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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 43629/2023 del 27/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente chiedeva l'applicazione della disciplina più favorevole introdotta dal d.lgs. 10/10/2022, n.150 (nuovo art. 20-bis c.p. e riforma delle pene sostitutive) in relazione alla condanna per concorso in furto in privata dimora, essendo la pena inflitta pari a 1 anno e 4 mesi; chiedeva che la Corte di cassazione annullasse la sentenza impugnata con rinvio al giudice del merito affinché applicasse direttamente una delle nuove pene sostitutive, invece che rimandare la decisione al giudice dell'esecuzione.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso infondato. Ha affermato che la riforma ha effettivamente inserito le pene sostitutive nel catalogo delle pene e ha innalzato i limiti applicativi; tuttavia, nella disciplina transitoria (art. 95 d.lgs. n.150/2022) si prevede che, per i procedimenti pendenti innanzi alla Corte di cassazione alla data di entrata in vigore della riforma, l'istanza per ottenere l'applicazione delle nuove pene sostitutive debba essere proposta al giudice dell'esecuzione ai sensi dell'art. 666 c.p.p. entro 30 giorni dall'irrevocabilità della sentenza. La Corte ha seguito la giurisprudenza che considera "pendente" il procedimento in Cassazione il processo il cui grado di appello si è aperto con la pronuncia della sentenza di appello; di conseguenza non è ammesso l'annullamento con rinvio alla Corte d'appello per far decidere quella sul nuovo regime: la scelta di investire il giudice dell'esecuzione è prevista dalla disciplina transitoria e non contrasta con Costituzione o CEDU. Pertanto la richiesta di rimessione al giudice del merito è stata respinta e il ricorso è stato rigettato.

Norme richiamate

  • d.lgs. 10 ottobre 2022, n.150

    Introduce e disciplina le nuove pene sostitutive (semilibertà, detenzione domiciliare sostitutiva, lavoro di pubblica utilità, pena pecuniaria sostitutiva) e prevede la disciplina transitoria per l'applicazione retroattiva in bonam partem; stabilisce che per i procedimenti pendenti in Cassazione alla data di entrata in vigore l'istanza per le pene sostitutive va proposta al giudice dell'esecuzione entro 30 giorni dall'irrevocabilità della sentenza.

  • codice penale

    Elenca le pene sostitutive e i limiti di pena entro i quali possono essere applicate (determinando limiti fino a 4 anni per semilibertà/domiciliare, 3 anni per lavoro di pubblica utilità, ecc.).

  • legge 24 novembre 1981, n.689

    Rimodulazione delle pene sostitutive non pecuniarie e innalzamento dei limiti massimi di pena sostituibile, in coerenza con la riforma del d.lgs. n.150/2022.

  • codice di procedura penale

    art. 545-bis; art. 448, comma 1-bis; art. 666; art. 656, comma 5

    Prevede la procedura per la valutazione delle pene sostitutive nel giudizio di cognizione (art.545-bis e art.448 in caso di patteggiamento) e stabilisce l'istituto dell'istanza al giudice dell'esecuzione (art.666) per i procedimenti pendenti in Cassazione; art.656, comma 5 viene richiamato in relazione al limite della sospensione dell'esecuzione.

  • Giurisprudenza della Corte di cassazione

    Sez. U. n.47008/2009 (D'Amato); Sez. U. n.15933/2011 (Rancan); Sez. 3 n.11622/2020 (Turrini); Sez. 6 n.34091/2023; Sez. 5 n.37022/2023

    Fissano il principio secondo cui la pronuncia della sentenza di appello determina la pendenza del procedimento in Cassazione e indirizzano l'interpretazione della disciplina transitoria in senso favorevole all'applicabilità della riforma in bonam partem, con la conseguenza che per i casi già in Cassazione l'istanza va proposta al giudice dell'esecuzione.

  • Costituzione e Convenzione europea dei diritti dell'uomo

    artt. 2 e 3 Cost.; art. 6 CEDU

    La Corte ha ritenuto che la disciplina transitoria non contrasti con i principi costituzionali di uguaglianza e dignità né con il diritto a un giusto processo (art.6 CEDU) perché il rimedio offerto (istanza al giudice dell'esecuzione) consente l'effetto sostanziale della maggiore favorevolezza normativa.

Massime di principio

  • La riforma delle pene sostitutive (d.lgs. n.150/2022) amplia le possibilità di sostituzione per pene detentive brevi (limiti: 4 anni per semilibertà/domiciliare; 3 anni per lavoro di pubblica utilità; 1 anno per sostituzione pecuniaria).
  • Se il processo è pendente in cognizione (primo o secondo grado) alla data di entrata in vigore, il giudice di quel grado può applicare le nuove pene sostitutive direttamente al termine del giudizio di cognizione.
  • Se il procedimento è già innanzi alla Corte di cassazione alla data di entrata in vigore della riforma, l'istanza per le nuove pene sostitutive deve essere proposta al giudice dell'esecuzione (art.666 c.p.p.) entro 30 giorni dall'irrevocabilità della sentenza; non è la Corte di cassazione a decidere direttamente né è prevista la riapertura del merito tramite rinvio al giudice del merito per questo scopo.
  • La pronuncia di sentenza d'appello è il momento che produce la 'pendenza' in Cassazione ai fini delle disposizioni transitorie: la 'pendenza' non è valutata in base alla data di deposito del ricorso in Cassazione ma alla pronuncia dell'appello.
  • Non esiste un divieto costituzionale o di CEDU all'applicazione della disciplina transitoria che rimetta la decisione al giudice dell'esecuzione: la soluzione è considerata compatibile e volta a garantire l'effetto sostanziale della norma più favorevole.
  • Prassi consigliata per i difensori: verificare subito, alla definitiva della sentenza, se sussistono i requisiti per le pene sostitutive; se il procedimento era in Cassazione alla data di entrata in vigore, presentare tempestiva istanza al giudice dell'esecuzione entro il termine perentorio previsto.

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