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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34830/2025 del 27/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso affidato a due motivi: 1) presunta contraddittorietà della motivazione della sentenza di appello rispetto alla contestazione originaria, poiché il Valentino sarebbe stato condannato per l'omessa dichiarazione dei redditi derivanti dalla partecipazione a due società (General Construction Srl ed Ecologia Futura Sri) mentre, a suo avviso, l'imputazione riguardava l'omessa presentazione della propria dichiarazione personale; 2) insufficiente motivazione della Corte d'appello, che avrebbe semplicemente riproposto i contenuti del Tribunale senza affrontare criticamente le censure difensive relative all'effettiva esistenza e all'ammontare dei redditi posti a base della contestazione.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto infondato il primo motivo (la sentenza di appello ha chiarito che la contestazione riguarda l'omessa dichiarazione dei redditi personali derivanti dalla partecipazione alle due società) e fondato il secondo: la Corte d'appello non ha fornito una risposta motivata e critica alle censure sulla quantificazione e attribuzione dei redditi. Alla luce di ciò e della decorrenza dei termini di prescrizione (fatto posto in essere il 29 dicembre 2014), il reato è stato ritenuto estinto per prescrizione. Perciò la sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio e, trattandosi di fatto anteriore all'entrata in vigore dell'art. 578-bis c.p.p., è stata travolta anche la confisca per equivalente.

Norme richiamate

  • art. 5 d.lgs. n. 74/2000

    Nucleo della contestazione: omissione della presentazione della dichiarazione dei redditi per evadere le imposte; la Corte ha ritenuto che il fatto accertato fosse l'omessa dichiarazione dei redditi personali derivanti dalla partecipazione alle società indicate.

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Consente l'annullamento senza rinvio quando il reato è estinto per prescrizione; la Cassazione ha applicato questa norma per dichiarare estinta l'azione penale e annullare la sentenza impugnata.

  • art. 578-bis cod. proc. pen.

    Norma introdotta successivamente al fatto in contestazione; la Corte ha ritenuto che non trovi applicazione al caso di specie e, conseguentemente, la confisca per equivalente disposta in primo grado non possa sopravvivere dopo l'annullamento per prescrizione.

  • Corte di cassazione, Sezioni unite, 31 gennaio 2023, n. 4145

    Giurisprudenza richiamata a supporto del principio secondo cui le misure di confisca per equivalente non possono essere mantenute quando il reato cui si collegano è estinto per prescrizione e il fatto è anteriore all'entrata in vigore della norma che disciplina la confisca stessa.

Massime di principio

  • La Corte d'appello deve motivare specificamente e criticamente le ragioni di rifiuto delle censure difensive: la mera riproposizione della motivazione di primo grado può essere insufficiente e portare all'annullamento in cassazione.
  • Quando la contestazione riguarda l'omessa dichiarazione di redditi derivanti da partecipazioni societarie, va chiarito in motivazione come i redditi siano stati attribuiti al soggetto (percentuale di partecipazione, documentazione contabile, accertamenti fiscali); la mera emersione di ricavi societari non basta senza il collegamento all'imponibile personale.
  • La prescrizione estingue il reato anche se è intervenuta dopo le sentenze di merito: se la Cassazione accerta l'estinzione per prescrizione, può annullare la sentenza senza rinvio ai sensi dell'art. 129 c.p.p.
  • Le misure patrimoniali accessorie (es. confisca per equivalente) possono essere travolte dall'accertamento dell'estinzione per prescrizione, soprattutto quando il fatto è anteriore a norme sopravvenute che disciplinano tali misure.
  • In ricorsi per cassazione avverso sentenze penali, è utile censurare dettagliatamente la mancata valutazione probatoria della Corte territoriale (quali specifici elementi probatori non valutati o valutati in modo insufficiente), perché la Corte di legittimità verifica la completezza e la coerenza della motivazione.

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