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Cassazione Civile, Ordinanza n. 17065/2024 del 20/06/2024

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (ente previdenziale)

La controversia

La controversia nasce dalla richiesta di una società portuale di ottenere dall'INAIL la restituzione delle eccedenze di premi assicurativi versati tra il 2007 e il 2014. La società sosteneva di aver pagato i premi sulla base delle retribuzioni effettive dei dipendenti, anziché sulla base delle retribuzioni convenzionali, assumendo di aver chiesto nel 2007 l'applicazione del regime più favorevole e di non aver ricevuto una risposta utile dall'Istituto. La Corte d'appello aveva rigettato la domanda ritenendo che il recupero delle somme eventualmente pagate in eccedenza fosse precluso dall'art. 44 del T.U. n. 1124/1965 e dalla giurisprudenza costante, poiché l'autoliquidazione compete al datore di lavoro e l'eventuale conguaglio/ripetizione è ammesso solo nei limiti della regolazione del premio per l'anno di riferimento. Nel ricorso per cassazione la società ha articolato otto motivi, lamentando in sintesi che la Corte territoriale avrebbe erroneamente ignorato il certificato di variazione del 25.1.2008, con cui l'INAIL avrebbe risposto all'istanza del 20.12.2007 imponendo comunque l'uso delle retribuzioni effettive; ha quindi dedotto che non poteva esserle opposta alcuna autonoma possibilità di autoliquidare in difformità, e che le sarebbe spettato sia il rimborso delle eccedenze sia l'applicazione del regime convenzionale più favorevole.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto inammissibili i primi, secondi e sesti motivi perché fondati su una circostanza di fatto non trattata nella sentenza impugnata, cioè l'esistenza e il contenuto del certificato di variazione del 25.1.2008, senza che la ricorrente avesse indicato in quale atto di merito tale fatto fosse stato tempestivamente allegato. Ha inoltre dichiarato inammissibili il terzo, quarto e quinto motivo ai sensi dell'art. 360-bis, n. 1, c.p.c., perché non contenevano una critica idonea a scalfire il consolidato orientamento secondo cui gli errori del datore di lavoro nella denuncia o nella modificazione del rischio possono essere corretti con nuova denuncia, ma non consentono la ripetizione delle somme corrisposte in eccesso, nemmeno ex art. 2041 c.c. Infine ha ritenuto inammissibili il settimo e l'ottavo motivo per difetto di interesse, poiché la sentenza d'appello aveva già affermato che l'INAIL non aveva contestato la possibilità di autoliquidare i premi secondo retribuzioni convenzionali. La ricorrente è stata condannata alle spese del giudizio di legittimità e, per effetto della declaratoria di inammissibilità, al versamento dell'ulteriore contributo unificato ove dovuto.

Norme richiamate

  • art. 44 d.P.R. n. 1124/1965

    Il recupero di quanto pagato in più può avvenire solo in sede di regolazione del premio e solo per l'anno cui la regolazione si riferisce, non essendo ammissibile una ripetizione generalizzata delle eccedenze versate negli anni precedenti.

  • art. 12, commi 1 e 3, d.P.R. n. 1124/1965

    Le eventuali inesattezze nella denuncia dei lavori o nella modificazione del rischio possono essere rettificate mediante una nuova denuncia corredata della prova della discordanza, ma non legittimano la ripetizione delle somme pagate in eccesso.

  • art. 2041 c.c.

    L'azione generale di arricchimento non è utilizzabile per ottenere il rimborso delle somme corrisposte in eccesso a titolo di premi assicurativi INAIL, quando l'errore sia imputabile alle modalità di denuncia e autoliquidazione del datore di lavoro.

  • art. 360-bis, n. 1, c.p.c.

    Il ricorso è inammissibile quando non si confronta in modo critico con un orientamento giurisprudenziale consolidato posto a base della decisione impugnata.

  • art. 380-bis.1, comma 2, c.p.c.

    La causa è stata decisa in camera di consiglio con deposito dell'ordinanza nel termine previsto.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002

    In caso di inammissibilità del ricorso sussistono i presupposti per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato, se dovuto.

Massime di principio

  • Nel sistema INAIL, l'autoliquidazione del premio grava sul datore di lavoro: eventuali errori nella denuncia o nella determinazione del rischio possono essere rettificati con gli strumenti previsti dalla disciplina speciale, ma non danno luogo, di regola, a un diritto alla ripetizione delle somme versate in eccesso per annualità pregresse.
  • La produzione di un documento in giudizio non equivale, da sola, all'allegazione del fatto storico che quel documento sarebbe idoneo a provare; se il fatto non è stato compiutamente introdotto nel giudizio di merito, la censura in cassazione che su di esso si fonda è inammissibile per novità.
  • Quando una decisione di merito si fonda su un consolidato orientamento di legittimità, il ricorso per cassazione deve contenere una critica specifica e argomentata di quell'indirizzo; in difetto, la censura è inammissibile ai sensi dell'art. 360-bis, n. 1, c.p.c.
  • Il processo non può essere utilizzato per richiedere un accertamento meramente astratto o in vista di possibili effetti futuri sfavorevoli: è necessario un interesse concreto e attuale alla decisione sulla domanda proposta.

Come è indicizzato

MaterieContributi previdenzialiImpugnazioni
RamiPrevidenzaProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaArricchimento senza causa

Testo integrale

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