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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9883/2022 del 22/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata per intervenuta prescrizione del reato. In sostanza la censura sul mancato esame/ motivazione riguardo alla sospensione condizionale è stata ritenuta fondata; tuttavia, essendo nel frattempo scaduti i termini di prescrizione, la Corte ha dichiarato estinto il reato e ha annullato la condanna senza rinvio per nuovo giudizio.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Mearelli è stato condannato dal Tribunale di Roma il 10/12/2020 a €2.500 di ammenda, pena condizionalmente sospesa, per violazione dell'art. 71 D.Lgs. 81/2008: in qualità di datore di lavoro non documentava le verifiche degli ancoraggi né il corretto accesso in sicurezza all'attrezzatura auto-sollevante usata da operai a 9 m il 16/02/2016. L'appello (sottoscritto dal difensore d'ufficio) lamentava: 1) mancata assoluzione ex art. 530 c.p.p. perché il giudizio dei rilievi ispettivi sarebbe soggettivo; 2) assoluzione ex art. 350 c.2 c.p.p. per mancata prova della qualifica di datore di lavoro; 3) mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche ex art. 62-bis c.p.; 4) errata concessione (o gestione) della sospensione condizionale della pena, contestando che il beneficio sarebbe stato concesso senza che l'imputato lo avesse richiesto. L'impugnazione è stata convertita in ricorso per cassazione (la sentenza pecuniaria è in parte non appellabile). La Corte di Cassazione ha ritenuto i primi tre motivi inammissibili o manifestamente infondati (perché mirano a un riesame di fatto non consentito in sede di legittimità; per le attenuanti generiche è necessaria specifica motivazione), ma ha accolto il quarto motivo rilevando che dal verbale emergeva la richiesta di benefici e che il Tribunale non aveva motivato adeguatamente il diniego; accogliendo il motivo, la Corte ha constatato la sopravvenuta prescrizione del reato.

Norme richiamate

  • art. 71 D.Lgs. 81/2008

    Norma sulla sicurezza nei luoghi di lavoro invocata come fattispecie di reato per la mancata documentazione delle verifiche degli ancoraggi e del corretto accesso all'attrezzatura di lavoro in quota.

  • art. 530 c.p.p.

    Norma sulle cause di assoluzione; nel ricorso è stata invocata per chiedere l'assoluzione, ma la Corte ha ritenuto la censura generica e inammissibile perché mirava a un riesame di fatto non consentito in cassazione.

  • art. 350 c. 2 c.p.p.

    Norma processuale richiamata dal ricorrente per ottenere l'assoluzione per non aver commesso il fatto (sostanzialmente censura sulla qualifica di datore di lavoro); la Corte ha ritenuto la questione implicare valutazioni di fatto non rilevabili in sede di legittimità.

  • art. 62-bis c.p.

    Norma che disciplina le circostanze attenuanti generiche; la Corte ricorda che l'esistenza di tali attenuanti richiede motivazione specifica e positiva del giudice e che la mera richiesta non è sufficiente.

  • art. 593 co. 3 c.p.p.

    Norma sulla non appellabilità di alcune sentenze (tra cui quella che condanna a sola sanzione pecuniaria); perciò l'appello è stato convertito in ricorso per cassazione.

Massime di principio

  • In Cassazione sono inammissibili i motivi che richiedono un riesame in fatto delle prove; le censure devono essere di legittimità e non meramente rivisitare la valutazione probatoria.
  • Le circostanze attenuanti generiche richiedono una motivazione specifica e positiva da parte del giudice: non è sufficiente una valutazione generica o apodittica.
  • Se la difesa richiede la sospensione condizionale della pena (anche se si tratta di sola sanzione pecuniaria), il giudice deve motivare espressamente l'eventuale diniego valutando le finalità di prevenzione speciale e rieducazione; non può negarlo invocando la futura convenienza dell'imputato a fruirne.
  • Se, a seguito di accoglimento di un motivo, emerge che il termine di prescrizione è maturato, la Corte di Cassazione può annullare senza rinvio per estinzione del reato per prescrizione.
  • Quando la sentenza è non appellabile (es. condanna a sola sanzione pecuniaria), l'appello può essere convertito in ricorso per cassazione; il ricorso deve comunque rispettare i limiti di ammissibilità tipici della legittimità.

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