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Cassazione Civile, Ordinanza n. 03898/2024 del 12/02/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (pubblica amministrazione)

La controversia

La controversia nasce da rapporti tra un comune e una società che aveva fornito, a fronte di fatture rimaste insolute, apparecchiature per il controllo della velocità (Autovelox) e il relativo servizio. La società otteneva decreto ingiuntivo per euro 168.084; il comune proponeva opposizione sostenendo la nullità/invalidità degli accordi intercorsi per violazione di norme imperative e domandando in via riconvenzionale la restituzione di quanto già corrisposto. Il tribunale rigettava l’opposizione. La corte d’appello, invece, revocava il decreto ingiuntivo ma condannava il comune al pagamento della stessa somma a titolo risarcitorio, qualificando la pretesa della società come responsabilità precontrattuale/da contatto sociale qualificato ex artt. 1337 e 1338 c.c., ritenendo che il comune avesse ingenerato affidamento pur in presenza di atti e contratto nulli. Il comune ricorreva per cassazione con due motivi: 1) violazione delle norme sulla responsabilità da contatto e sulla buona fede, sostenendo che non potesse configurarsi affidamento tutelabile né colpa dell’ente, anche per la professionalità della società e la conoscibilità della disciplina; 2) violazione degli artt. 112 e 101 c.p.c. e degli artt. 24 e 111 Cost., lamentando ultrapetizione e decisione resa senza attivare il contraddittorio sulla diversa qualificazione giuridica della domanda. La società resisteva con controricorso e ricorso incidentale in cinque motivi, contestando la compensazione delle spese, la nullità/inefficacia degli atti comunali per difetto di forma, la nullità del contratto per violazione del codice della strada, e lamentando anche l’omesso esame della domanda di indebito arricchimento in caso di accoglimento del ricorso principale.

La decisione

La Corte ha rigettato il secondo motivo del ricorso principale, ritenendo che la corte territoriale non avesse violato il principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato né quello del contraddittorio, perché la riqualificazione della domanda proposta dalla società da responsabilità ex artt. 1337 e 1338 c.c. a responsabilità da contatto qualificato non aveva alterato petitum e causa petendi. Ha invece accolto il primo motivo del ricorso principale, affermando che la corte d’appello non aveva correttamente applicato i principi in tema di responsabilità precontrattuale della P.A.: in particolare non aveva considerato la qualità professionale della società operante nel settore e la conseguente conoscibilità, secondo ordinaria diligenza, delle regole che governano la contrattazione con la pubblica amministrazione e l’uso degli autovelox. Quanto al ricorso incidentale, la Corte ha dichiarato assorbito il primo motivo sulle spese, ha rigettato i motivi secondo e quarto sulla validità formale degli atti comunali, ha dichiarato inammissibile il terzo motivo perché attinente a valutazioni di merito sull’accordo e sulle prove, e ha dichiarato assorbito il quinto motivo relativo all’indebito arricchimento. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio alla Corte d’appello di Milano in diversa composizione anche per le spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 112 c.p.c.

    La violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato non sussiste quando il giudice di merito si limita a qualificare giuridicamente la domanda entro i limiti del petitum e della causa petendi originari.

  • art. 101, comma 2, c.p.c.

    Il contraddittorio va attivato sulle questioni nuove o inattese solo se la decisione si fonda su un tema non previsto dalle parti e idoneo a coglierle di sorpresa; nel caso concreto la riqualificazione non ha determinato un effetto a sorpresa.

  • art. 1173 c.c.

    È richiamato per inquadrare la responsabilità da contatto qualificato come fatto idoneo a produrre obbligazioni.

  • art. 1175 c.c.

    Richiamato nel ricorso principale per contestare la violazione dei doveri di correttezza nella fase precontrattuale.

  • art. 1337 c.c.

    Norma invocata come base della responsabilità precontrattuale della pubblica amministrazione per violazione della buona fede nelle trattative.

  • art. 1338 c.c.

    Norma invocata per il dovere di informare l’altro contraente delle cause di invalidità del contratto; la Corte richiama il limite della tutelabilità dell’affidamento quando la causa di invalidità è conoscibile con ordinaria diligenza.

  • art. 1375 c.c.

