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Sentenza

Sentenza del 28/02/2019 n. 5906 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'Agenzia delle Dogane contestava la sentenza della Commissione tributaria regionale, che aveva confermato l'annullamento di un avviso di rettifica relativo a maggiori dazi doganali per l'importazione di calzature cinesi. L'Amministrazione sosteneva che il prezzo effettivo fosse superiore a quello dichiarato in fattura, poiché sul documento compariva un diverso importo manoscritto. In Cassazione ha denunciato, principalmente, la nullità della sentenza d'appello per motivazione apparente e per il ricorso a una motivazione per relationem meramente adesiva rispetto alla decisione di primo grado, nonché, subordinatamente, l'omessa motivazione su un fatto decisivo. La società ha proposto ricorso incidentale condizionato su questioni relative all'applicazione degli artt. 201 e 202 del codice doganale comunitario.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il primo motivo dell'Agenzia delle Dogane, ritenendo nulla la sentenza della CTR perché si era limitata ad affermare che la decisione di primo grado era pienamente condivisibile, senza illustrare le critiche dell'appello né le ragioni del loro rigetto. La motivazione è stata considerata apparente e inidonea a rendere comprensibile il percorso logico-giuridico seguito. Il secondo motivo dell'Agenzia è stato dichiarato assorbito. Il ricorso incidentale condizionato della società è stato dichiarato inammissibile, poiché riguardava questioni non esaminate dalla CTR e quindi non oggetto di una statuizione sfavorevole. La sentenza è stata cassata con rinvio alla Commissione tributaria regionale della Toscana, in diversa composizione, anche per la liquidazione delle spese.

Norme richiamate

  • Art. 360, comma 1, n. 4, c.p.c.

    nullità della sentenza per vizio di motivazione apparente

    Consente di denunciare in Cassazione la nullità della sentenza quando la motivazione manca, è meramente apparente o non consente di comprendere le ragioni della decisione.

  • Art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c.

    omessa motivazione su un fatto decisivo del giudizio

    Riguarda l'omesso esame o la mancata motivazione su un fatto decisivo; nel caso concreto il motivo è stato assorbito dall'accoglimento della censura di nullità della sentenza.

  • Art. 111, comma 6, Cost.

    Tutti i provvedimenti giurisdizionali devono essere motivati.

    Impone che la decisione esponga le ragioni di fatto e di diritto che la sorreggono, in modo effettivo e percepibile.

  • Art. 132, comma 2, n. 4, c.p.c.

    la concisa esposizione delle ragioni di fatto e di diritto della decisione

    La sentenza deve contenere una motivazione concreta e comprensibile; una semplice adesione alla decisione precedente non è sufficiente quando non consente di ricostruire l'esame delle censure.

  • Art. 118 disposizioni di attuazione c.p.c.

    motivazione della sentenza

    Richiede l'esposizione concisa delle ragioni di fatto e di diritto della decisione e contribuisce a escludere motivazioni solo apparenti o stereotipate.

  • Artt. 36, comma 2, e 61 del D.Lgs. n. 546/1992

    sentenza tributaria e forma della sentenza d'appello

    Anche la sentenza tributaria d'appello deve esporre le questioni esaminate e le ragioni per cui le doglianze vengono accolte o respinte; non è sufficiente un rinvio acritico alla sentenza di primo grado.

  • Artt. 201 e 202 del Regolamento CEE n. 2913/1992

    codice doganale comunitario

    Le questioni relative alla responsabilità e all'obbligazione doganale sono state dedotte dalla società nel ricorso incidentale, ma non esaminate dalla Corte perché ritenute assorbite e quindi prive di una statuizione impugnabile.

  • Art. 3 della Legge n. 241/1990

    obbligo di motivazione del provvedimento amministrativo

    È stato invocato dalla società con riferimento alla motivazione dell'atto doganale, ma la relativa questione non è stata esaminata nel merito.

  • Art. 7 della Legge n. 212/2000

    Statuto dei diritti del contribuente

    È stato richiamato in relazione all'obbligo di motivazione e all'indicazione dei presupposti dell'atto impositivo, ma la censura è stata dichiarata inammissibile perché riguardava una questione assorbita.

Massime di principio

  • Una sentenza d'appello non può limitarsi a dichiarare di condividere integralmente la decisione di primo grado: deve confrontarsi con i motivi di appello e spiegare, anche sinteticamente, perché li ritiene infondati.
  • La motivazione per relationem è valida solo se richiama una decisione precedente adeguatamente motivata e se rende comunque evidente che il giudice d'appello ha esaminato le specifiche censure proposte.
  • Una motivazione graficamente presente ma priva di un effettivo percorso logico e giuridico è motivazione apparente e comporta la nullità della sentenza.
  • Quando la sentenza viene cassata per vizio di motivazione, la causa viene normalmente rinviata a un diverso giudice di merito, che deve riesaminare la controversia fornendo una motivazione completa.
  • Un ricorso incidentale condizionato è inammissibile se riguarda questioni non decise dal giudice precedente, perché manca una soccombenza attuale; tali questioni possono essere riproposte al giudice del rinvio.
  • Nelle controversie doganali, la valutazione dell'autenticità e del valore della fattura deve essere adeguatamente motivata, soprattutto quando l'Amministrazione fonda la rettifica su elementi documentali contrastanti, come importi manoscritti o difformità contabili.

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