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Sentenza lavoro

Cassazione Civile, Sentenza n. 35648/2022 del 05/12/2022

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

il ricorrente deduceva, in relazione all'art. 12 delle Preleggi, il vizio di omesso esame di fatti decisivi per il giudizio. In particolare censurava la Corte territoriale per avere valutato la tardività della contestazione senza considerare elementi acquisiti in istruttoria e per avere ritenuto incongrua la sanzione rispetto alla natura e ai risultati dei compiti svolti e al presunto atteggiamento adesivo del superiore gerarchico; inoltre contestava l'iter logico seguito dalla Corte circa la rilevanza disciplinare e la gravità delle condotte addebitate.

La decisione

la Corte di legittimità ha ritenuto il motivo infondato. Ha giudicato adeguata e ampia la motivazione della Corte territoriale, che aveva fornito puntuale replica alle argomentazioni del ricorrente, priva di vizi logici e giuridici. La Corte territoriale aveva fatto risalire la conoscenza dei fatti da parte dell'Ente alla data di notificazione dell'ordinanza cautelare del giudice penale, aveva escluso l'acquiescenza dell'Ente alle condotte inadempienti (onere della prova assolto dall'Ente) e aveva ritenuto preservata la rilevanza disciplinare delle violazioni di norme regolamentari, nonostante la compiuta esecuzione dei compiti. Il ricorso è stato quindi rigettato; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese di giudizio (euro 200,00 per esborsi e euro 5.000,00 per compensi, oltre spese generali al 15% e altri accessori) e si è dato atto dell'eventuale ulteriore contributo unificato ai sensi dell'art. 13, comma 1‑quater del D.P.R. n. 115/2002.

Norme richiamate

  • art. 12 Preleggi

    invocato dal ricorrente per lamentare omesso esame di fatti decisivi; la Corte ha ritenuto che la Corte territoriale abbia fornito sufficiente motivazione e che non sia sussistito il vizio dedotto ai sensi dell'art. 12 delle Preleggi

  • art. 13, comma 1‑quater del D.P.R. n. 115 del 2002

    la Corte rileva la sussistenza dei presupposti per l'eventuale ulteriore versamento da parte del ricorrente del contributo unificato previsto per il ricorso, se dovuto

Massime di principio

  • La censura per omesso esame di fatti decisivi ex art. 12 Preleggi richiede di dimostrare che la motivazione della corte territoriale sia illogica o ometta argomenti essenziali: una motivazione ampia e puntuale rende infondato il motivo.
  • La tempestività della contestazione disciplinare va valutata tenendo conto del momento in cui il datore di lavoro ha effettivamente avuto conoscenza dei fatti (es. notificazione di un'ordinanza cautelare penale); la contestazione può essere considerata tempestiva se collegata a tale momento.
  • Spetta a chi asserisce l'acquiescenza o l'assenso dell'ente dimostrare tale fatto: l'onere probatorio grava sul ricorrente quando deduce l'adesione del superiore o dell'ente.
  • L'esecuzione compiuta dei compiti affidati non esclude automaticamente la rilevanza disciplinare se esistono violazioni di norme regolamentari specifiche; la valutazione della gravità delle condotte spetta al giudice disciplinare con motivazione.
  • Le spese del giudizio seguono la soccombenza; in Cassazione sono usuali la liquidazione forfettaria di esborsi e compensi e l'eventuale applicazione del contributo unificato secondo il D.P.R. n. 115/2002.

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