    Richiamato in relazione ai doveri di buona fede nell’esecuzione e nella fase di formazione del rapporto, nella ricostruzione della responsabilità da contatto.

  • art. 1325 c.c.

    Richiamato in tema di requisiti essenziali del contratto e dell’accordo tra le parti.

  • art. 1350 c.c.

    Richiamato per la forma scritta richiesta ai fini della validità dei contratti soggetti a forma ad substantiam.

  • artt. 16 e 17 r.d. 18 novembre 1923, n. 2440

    Le norme impongono la forma scritta ad substantiam per i contratti della P.A.; per i contratti a trattativa privata possono essere sufficienti proposta e accettazione in forma scritta, ma non mere delibere interne o facta concludentia.

  • art. 11 d.lgs. codice della strada

    Richiamato insieme alle altre norme del codice della strada per affermare che l’attività di prevenzione/accertamento delle violazioni compete alla polizia stradale secondo il regime legale.

  • art. 12 d.lgs. codice della strada

    Richiamato per la competenza degli organi di polizia stradale nella prevenzione e accertamento delle violazioni in materia di circolazione.

  • art. 345 d.P.R. n. 495/1992

    Richiamato come norma attuativa che disciplina la gestione delle apparecchiature e la competenza della polizia stradale.

  • art. 91 c.p.c.

    Invocato nel ricorso incidentale sulla regolazione delle spese di lite in base alla soccombenza.

  • art. 92 c.p.c.

    Invocato nel ricorso incidentale per contestare la compensazione delle spese in assenza di gravi ed eccezionali ragioni.

  • art. 24 Cost.

    Richiamato nel motivo sul contraddittorio e sul diritto di difesa.

  • art. 111 Cost.

    Richiamato nel motivo sul giusto processo e sul contraddittorio.

  • art. 191 Tuel

    Richiamato dal ricorrente principale per sostenere che la società avrebbe potuto rivolgersi ai funzionari comunali, circostanza non accolta come decisiva dalla Corte ai fini della responsabilità precontrattuale.

  • art. 1 Prot. n. 1 CEDU

    Invocato nel ricorso incidentale a tutela della posizione patrimoniale della società rispetto alla declaratoria di nullità/inefficacia degli atti.

  • art. 97 Cost.

    Richiamato a fondamento della funzione della forma scritta ad substantiam come garanzia di imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002

    Richiamato per escludere, nel caso di rinvio, l’obbligo dell’ulteriore contributo unificato nei confronti della ricorrente incidentale.

Massime di principio

  • La domanda va interpretata secondo il suo contenuto sostanziale: il giudice può riqualificare giuridicamente i fatti allegati senza violare l’art. 112 c.p.c., purché restino immutati petitum e causa petendi e non venga attribuito un bene diverso da quello richiesto.
  • Il contraddittorio ex art. 101, comma 2, c.p.c. deve essere attivato solo quando il giudice intenda decidere su una questione nuova o imprevedibile; non sussiste violazione se la diversa qualificazione giuridica si colloca nel perimetro delle allegazioni originarie delle parti.
  • La responsabilità precontrattuale della pubblica amministrazione, quando venga in rilievo la nullità del contratto per violazione di norme imperative facilmente conoscibili da un operatore qualificato, non può essere affermata in astratto: occorre verificare in concreto se il privato potesse nutrire un affidamento incolpevole e se le circostanze di invalidità fossero conoscibili con l’ordinaria diligenza.
  • Quando il contraente privato opera professionalmente nel settore dei rapporti con la P.A., la sua qualificazione professionale è un elemento decisivo per escludere o attenuare l’affidamento tutelabile sulla validità dell’assetto negoziale.
  • Le delibere interne dell’ente locale non equivalgono, di regola, a manifestazione negoziale idonea a perfezionare il contratto: per i contratti della P.A. è necessaria una forma scritta che risulti da atti provenienti dall’organo esterno legittimato a rappresentare l’ente.
  • La nullità del contratto pubblico per violazione di norme imperative non esclude automaticamente ogni forma di tutela risarcitoria, ma rende necessario accertare separatamente se ricorrano i presupposti della culpa in contrahendo o del contatto qualificato.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniTransazioneInadempimento
RamiProcesso civileContrattiObbligazioni
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaBuona fede e correttezzaNullitàResponsabilità precontrattuale

Testo integrale

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