Cassazione Penale, Sentenza n. 2902/2022 del 26/01/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Procuratore Generale impugnava la sentenza della Corte d'appello di Ancona che aveva confermato la responsabilità dell'imputato per una serie di truffe poste in essere tramite offerte di vendita su piattaforme telematiche, ma aveva escluso l'aggravante della minorata difesa ritenendo la vendita online "costitutiva" e non "circostanziale" del reato. Il PG sosteneva che le contrattazioni telematiche (distanza, impossibilità di controllare i beni, anonimato del venditore) integrano l'aggravante della minorata difesa. L'imputato deduceva, tra l'altro, che l'esclusione dell'aggravante avrebbe reso procedibili i reati a querela e contestava la determinazione della pena.
La decisione
La Cassazione ha accolto il ricorso del pubblico ministero (assorbendo quello dell'imputato), affermando che la vendita tramite piattaforme telematiche è "circostanziale" e non "costitutiva" della truffa. Di conseguenza la Corte d'appello ha errato nel non procedere alla valutazione concreta della sussistenza dell'aggravante della minorata difesa. La sentenza impugnata è stata annullata e rinviata alla Corte d'appello di Perugia per nuovo giudizio sulla sussistenza dell'aggravante (tenendo conto anche della questione sulla procedibilità).
Norme richiamate
art. 61 n. 5) cod. pen. (aggravante della minorata difesa)
L'aggravante può essere riconosciuta quando la modalità della condotta (es. vendita interamente on-line) pone la vittima in una posizione di maggiore debolezza rispetto alla verifica dell'identità del venditore e della qualità del bene; è "circostanziale" rispetto al reato-base e va valutata concretamente.
D.L. n. 137/2020, art. 23 comma 8
Il procedimento di cassazione si è celebrato con contraddittorio scritto ai sensi della norma richiamata; regola processuale sullo svolgimento del giudizio.
Giurisprudenza della Cassazione (Sez. 2, sent. n. 40045/2018 Onnis; n. 43706/2016 Pastafiglia; n. 1085/2020 Salamone)
Precedenti affermano che l'aggravante della minorata difesa sussiste nel caso di truffe consumate interamente on-line per la costante distanza e la possibilità per l'agente di schermare la propria identità; non opera invece quando l'accordo si sviluppa poi con contatti telefonici e incontri di persona che consentono verifica e consegna materiale.
Massime di principio
- La vendita o contrattazione svolta interamente mediante piattaforme telematiche costituisce una circostanza che può integrare l'aggravante della minorata difesa, ma la sua sussistenza va valutata caso per caso.
- La qualificazione della modalità telematica come "circostanziale" implica che non trasforma la fattispecie di truffa, bensì può aumentare la responsabilità se concretamente le condizioni hanno posto la vittima in una situazione di svantaggio nella verifica del bene e dell'identità del venditore.
- Se il contatto iniziale avviene online ma si sviluppa poi con incontri in presenza e verifiche materiali del bene, l'aggravante della minorata difesa difficilmente sussiste.
- La valutazione dell'aggravante deve essere motivata e non presunta: il giudice di merito deve analizzare le concrete modalità di comunicazione, consegna e controllo del bene.
- L'esclusione dell'aggravante può avere rilevanza anche sul profilo della procedibilità (es. reati procedibili a querela) e sulla determinazione della pena; tali questioni possono essere valutate congiuntamente nel nuovo giudizio.
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