici) può essere sufficiente a provare il concorso morale anche in assenza di riscontro immediato della detenzione dell'arma al momento del fatto; la detenzione successiva dell'arma collegata balisticamente agli spari costituisce un elemento probatorio rilevante
  • Il riconoscimento della responsabilità per il reato di porto illegale non richiede necessariamente che l'imputato abbia materialmente impugnato l'arma: chi aderisce all'impresa criminosa in cui l'uso dell'arma è previsto può rispondere per porto illegale
  • La valutazione degli indizi deve essere logica e concatenata; l'impugnazione che si limita a contestare la "apoditticità" della motivazione va contrastata dimostrando concrete incongruenze o alternative spiegazioni maggiormente plausibili
  • Sulla determinazione della pena, gli aumenti per continuazione e la valutazione delle circostanze personali (precedenti, "particolare spinta criminale", pericolosità del fatto) possono giustificare una pena superiore al minimo, purché la motivazione sia specifica e non meramente assertiva
  • In situazioni simili, la difesa dovrebbe puntare a: 1) mettere in luce possibili spiegazioni alternative per la presenza successiva dell'arma; 2) contestare la credibilità o la coerenza delle dichiarazioni testimoniali e ogni collegamento logico ritenuto centrale dalla Corte; 3) richiedere una motivazione più dettagliata sull'applicazione della continuazione e sulle valutazioni dei precedenti

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.