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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37942/2025 del 21/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza di appello per plurimi motivi: vizio di motivazione sul riconoscimento della responsabilità penale (in particolare relativamente all\'ultimo episodio non prescritto), violazione di legge per la configurabilità del reato ex art. 609-bis c.p. (sosteneva la mancata corporeità e la mancanza di costrizione), mancato riconoscimento dell\'ipotesi di minore gravità (art. 609-bis, comma 3), errato bilanciamento delle circostanze in regime di equivalenza e erronea irrogazione di pene accessorie in relazione alla decorrenza normativa (l. n. 172/2012 rispetto all\'art. 157 c.p.). Inoltre chiedeva la riqualificazione della condotta, eventualmente, in corruzione di minorenne (art. 609-quinquies).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso parzialmente fondato solo sul secondo motivo: la condotta contestata (masturbazione dell\'imputato davanti alla minore nel garage) è stata riqualificata in violenza sessuale aggravata in forma tentata, anziché consumata. Tuttavia, fissata in favore dell\'imputato la data utile (12/09/2012) e calcolata la prescrizione, il reato riqualificato risulta estinto per prescrizione; la sentenza impugnata è quindi annullata senza rinvio limitatamente agli effetti penali. Conseguentemente sono venute meno le pene accessorie irrogate in primo e secondo grado. Le statuizioni civili sono state confermate integralmente ai sensi dell\'art. 578 c.p.p., con condanna dell\'imputato al risarcimento del danno (da liquidarsi separatamente).

Norme richiamate

  • art. 609-bis cod. pen.

    La Corte analizza la nozione di "atti sessuali" e il concetto di "subire" atti sessuali: richiede di norma il coinvolgimento della corporeità della vittima per la consumazione, pur ammettendo che atti di autoerotismo in presenza della vittima possono integrare il reato se vi è coinvolgimento della corporeità o idoneità costringere la vittima; nel caso concreto la condotta integra tentativo di violenza sessuale.

  • art. 157 cod. pen. (modifiche L. n. 172/2012)

    Rilevanza centrale per la determinazione del termine di prescrizione: la Corte fissa la data dell\'evento in favore dell\'imputato se incerta, e valuta la vigenza normativa utile al calcolo della prescrizione.

  • L. n. 172/2012

    Citata in riferimento alla modificazione del calcolo del termine prescrizionale (raddoppio per talune fattispecie) e alla decorrenza normativa rispetto all\'epoca dei fatti.

  • art. 578 cod. proc. pen.

    quando nei confronti dell\'imputato è stata pronunciata condanna, anche generica, alle restituzioni o al risarcimento dei danni cagionati dal reato, a favore della parte civile, il giudice di appello e la Corte di cassazione, nel dichiarare il reato estinto per amnistia o per prescrizione, decidono sull\'impugnazione ai soli effetti delle disposizioni e dei capi della sentenza che concernono gli interessi civili

    La norma autorizza la conferma delle statuizioni civili anche se il reato viene estinto per prescrizione: la Corte ha confermato integralmente le condanne civili e rinviato la liquidazione del danno.

  • art. 20 cod. pen.

    Le pene accessorie conseguono di diritto alla condanna; la loro efficacia penale viene meno con l\'estinzione del reato per prescrizione e quindi non possono essere mantenute.

  • Convenzione di Istanbul (Consiglio d\'Europa) art. 36

    deve essere previsto quale illecito penale qualsiasi "atto sessuale non consensuale con penetrazione vaginale, anale o orale compiuto su un\'altra persona con qualsiasi parte del corpo o con un oggetto" e "qualsiasi altro atto sessuale compiuti su una persona senza il suo consenso"

    Usata come parametro sovranazionale per interpretare la protezione della libertà sessuale; la Corte la cita per distinguere le diverse tipologie di condotte sessuali punibili.

  • Convenzione di Istanbul (Consiglio d\'Europa) art. 40

    prevede l\'obbligo di punire "qualsiasi forma di comportamento indesiderato, verbale, non verbale o fisico, di natura sessuale, con lo scopo o l\'effetto di violare la dignità di una persona, segnatamente quando tale comportamento crea un clima intimidatorio, ostile, degradante, umiliante o offensivo"

    Richiama la nozione di molestie sessuali (sexual harassment) come lesione della dignità e della "libertà sessuale negativa", ma la Corte evidenzia che l\'ordinamento penale italiano non sanziona in modo unitario tutte queste condotte e che nel caso concreto il fatto costituiva quid pluris rispetto alle mere molestie.

  • art. 610 cod. pen. / art. 660 cod. pen. / art. 527 cod. pen. / art. 572 cod. pen. / art. 612-bis / artt. 615-bis, 615-ter cod. pen.

    Richiamate come fattispecie alternative/affiliate (violenza privata, molestie, atti osceni, maltrattamenti, stalking, reati informatici) per inquadrare condotte a sfondo sessuale che non rientrino nella violenza sessuale consumata; la Corte le utilizza per spiegare la sfera di tutela giuridica e i limiti dell\'art. 609-bis.

Massime di principio

  • La nozione di "atti sessuali" va interpretata oggettivamente: in linea di massima richiede un coinvolgimento della corporeità della vittima, ma non si esclude la punibilità di atti a contenuto sessuale che coinvolgano la libertà sessuale anche in assenza di penetrazione.
  • La violenza sessuale consumata di norma richiede un impatto sulla corporeità della vittima; invece l\'esibizione/autostimolazione dell\'agente senza contatto può costituire tentativo di violenza sessuale se vi è una direzione univoca della condotta verso lo scopo sessuale, valutabile con elementi preesistenti, concomitanti o successivi (abusare di autorità, condotta repentina/subdola, programmazione, esplicita richiesta).
  • Il principio di tassatività ostacola l\'estensione della nozione di "subire" atti sessuali fino a comprendere il mero assistere, salvo che la condotta mostri inequivocabile idoneità costrittiva; pertanto ogni caso richiede un accertamento contestuale e relazionale.
  • Se l\'accertamento porta a una riqualificazione in tentativo e la prescrizione è maturata, la condanna penale viene annullata per prescrizione e le pene accessorie penali cadono insieme alla pena principale.
  • Le decisioni civili (risarcimento) possono essere confermate anche quando il reato penale è estinto per prescrizione ai sensi dell\'art. 578 c.p.p.; il giudice civile verifica l\'illecito aquiliano, non la colpevolezza penale piena.
  • In caso di incertezza sulla data del fatto ai fini della prescrizione, la regola "in favor rei" fa fissare la data più favorevole all\'imputato, salvo elementi logici che eliminino l\'incertezza.
  • La qualificazione giuridica del fatto può essere dedotta per la prima volta in Cassazione se la questione non richiede nuovi accertamenti di fatto; pertanto la riqualificazione in sede di legittimità è ammissibile nei limiti indicati.

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