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Sentenza

Sentenza n. 306/2026 - Palermo, Sezione 2

per l'annullamento: - della determina dirigenziale n. 646 del 13/9/2024 avente ad oggetto ingiunzione di demolizione opere abusive realizzate nell’immobile sito in Contrada -OMISSIS-, foglio di mappa 88, particella 40; - nonché degli atti tutti presupposti, connessi e conseguenziali;

Giustizia amministrativa202401505

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ingiunzione di demolizione di opere edilizie abusive realizzate su un fondo privato

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato l'ingiunzione comunale di demolizione adottata ai sensi dell'art. 31 d.P.R. n. 380/2001, relativa a un manufatto adibito ad abitazione, terrazzo con piscina, ripostiglio, deposito-magazzino, ulteriore manufatto pertinenziale e recinzione, tutti realizzati senza titolo edilizio in zona agricola e, per alcune opere, in area sottoposta a vincolo paesaggistico e alle prescrizioni del piano paesaggistico. Con un’unica doglianza hanno dedotto violazione di legge ed eccesso di potere, sostenendo: che le opere sarebbero state realizzate per esigenze di un nucleo familiare numeroso, gravato da lutto, disagio psichico e disabilità di un figlio; che gli abusi sarebbero sanabili; che, in ragione della natura pertinenziale e della destinazione delle opere, avrebbe dovuto essere applicata la sanzione pecuniaria sostitutiva prevista dall’art. 34, comma 2, d.P.R. n. 380/2001; che il lungo tempo trascorso dalla realizzazione avrebbe ingenerato un legittimo affidamento; e che la demolizione contrasterebbe con il diritto all’abitazione e con la necessità di disporre di una casa familiare. In corso di giudizio i ricorrenti hanno inoltre prospettato la presentazione di un’istanza di accertamento di conformità, poi presentata soltanto l’11 gennaio 2026, dopo la scadenza del termine per ottemperare all’ordine di demolizione.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso. Ha preliminarmente rigettato la richiesta di rinvio fondata sulla presentazione tardiva dell’istanza di accertamento di conformità e ha ritenuto inutilizzabile la documentazione depositata dopo l’udienza, in violazione dei termini processuali. Richiamando l’Adunanza Plenaria n. 16/2023, ha affermato che, decorso inutilmente il termine di novanta giorni previsto dall’art. 31, comma 3, d.P.R. n. 380/2001, il bene abusivo e l’area pertinente sono acquisiti di diritto al patrimonio comunale e il responsabile dell’abuso perde la legittimazione a presentare l’istanza di accertamento di conformità ex art. 36, comma 1. Nel merito, ha escluso che la sanzione pecuniaria sostitutiva ex art. 34, comma 2, debba essere valutata prima dell’ordine di demolizione: la relativa verifica appartiene alla successiva fase esecutiva e presuppone la rigorosa dimostrazione dell’impossibilità di demolire senza pregiudicare la parte conforme. Ha escluso inoltre che il decorso del tempo determini un legittimo affidamento o imponga una motivazione rafforzata, poiché la repressione dell’abuso edilizio è attività vincolata e l’ordine di demolizione non richiede una specifica ponderazione dell’interesse pubblico. Ha infine ritenuto che le esigenze familiari, il diritto all’abitazione e il riferimento agli artt. 8 CEDU e 117 Cost. non impediscano la demolizione di un immobile realizzato consapevolmente senza titolo, poiché l’interesse pubblico al ripristino della legalità urbanistico-edilizia può prevalere sul diritto individuale all’abitazione e non sono ammissibili condoni atipici. Le spese sono state integralmente compensate; è stata confermata l’ammissione dei ricorrenti al gratuito patrocinio, subordinatamente alle condizioni indicate in motivazione.

Norme richiamate

  • art. 31 d.P.R. n. 380/2001

    Se il responsabile dell'abuso non provvede alla demolizione e al ripristino dello stato dei luoghi nel termine di novanta giorni dall'ingiunzione, il bene e l'area di sedime, nonché quella necessaria, secondo le vigenti prescrizioni urbanistiche, alla realizzazione di opere analoghe a quelle abusive “sono acquisiti di diritto” gratuitamente al patrimonio del comune.

