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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 48548/2023 del 06/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti, quali parti civili nel procedimento a carico di Savina Gianluca per il reato di cui all'art. 589bis cod. pen., hanno impugnato il decreto del GUP del Tribunale di Avezzano (7-14/6/2023) che ha disposto ed eseguito il dissequestro dell'autovettura CHEVROLET CORVETTE Z06 in favore del terzo Savina Bartolomeo. Hanno lamentato che il GIP non avesse disposto il dissequestro nel contraddittorio delle parti e hanno chiesto la revoca e/o l'annullamento del provvedimento

La decisione

La Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha richiamato la decisione delle Sezioni Unite (sent. n. 32938/2023) secondo cui i provvedimenti del giudice dell'udienza preliminare che decidono sulla richiesta di dissequestro (o sulla richiesta di restituzione del bene sequestrato) non sono impugnabili autonomamente dall'interessato; l'interessato può reiterare la richiesta nelle fasi successive del giudizio di merito e impugnare l'ordinanza unitamente alla sentenza ai sensi dell'art. 586 c.p.p. Per le ragioni di inammissibilità, ai sensi dell'art. 616 c.p.p. e nella misura indicata in dispositivo, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e a una somma di euro tremila ciascuno in favore della cassa delle ammende

Norme richiamate

  • art. 589bis cod. pen.

    Norma indicata quale titolo di reato nel procedimento principale (reato contestato a Savina Gianluca); non interpretata nel dettaglio nella sentenza, serve a identificare il procedimento penale nel quale è sorto il dissequestro

  • Sezioni Unite, sent. n. 32938/2023

    Sez. U. n. 32938 del 19/1/2023, Rv. 284993

    La sentenza delle Sezioni Unite stabilisce che i provvedimenti del giudice dell'udienza preliminare che rigettano o decidono sulle richieste di dissequestro di beni sottoposti a sequestro probatorio non sono impugnabili autonomamente dall'interessato; l'interessato può reiterare la richiesta nelle fasi successive e impugnare l'ordinanza unitamente alla sentenza ai sensi dell'art. 586 c.p.p.

  • art. 586 cod. proc. pen.

    Indica il rimedio secondo la Corte: l'ordinanza sul dissequestro può essere impugnata unitamente alla sentenza definitiva in sede di impugnazione prevista dall'art. 586 c.p.p.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Applicata per statuire che il ricorso inammissibile comporta la condanna alle spese processuali e, in mancanza di colpa nella determinazione dell'inammissibilità, l'eventuale sanzione pecuniaria nei termini indicati

  • Corte Cost., sent. n. 186 del 13/6/2000

    Richiamata dalla Corte per affermare che non è ravvisabile assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità e dunque si procede alla condanna per spese e ammende come previsto

Massime di principio

  • I provvedimenti del GUP che decidono sulle richieste di dissequestro di beni sottoposti a sequestro probatorio sono, secondo le Sezioni Unite, non impugnabili autonomamente: la via corretta è reiterare la richiesta nelle fasi successive e impugnare l'ordinanza insieme alla sentenza di merito (art. 586 c.p.p.).
  • Un ricorso contro un decreto di dissequestro emesso in udienza preliminare rischia di essere dichiarato inammissibile: prima di proporre impugnazioni autonome, verificare l'orientamento delle Sezioni Unite e valutare la possibilità di sollevare la questione in sede di merito o di impugnare la sentenza finale.
  • La mancata partecipazione al contraddittorio al momento del dissequestro non garantisce necessariamente un rimedio autonomo in Cassazione; occorre valutare strumenti processuali alternativi (reiterazione della richiesta, deduzioni in giudizio di merito, impugnazione incidentale insieme alla sentenza).
  • Gli appellanti/intraprendenti impugnazioni devono considerare il rischio di condanna alle spese e a sanzioni pecuniarie per ricorsi inammissibili (art. 616 c.p.p. e giurisprudenza costituzionale richiamata).
  • In presenza di dubbi sul regime di impugnazione, è opportuno citare e motivare il contrasto giurisprudenziale e la recente giurisprudenza delle Sezioni Unite per valutare preventivamente l'ammissibilità dell'impugnazione.

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