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Circolare

Circolare numero 111 del 14-5-1990

INPS

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La circolare richiama i miglioramenti ottenuti nella liquidazione delle pensioni e avvia il progetto "Pensione-subito" per garantire l’erogazione del trattamento pensionistico senza soluzione di continuità rispetto alla retribuzione. Viene inoltre ribadita l’esigenza di applicare in modo uniforme la normativa sulla "definizione allo stato degli atti", precisando che l’archiviazione della domanda è ammessa solo quando la carenza documentale dipende dall’interessato e riguarda documenti determinanti per il diritto. Negli altri casi la domanda va definita entro tre mesi con liquidazione provvisoria, informando sempre l’assicurato delle ragioni ostative.

Progetto "Pensione-subito" e criteri per la definizione delle domande di pensione

Progetto "Pensione-subito" e criteri di definizione delle domande di pensione

La circolare prende atto dei risultati conseguiti dall’Istituto nell’area della liquidazione pensioni, dove si registra una riduzione delle giacenze e dei tempi medi di definizione. Su tale base viene valorizzato il progetto "Pensione-subito", finalizzato a consentire ai lavoratori prossimi alla pensione di ottenere il trattamento senza soluzione di continuità rispetto alla retribuzione.

Miglioramento del servizio e uniformità applicativa

Viene richiamata l’esigenza che tutte le sedi periferiche applichino in modo omogeneo la normativa vigente, così da rendere gli indicatori di efficacia realmente rappresentativi della qualità delle prestazioni e confrontabili tra le diverse strutture operative. La circolare segnala che in alcune SAP, nel 1989, la quota di pensioni liquidate in prima istanza è risultata inferiore alla media nazionale, anche a causa di una lettura non corretta del principio della "definizione allo stato degli atti".

Definizione allo stato degli atti: ambito e limiti

La circolare precisa che il criterio della "definizione allo stato degli atti" e la conseguente archiviazione della domanda per carenza documentale possono essere applicati solo nei casi in cui la mancanza di documentazione sia imputabile all’interessato e riguardi documenti determinanti per il conseguimento del diritto alla pensione. In tutti gli altri casi non è consentita l’archiviazione per tale motivo.

Termini di definizione e liquidazione provvisoria

Quando la domanda non può essere definita per ragioni diverse dalla carenza documentale imputabile all’assicurato, la pratica deve essere conclusa entro il termine massimo di tre mesi mediante liquidazione provvisoria. La circolare stabilisce inoltre che l’assicurato debba sempre ricevere comunicazione dei motivi che impediscono la definizione della domanda.

Cause non idonee a giustificare l’archiviazione

Non sono considerati motivi legittimi di archiviazione:

  • i ritardi nel completamento del conto assicurativo interni alla sede;
  • i ritardi imputabili ad altre unità funzionali;
  • le cause dipendenti da rapporti con altri enti o amministrazioni.

Adempimenti organizzativi delle unità funzionali

Nei casi di ritardo interno o esterno, il dirigente dell’unità funzionale deve adottare iniziative organizzative idonee a rimuovere le cause del ritardo e a ridurre le possibili cause esterne. La circolare invita anche a interventi personali nei confronti delle altre amministrazioni e a rafforzare la collaborazione con i patronati, sulla base dei recenti accordi sulla completezza delle domande di pensione.

Punti principali

Miglioramento dell’efficienza nell’area pensioni

L’Istituto segnala un sostanziale recupero di efficienza ed efficacia nell’area "liquidazione pensioni", evidenziato dalla riduzione delle giacenze di domande e dei tempi medi di liquidazione. Tali risultati sono considerati la base per offrire un servizio qualitativamente migliore, non un traguardo definitivo.

Obiettivo del progetto "Pensione-subito"

Il progetto è rivolto ai lavoratori prossimi al raggiungimento dell’età pensionabile e mira a consentire l’erogazione del trattamento pensionistico al termine dell’attività lavorativa, senza interruzioni tra la cessazione del lavoro e il percepimento della pensione.

Applicazione uniforme della normativa e confronto tra sedi

Si richiama tutte le sedi periferiche a una omogenea applicazione della normativa vigente, affinché gli indicatori di efficacia siano realmente rappresentativi della qualità delle prestazioni e comparabili tra le diverse realtà operative.

Definizione "allo stato degli atti" e limiti all’archiviazione

La circolare ribadisce che l’archiviazione per carenza documentale è legittima solo quando la mancanza di documenti è imputabile all’interessato e riguarda elementi determinanti per il diritto. Non possono invece costituire motivo di archiviazione i ritardi interni nella Sede, quelli dovuti ad altre unità funzionali o quelli derivanti da rapporti con altri enti o amministrazioni.

Liquidazione provvisoria entro tre mesi e comunicazione all’assicurato

Quando non ricorrono i presupposti per l’archiviazione, la pratica deve essere definita entro il termine massimo di tre mesi con liquidazione provvisoria. In ogni caso, l’assicurato deve essere informato dei motivi che impediscono la definizione della domanda.

Interventi organizzativi e rapporti con i patronati

I dirigenti delle unità funzionali devono adottare iniziative organizzative per eliminare le cause di ritardo interno e ridurre quelle esterne, anche intervenendo personalmente verso altre amministrazioni. Viene inoltre sottolineata la necessità di intese con i patronati per garantire una collaborazione piena e responsabile, in linea con i recenti accordi sulla completezza delle domande di pensione.

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