Cassazione Penale, Sentenza n. 23675/2022 del 17/06/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per morte dell'imputato. Pertanto la Corte non ha esaminato nel merito la censura relativa alla sostituzione della pena in presenza dell'aggravante, disponendo l'annullamento per estinzione del reato. Decisione del 10 giugno 2022.
Esito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Procuratore generale ha impugnato la sentenza del Tribunale di Bergamo che aveva dichiarato Calvi Pietro colpevole del reato di cui all'art.187, comma 1, d.lgs. 30 aprile 1992, n.285 (fatto commesso a Colzate il 2 ottobre 2017) e aveva sostituito la pena principale con il lavoro di pubblica utilità. Il ricorso censurava la sostituzione della pena ai sensi dell'art.187, comma 8-bis, perché nel caso era stata ritenuta sussistente la circostanza aggravante prevista dall'art.187, comma 1-bis. Successivamente è pervenuto certificato di morte dell'imputato (16 aprile 2021), ragione per cui il reato è estinto per morte dell'imputato.
Norme richiamate
art.187, comma 1, d.lgs. 30 aprile 1992, n.285
Definisce il reato contestato (la fattispecie di guida in stato di alterazione per cui l'imputato è stato condannato).
art.187, comma 1-bis, d.lgs. 30 aprile 1992, n.285
Si tratta della circostanza aggravante che è stata ritenuta sussistente nel caso e che ha rilievo ai fini della determinazione della pena.
art.187, comma 8-bis, d.lgs. 30 aprile 1992, n.285
La norma è stata richiamata dal Procuratore generale per censurare la sostituzione della pena con lavoro di pubblica utilità; la censura implica un'interpretazione secondo cui il comma 8-bis limita o vieta la sostituzione della pena quando è applicabile la circostanza aggravante di cui al comma 1-bis.
Massime di principio
- Se interviene la morte dell'imputato, il reato si estingue e la sentenza penale deve essere annullata senza rinvio per sopravvenuta estinzione: il processo penale si interrompe indipendentemente dalle questioni sostanziali pendenti.
- Quando è stata riconosciuta una circostanza aggravante (es. art.187, comma 1-bis), il giudice deve verificare la compatibilità dell'applicazione di misure sostitutive della pena (come il lavoro di pubblica utilità) con le limitazioni previste dalla normativa (es. comma 8-bis); se la norma ne vieta l'applicazione, la sostituzione non è ammessa.
- Se l'appello o il ricorso mira a modificare la pena e nel frattempo si verifica un evento estintivo (es. morte), il giudice della legittimità può dichiarare l'annullamento per estinzione senza entrare nel merito della censura sulla sostituzione della pena.
- In ipotesi simili è importante produrre tempestivamente documentazione rilevante (es. certificato di morte) e valutare separatamente eventuali riflessi civili o amministrativi, poiché l'estinzione del reato non decide automaticamente le pretese civili.
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