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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13654/2022 del 08/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugna l'ordinanza che respingeva l'istanza di ristoro per le condizioni inumane e degradanti della detenzione (art. 35-ter Ord. pen.). Denuncia violazione di legge: il calcolo della superficie utile pro-capite nelle camere del carcere di Benevento avrebbe dovuto escludere lo spazio occupato da armadi pensili stabilmente infissi alla parete (ossia arredi fissi), e le relazioni di istituto sarebbero state travisate quanto alla presenza di scrittoio fisso a Benevento e alla superficie delle celle a Siracusa (12 m2 anziché 18 m2), con conseguente riduzione dello spazio pro-capite sotto la soglia minima di 3 m2.

La decisione

La Corte di cassazione accoglie in parte il ricorso. Ritiene fondata la doglianza relativa al criterio di calcolo della superficie netta: richiamando la giurisprudenza, afferma che vanno inclusi nello spazio calpestabile solo gli arredi facilmente rimovibili e vanno esclusi gli arredi fissi (es. letti a castello, armadi ancorati). L'ordinanza del Tribunale dell'Aquila è annullata limitatamente ai periodi di detenzione presso l'istituto penitenziario di Benevento e il procedimento è rinviato per nuova valutazione sul punto. Le restanti doglianze sono dichiarate inammissibili per difetto del principio di autosufficienza dell'impugnazione (atti indicati non integralmente trascritti né allegati).

Norme richiamate

  • art. 35-ter Ordinamento penitenziario

    Norma invocata quale titolo per la richiesta di ristoro del pregiudizio derivante da condizioni detentive inumane o degradanti; la Corte procede all'esame sulla base di tale istanza.

  • art. 3 CEDU

    Parametro di conformità delle condizioni detentive (divieto di trattamenti inumani o degradanti); la valutazione richiede il calcolo della superficie netta calpestabile pro-capite per verificare il rispetto della soglia minima.

  • Giurisprudenza di legittimità (Sez. U, n. 6551 del 24/09/2020)

    Principio consolidato: nel calcolo della superficie netta calpestabile si includono gli arredi facilmente spostabili ma si escludono gli arredi fissi o di fatto inamovibili (es. letti a castello, armadi ancorati), che riducono la superficie utile disponibile per il detenuto.

  • Principio di autosufficienza dell'impugnazione (giurisprudenza: Sez. 2, n. 20677 del 11/04/2017; Sez. 4, n. 46979 del 10/11/2015)

    Per dedurre travisamenti di atti o documenti è necessario trascrivere e allegare integralmente gli atti richiamati nel ricorso; la mancanza degli allegati o della trascrizione integrale comporta inammissibilità delle doglianze per carenza di autosufficienza.

Massime di principio

  • Nel calcolo della superficie netta calpestabile per valutare la conformità delle condizioni detentive ai sensi dell'art. 3 CEDU vanno inclusi solo gli arredi facilmente spostabili; vanno esclusi gli arredi fissi o di fatto inamovibili (es. letti a castello, armadi ancorati) perché riducono lo spazio fruibile.
  • Se si contesta la misura della superficie o la natura degli arredi, è essenziale produrre misurazioni e documentazione probatoria dettagliata già in sede di ricorso (o trascriverla integralmente) per rispettare il principio di autosufficienza dell'impugnazione.
  • La Corte può annullare parzialmente le decisioni quando sia stata applicata erroneamente la regola di calcolo dello spazio detenuto: in tal caso il giudice di rinvio deve riesaminare la situazione materiale alla luce dei criteri corretti.
  • La soglia indicativa di 3 metri quadrati pro-capite rappresenta un parametro di riferimento inderogabile per la valutazione di condizioni detentive; se la superficie utile effettiva scende sotto tale soglia, può fondare istanze di tutela/restituzione.
  • Nel formulare ricorsi analoghi è utile distinguere chiaramente tra arredi mobili e fissi e documentare la natura dell'ancoraggio (presenza di fissaggi a parete/soffitto/terreno, peso, impossibilità di spostamento) per ottenere il corretto computo della superficie.

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