    La scadenza inutilmente decorsa del termine di novanta giorni determina ipso iure l’acquisizione del bene abusivo e dell’area pertinente al patrimonio comunale e comporta la perdita della legittimazione del responsabile a presentare l’istanza di accertamento di conformità.

  • art. 36, comma 1, d.P.R. n. 380/2001

    Fino alla scadenza dei termini di cui agli articoli 31, comma 3, 33, comma 1, 34, comma 1, e comunque fino all’irrogazione delle sanzioni amministrative, il responsabile dell’abuso, o l’attuale proprietario dell’immobile, possono ottenere il permesso in sanatoria.

    La disposizione non consente al responsabile dell’abuso di presentare l’istanza di accertamento di conformità dopo la scadenza del termine di novanta giorni previsto dall’art. 31, comma 3, quando si sia prodotto l’effetto acquisitivo.

  • art. 34, comma 2, d.P.R. n. 380/2001

    La sanzione pecuniaria sostitutiva della demolizione è valutabile nella fase esecutiva, autonoma e successiva all’ordine di demolizione, e non incide sulla legittimità dell’ordine stesso.

  • art. 73, comma 1, c.p.a.

    La documentazione e la memoria depositate dopo l’udienza di trattazione, in violazione dei termini processuali, sono inutilizzabili ai fini della decisione.

  • art. 8 CEDU

    Il diritto al rispetto della vita privata e familiare e del domicilio non attribuisce un diritto assoluto a conservare e occupare un immobile abusivo adibito a casa familiare.

  • art. 117 Cost.

    Il richiamo alla CEDU non impedisce l’applicazione della disciplina nazionale di repressione degli abusi edilizi, compatibile con il bilanciamento tra diritto all’abitazione e interesse pubblico al governo del territorio.

  • art. 81 d.P.R. n. 115/2002

    L’ammissione definitiva al gratuito patrocinio e la successiva liquidazione della parcella sono subordinate, tra l’altro, alla prova dell’iscrizione del difensore nell’elenco previsto dalla disposizione.

Massime di principio

  • Decorso inutilmente il termine di novanta giorni dall’ingiunzione di demolizione previsto dall’art. 31, comma 3, d.P.R. n. 380/2001, si produce ipso iure l’acquisizione gratuita al patrimonio comunale del bene abusivo e dell’area pertinente; da tale momento il responsabile dell’abuso non è più legittimato a presentare un’istanza di accertamento di conformità ex art. 36, comma 1.
  • La possibilità di applicare la sanzione pecuniaria sostitutiva della demolizione prevista dall’art. 34, comma 2, d.P.R. n. 380/2001 appartiene alla fase esecutiva, successiva e autonoma rispetto all’ingiunzione di demolizione, e non costituisce un presupposto di legittimità dell’ordine demolitorio. Spetta al privato dimostrare rigorosamente, in tale fase, l’obiettiva impossibilità di demolire senza pregiudicare la parte conforme.
  • L’ordine di demolizione di opere realizzate senza titolo edilizio costituisce espressione di attività vincolata e non richiede una specifica motivazione sull’interesse pubblico concreto e attuale, neppure quando sia trascorso un lungo periodo dalla realizzazione dell’abuso; il mero decorso del tempo non determina un legittimo affidamento del privato.
  • Le esigenze abitative e familiari non rendono illegittimo l’ordine di demolizione di un immobile abusivo: il diritto all’abitazione e il diritto al rispetto della vita familiare devono essere bilanciati con l’interesse pubblico al ripristino della legalità urbanistico-edilizia e non possono fondare condoni atipici o extra ordinem.
  • Nel processo amministrativo, la documentazione e le memorie depositate dopo l’udienza di trattazione, in violazione dei termini previsti dall’art. 73, comma 1, c.p.a., non possono essere utilizzate ai fini della decisione.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniAutorizzazione paesaggisticaTermini e notificazione del ricorso
RamiEdiliziaBeni culturali e paesaggioProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizioneDecorso del tempo e affidamento del responsabile
IstitutiLegittimo affidamentoEfficacia ed esecutorietàDecadenza e tardivitàProporzionalità e ragionevolezza

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