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Sentenza

Sentenza del 18/01/2022 n. 1321 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Z.S. impugnava in Cassazione la sentenza d'appello che aveva accolto l'Agenzia delle entrate in ordine agli avvisi di accertamento per dividendi non dichiarati (anni 2007 e 2008) ritenuti a suo carico in ragione della partecipazione diretta e indiretta in A. s.r.l.. La questione centrale verteva sull'opponibilità dello "scudo fiscale" (dichiarazione riservata ex D.L. 1° luglio 2009, n. 78, art. 13‑bis) in presenza di una perquisizione e dell'avvio di procedimento penale di cui il ricorrente aveva avuto formale conoscenza anteriormente alla dichiarazione riservata; Z.S. sollevava altresì numerose censure di legittimità e di vizio di motivazione relative a profili formali dell'avviso impo‑esattivo, alla quantificazione degli interessi, alla delega di firma, alla presunzione di attribuzione degli utili extracontabili, al divieto di doppia imposizione e alla determinazione delle sanzioni.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di Z.S. In sintesi: la Corte ha ritenuto che la nozione di "formale conoscenza" prevista dall'art. 13‑bis D.L. 78/2009 include anche atti processuali non necessariamente notificati (tra cui perquisizioni e informazione di garanzia) che rendono il contribuente consapevole dell'esistenza di accertamenti o di un procedimento penale, escludendo quindi gli effetti protettivi dello scudo fiscale quando tale conoscenza sia intervenuta prima della dichiarazione riservata. Le ulteriori doglianze di Z.S. (vizi formali dell'impo‑esattivo, mancata indicazione degli interessi, illegittimità dell'aggio, delega in bianco, errori di calcolo relativi a partecipazioni e duplicazione di imposizione, vizi di motivazione e omessa valutazione di fatti decisivi) sono state dichiarate inammissibili o infondate: molte censuresono ritenute meri tentativi di riequivalutazione del merito probabilistico o mancavano della specificità/ interesse necessario per l'impugnazione in Cassazione. Di conseguenza resta confermata la decisione della Commissione tributaria regionale favorevole all'Agenzia e Z.S. è condannato alle spese.

Norme richiamate

  • D.L. 01 luglio 2009, n. 78, art. 13‑bis

    Introduce la dichiarazione riservata (cd. scudo fiscale) e disciplina gli effetti estintivi e l'inibizione dei poteri di accertamento; la Corte interpreta il requisito della "formale conoscenza" come parametro decisivo per escludere l'opponibilità dello scudo e ritiene che questa possa derivare anche da atti processuali non notificati formalmente (es. perquisizione).

  • D.L. 25 settembre 2001, n. 350, art. 14

    "una delle violazioni delle norme indicate al comma 1 è stata già constatata o comunque sono già iniziati accessi, ispezioni e verifiche o altre attività di accertamento tributario e contributivo di cui gli interessati hanno avuto formale conoscenza. Il rimpatrio non produce gli effetti estintivi di cui al comma 1, lett. c), quando per gli illeciti penali ivi indicati è già stato avviato il procedimento penale, di cui gli interessati hanno avuto formale conoscenza"

    Norma richiamata per delimitare i casi in cui l'emersione non opera; la Corte la interpreta nel senso che la 'formale conoscenza' rende inopponibile lo scudo e può derivare da accessi, ispezioni, verifiche o da atti penali quali la perquisizione.

  • D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 41‑bis

    Riconosciuto come fonte che consente all'Amministrazione di utilizzare, ai fini tributari, elementi informativi provenienti da indagini penali; supporta l'uso della perquisizione come fatto idoneo a determinare la 'formale conoscenza'.

  • D.L. 31 maggio 2010, n. 78, art. 29 (conv. L. 30 luglio 2010, n. 122)

    "intimazione ad adempiere... entro il termine di presentazione del ricorso, (...) ovvero, in caso di tempestiva proposizione del ricorso ed a titolo provvisorio, degli importi stabiliti dal D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, art. 15"

    Attribuisce natura esecutiva all'avviso di accertamento decorsi 60 giorni; la Corte considera sufficiente l'indicazione del responsabile del procedimento relativo all'avviso per reggere la struttura dell'impo‑esattivo e respinge le censure formali come irrilevanti o prive di interesse.

  • D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, art. 15

    Richiamato nella disciplina degli importi da versare a titolo provvisorio in caso di ricorso tempestivo contro l'avviso di accertamento esecutivo.

  • D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, artt. 45 e 47

    Norme sul reddito di partecipazione e per la determinazione del reddito da società; la Corte ribadisce la legittima presunzione di imputazione agli soci degli utili extracontabili nelle società a ristretta base partecipativa salvo prova contraria.

  • Codice civile, artt. 2727 e 2729

    Riferiti ai criteri probatori delle prove presuntive: la Corte ricorda che in Cassazione non è ammessa una rivalutazione dei fatti già apprezzati dal giudice di merito salvo vizio di sussunzione.

  • D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 62

    Norma processuale‑tributaria richiamata nelle censure; la Corte ritiene inammissibili le doglianze che non individuano fatti omessi o errori di diritto tali da incidere sulla decisione.

  • D.Lgs. 13 aprile 1999, n. 112, art. 17 (modificato D.L. 29 novembre 2008, n. 185, art. 32)

    Norma che disciplina l'aggio in favore dell'agente della riscossione: la Corte dichiara inammissibile la questione costituzionale sollevata per mancanza di adeguata specificazione e rilevanza.

Massime di principio

  • La 'formale conoscenza' richiamata nelle norme sullo scudo fiscale non si confonde automaticamente con la sola notifica formale: può derivare da atti processuali che coinvolgono il contribuente (es. perquisizioni, sequestri, accessi, informazione di garanzia) e, se intervenuta prima della dichiarazione riservata, esclude gli effetti protettivi dello scudo.
  • Le informazioni tratte da indagini penali possono costituire base per accertamenti tributari (cfr. art. 41‑bis DPR 600/1973): pertanto, la presenza di attività penali non notificata ma effettiva può pregiudicare la sanatoria fiscale.
  • Nelle società di capitali a ristretta base partecipativa la presunzione che utili extracontabili siano stati attribuiti ai soci è legittima; il socio può escluderne l'imputazione solo fornendo prova concreta che gli utili sono stati accantonati, reinvestiti o che egli è estraneo alla gestione.
  • Gli attacchi formali agli avvisi impo‑esattivi (es. carenza di indicazione del responsabile, mancata indicazione degli interessi) sono improduttivi se il giudice di merito ha dimostrato che il contribuente ha avuto conoscenza degli elementi essenziali e si è comportato di conseguenza (pagamento, ecc.).
  • In Cassazione molte censure che si riducono a una rivalutazione del merito probatorio o non indicano specifici vizi di diritto o fatti omessi sono dichiarate inammissibili: è necessario individuare con precisione il vizio di sussunzione o il fatto controverso e decisivo omesso.
  • La delega di firma dell'ufficio è atto organizzativo interno e non richiede l'indicazione nominativa del delegato: è regolarmente riferibile alla qualifica dell'organo delegante.
  • Per questioni costituzionali sollevate incidentemente in sede di legittimità è richiesto il rispetto dei requisiti di rilevanza, specificità e non manifesta infondatezza; mere asserzioni non bastano a ottenere la rimessione alla Corte costituzionale.

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