Sentenza del 19/02/2015 n. 1675 - Comm. Trib. Prov. Milano
PROCESSO TRIBUTARIO - Legittimazione ad agire - Avviso di accertamento di società cessata notificato al liquidatore - Impugnazione proposta dal socio della società cessata - Difetto di legittimazione ad agire - Sussiste.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeÈ stato riconosciuto il difetto di legittimazione ad agire del socio. Poiché l'avviso era diretto alla società cessata ed era stato notificato al liquidatore, senza notificazione al socio, quest'ultimo non poteva proporre validamente l'impugnazione in proprio. L'azione è pertanto risultata inammissibile per carenza di legittimazione.
Esito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il socio ha contestato un avviso di accertamento intestato a una società ormai cessata, notificato al solo liquidatore e non direttamente a lui. La questione riguardava quindi la sua legittimazione ad agire e, in particolare, la possibilità per il socio di impugnare autonomamente un atto tributario formalmente diretto alla società cessata.
Massime di principio
- La legittimazione a impugnare un atto tributario spetta, di regola, al soggetto cui l'atto è intestato o notificato, oppure a chi dimostri uno specifico e attuale interesse giuridicamente tutelato.
- Il socio di una società cessata non può impugnare automaticamente, in proprio, un avviso di accertamento rivolto alla società: la mera qualità di socio non è sufficiente a fondare la legittimazione processuale.
- Quando l'atto è notificato al liquidatore della società cessata, il liquidatore opera quale rappresentante della società o della relativa posizione fiscale; ciò non equivale, di per sé, a una notificazione personale al socio.
- Prima di proporre ricorso è necessario verificare l'intestazione dell'atto, il destinatario della notifica, la qualità processuale del soggetto ricorrente e l'esistenza di un interesse diretto e attuale.
- La carenza di legittimazione ad agire può condurre alla definizione del giudizio senza esame del merito delle contestazioni mosse contro l'accertamento.
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