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Sentenza

Sentenza del 01/08/2024 n. 257 - Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Friuli Venezia Giulia

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

Impugnazione di avvisi di accertamento suppletivo e di rettifica del valore in dogana e dell'IVA (importazioni di pellet da Russia e Ucraina per gli anni 2014, 2015, 2016) e relativo atto di irrogazione di sanzioni. L'Ufficio ha rideterminato il valore dichiarato utilizzando la banca dati statistica COGNOS (confronto con merci similari) e ha irrogato sanzioni amministrative; il contribuente ha contestato la legittimità dell'uso di COGNOS senza adeguata comunicazione dei parametri e l'omessa considerazione delle osservazioni (presunta violazione art. 7 legge n.212/2000), nonché varie questioni procedurali (decadenza termini, competenza territoriale, cumulabilità delle sanzioni, rapporto con azione penale e custodia di documentazione sequestrata).

La decisione

La Corte territoriale ha riunito i due procedimenti e rigettato l'appello principale dell'Agenzia; ha però accolto in parte gli appelli incidentali del contribuente. In sintesi: il metodo doganale basato su COGNOS può essere utilizzato ma costituisce uno strumento statistico di parte e richiede che il contribuente abbia la possibilità di conoscere e contestare i dati/parametri posti a base dell'accertamento. Nel caso concreto l'Ufficio non ha fornito piena accessibilità ai criteri e dati di elaborazione COGNOS né ha dato adeguata risposta alle osservazioni del contribuente: ciò ha viziato l'accertamento. Inoltre è stata accolta l'eccezione di decadenza per l'anno 2014 (annotazione di p.g. generica insufficiente a prorogare i termini), mentre l'eccezione di incompetenza territoriale è stata respinta. Quanto alle sanzioni, la contestazione separata è stata ritenuta formalmente corretta (atti emessi contestualmente) ma il vizio di cumulo giuridico è stato accertato e pertanto le sanzioni sono state valutate in modo più favorevole al contribuente. Conseguenza: confermata in linea di massima la sentenza di primo grado e annullati gli atti impositivi impugnati; spese compensate integralmente.

Norme richiamate

  • legge n.212/2000 (Statuto del contribuente), art.7

    L'art.7 tutela il diritto di difesa del contribuente: l'Amministrazione deve rendere accessibili le informazioni e gli elementi istruttori rilevanti. L'omessa comunicazione dei parametri utilizzati da COGNOS (strumento statistico di parte) ha costituito una violazione della garanzia di contraddittorio, invalidando l'accertamento.

  • Codice Doganale dell'Unione (CDU), artt.70 e 74

    "Quando il valore in dogana delle merci non può essere determinato a norma dell'articolo 70, si prendono in considerazione, nell'ordine, le lettere da a) a d) del paragrafo 2..." (estratto richiamato nel provvedimento)

    Il valore in dogana deve essere determinato secondo la gerarchia dei metodi previsti (valore di transazione di merci identiche, poi similari, ecc.). L'uso di valori medi statistici è ammissibile nei limiti in cui si rispettino i criteri del CDU e il contribuente possa contestare i parametri utilizzati.

  • Regolamento (UE) n.2447/2015 (regolamento di esecuzione), art.1 par.2 e art.141

    "per 'merci identiche' si intendono: merci prodotte nello stesso paese e uguali sotto tutti gli aspetti..."; "Nel determinare il valore in dogana di merci importate in conformità dell'articolo 74... si utilizza il valore di transazione di merci identiche o similari vendute allo stesso livello commerciale e in quantitativi sostanzialmente equivalenti..." (estratti richiamati)

    Definisce i criteri per identificare merci identiche o similari e le regole per l'uso dei valori di transazione e le correzioni da apportare (es. spese di trasporto). La Corte ha richiamato questi principi per verificare la correttezza del ricorso ai confronti statistici.

  • d.lgs. 374/1990, art.11 comma 9

    Disciplina la competenza territoriale in materia di verifiche doganali; la giurisprudenza interpretativa (richiamata in motivazione) attribuisce competenza all'ufficio che ha effettuato le verifiche, anche se l'importazione è avvenuta altrove. Nel caso, l'eccezione di incompetenza territoriale è stata rigettata.

  • d.lgs. 472/1997, art.17 e art.12 (cumulo giuridico)

    Le sanzioni possono essere irrogate con atto separato se emesso contestualmente all'avviso di accertamento (art.17). Tuttavia occorre osservare il principio del cumulo giuridico per applicare la sanzione più favorevole al contribuente: il Collegio ha accolto l'eccezione sul cumulo errato, riconoscendo vantaggio al contribuente.

Massime di principio

  • Le banche dati statistiche di amministrazioni (es. COGNOS) possono essere utilizzate per rideterminare il valore in dogana, ma sono strumenti 'di parte' e hanno carattere meramente indiziario: l'amministrazione deve fornire al contribuente la possibilità effettiva di conoscere i dati/parametri e di contraddire gli esiti statistici.
  • Se l'accertamento si fonda su elaborazioni statistiche non dettagliate nell'atto, l'omessa riproduzione dei criteri e dei dati rilevanti può integrare violazione del diritto di difesa e rendere l'atto annullabile.
  • Nella determinazione del valore in dogana va rispettata la gerarchia dei metodi (valore di transazione di merci identiche, poi similari, ecc.) e, in presenza di più valori di transazione, si deve fare riferimento al valore più basso dopo le necessarie correzioni (es. trasporto, livello commerciale, quantitativi).
  • Annotazioni o comunicazioni generiche di p.g. non specifiche non bastano a prorogare i termini di decadenza dell'accertamento: per estendere la decadenza occorre prova di un'azione penale effettiva e riferibile in modo chiaro agli stessi fatti oggetto dell'accertamento.
  • La competenza territoriale per le revisioni doganali ricade generalmente sull'ufficio che ha effettuato le verifiche (orientamento applicabile dal 29.4.2012), quindi l'importazione materiale non è necessariamente determinante per la competenza.
  • Le sanzioni tributarie possono essere irrogate con atto separato purché emesso contestualmente all'accertamento; tuttavia va sempre rispettato il principio del cumulo giuridico (si applica la misura più favorevole al contribuente quando previsto).
  • Il contribuente che contesta un accertamento basato su dati sequestrati o su documentazione acquisita come p.g. deve attivarsi (es. istanze per accesso/consultazione) per ottenere la documentazione; l'inerzia del contribuente può ridurre l'efficacia della censura, salvo che l'Amministrazione abbia impedito effettivamente l'accesso.

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