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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27641/2026 del 22/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La vicenda riguarda un minorenne sottoposto alla misura della custodia in Istituto Penale Minorile in relazione a reati di rapina e altri fatti non specificati nel testo. Il Tribunale per i Minorenni aveva prima respinto la richiesta di sostituzione della misura con altra meno grave, ritenendo sussistente il pericolo di recidiva; successivamente aveva rigettato l’appello contro tale ordinanza. In cassazione il difensore deduceva violazione di legge e vizio di motivazione, sostenendo che il giudice di merito avrebbe omesso di considerare le più recenti relazioni dell’Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni e dell’IPM, entrambe richieste dal Tribunale e favorevoli alla sostituzione della misura. Secondo il ricorrente, tali relazioni, unitamente alla capacità del nucleo familiare di accogliere e tutelare il minore, contraddicevano la valutazione negativa del Tribunale sul rischio di reiterazione.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso complessivamente infondato e lo ha rigettato. Ha osservato che l’ordinanza impugnata aveva invece espressamente considerato la relazione dell’IPM del 25 maggio 2026, valorizzando sì i miglioramenti personologici del minore, ma anche la persistente fragilità del contesto socio-familiare e l’assenza di disponibilità dell’interessato all’inserimento in comunità. Ha inoltre ritenuto che il Tribunale avesse correttamente apprezzato ulteriori elementi sfavorevoli: gravità e reiterazione delle condotte criminose, uso di stupefacenti, aggressività intra-muraria culminata in un danneggiamento, e pregresse violazioni del percorso riabilitativo che avevano già imposto il ripristino della misura inframuraria. La Corte ha quindi concluso che il giudice di merito aveva valutato in modo completo e accurato tutti gli elementi disponibili, senza omissioni rilevanti, attribuendo alle fonti favorevoli al ricorrente solo un peso dimostrativo inferiore rispetto agli elementi contrari.

Norme richiamate

  • art. 94, comma 1-ter, disp. att. c.p.p.

    richiamato per gli adempimenti di cancelleria conseguenti alla decisione, senza incidenza sul merito

Massime di principio

  • Nel giudizio sulla sostituzione o conferma di una misura custodiale, il controllo di legittimità non consente di sovrapporre una diversa lettura del materiale probatorio a quella compiuta dal giudice di merito, quando quest’ultimo abbia esaminato gli elementi rilevanti in modo completo e coerente.
  • Non sussiste vizio di motivazione se il giudice ha effettivamente preso in considerazione anche le relazioni tecniche favorevoli alla difesa, ma ne ha ragionevolmente ridimensionato la portata alla luce di elementi contrari più significativi.
  • Ai fini della valutazione del pericolo di reiterazione, possono assumere rilievo non solo la gravità e la reiterazione delle condotte contestate, ma anche il contesto familiare e sociale, la disponibilità del minore a percorsi alternativi e la pregressa tenuta del programma riabilitativo.
  • Il diniego di sostituzione della misura custodiale è legittimamente motivato quando il giudice valorizza la persistenza di una situazione di fragilità personale e ambientale, unitamente a comportamenti sintomatici di scarsa capacità di autocontrollo e di inosservanza del percorso trattamentale.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniCustodia cautelareEsigenze cautelari
RamiProcesso penaleMisure cautelari
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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