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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 20559/2026 del 18/06/2026

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'Appello di Roma (n. 2248/2021) relativa a una controversia edilizia su villette a schiera: i ricorrenti contestavano che il complesso fosse stato considerato un "edificio unico" anziché singole villette, la presunta mancanza di contraddittorio del condominio, la responsabilità del progettista (arch. Siciliano) per violazione delle distanze legali e la responsabilità omissiva di Roma Capitale nella vigilanza urbanistica; chiedevano la riforma delle statuizioni in tema di arretramento, risarcimento e responsabilità solidale

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte di Cassazione ha confermato i principi di diritto già applicati dai giudici di merito: ha ritenuto regolare l'azione esperita contro i singoli proprietari (escludendo profili di vizio per mancato contraddittorio del "condominio"), ha dichiarato inammissibili le doglianze che sollecitavano la riforma di valutazioni di fatto o che non rispettavano i requisiti di specificità richiesti per la cassazione, ha escluso la responsabilità dell'amministrazione comunale verso i privati per il rilascio/controllo della concessione in relazione ai rapporti tra privati e ha ritenuto insufficienti le prove di colpa grave o dolo del progettista. Ha inoltre dichiarato la nullità, per vizio formale, di alcune comparsate di costituzione con nuovo difensore depositate oltre termini. I ricorrenti sono stati condannati in solido al pagamento delle spese processuali (liquidate in euro 200,00 per esborsi e euro 5.000 per compenso, oltre IVA e rimborsi) e la Corte ha dato atto della sussistenza dei presupposti per l'applicazione dell'art. 13 comma 1-quater DPR 115/2002 (duplicazione del contributo unificato, se dovuto).

Norme richiamate

  • art. 83 c.p.c.

    Per i procedimenti instaurati prima del 4/7/2009 la procura speciale conferita per atto in calce ad un atto e autenticata dal medesimo difensore è nulla: la procura deve essere rilasciata con atto pubblico o con scrittura privata autenticata (e non con la sola comparsa di costituzione successiva non integrale nei termini)

  • art. 360 c.p.c.

    Fissati i rigorosi requisiti dell'omesso esame di un fatto decisivo: il ricorrente deve indicare il fatto storico omesso, la fonte testuale o extratestuale, quando e come fu oggetto di discussione e la sua decisività; principio della "doppia conforme" impedisce la riproposizione in cassazione di censure che si risolvono in critica del giudizio di fatto comune a primo e secondo grado

  • art. 366 c.p.c.

    Richiesto il principio di specificità per le censure in cassazione: ogni motivo deve essere esposto con la rubrica, l'illustrazione delle ragioni e l'analitica precisazione delle considerazioni che giustificano la cassazione

  • art. 369 c.p.c.

    Richiami alle regole istruttorie e ai vincoli formali del ricorso illustrate dalla Corte (esigenze di indicazione puntuale dei dati e delle fonti)

  • art. 2043 c.c.

    La Corte ha escluso la responsabilità ex art. 2043 c.c. del progettista e dell'amministrazione quando non risultano provati dolo o colpa grave e quando la presunta difformità concerne rapporti pubblicistici che non si estendono automaticamente ai rapporti tra privati

  • art. 2055 c.c.

    In tema di fatto dannoso imputabile a più persone, il rapporto di solidarietà consente al danneggiato di pretendere la totalità della prestazione anche da un solo coobbligato; le questioni sulla diversa gravità della colpa rilevano solo per il regresso tra corresponsabili

  • art. 612 c.p.c.

    Le modalità esecutive dell'arretramento dell'opera (misure, tempi, modalità tecniche) sono questioni da affrontare nella fase esecutiva e non nella sede di legittimità

  • art. 378 c.p.c.

    Le parti hanno depositato memorie ex art. 378 c.p.c. in vista dell'udienza, richiamando la possibilità di integrazioni difensive in Cassazione

  • art. 13 comma 1-quater D.P.R. 115/2002

    La Corte ha rilevato la sussistenza dei presupposti per disporre, se dovuto, il raddoppio del versamento del contributo unificato da parte dei ricorrenti

  • art. 1372 c.c.

    La doglianza basata su presunte violazioni del contratto (autonomia delle singole abitazioni) è stata trattata come critica di fatto e di ricostruzione probatoria, non idonea a fondare la cassazione

Massime di principio

  • In cassazione non è possibile ottenere la riforma di valutazioni di fatto svolte dai giudici di merito: i ricorsi che si riducono a contestazioni del "convincimento" del giudice sono inammissibili.
  • La censura per omesso esame di fatto decisivo (art. 360 n.5) richiede estrema precisione: indicazione testuale/extratestuale del fatto omesso, prova che fu oggetto di discussione e dimostrazione della sua decisività.
  • La mancata partecipazione di un "condominio" non è in ogni caso causa automatica di nullità se i singoli comproprietari delle parti comuni sono stati regolarmente citati: il contraddittorio si valuta sul concreto assetto processuale e sostanziale.
  • La responsabilità della pubblica amministrazione connessa al rilascio di concessioni edilizie non si estende automaticamente ai rapporti tra privati; eventuali profili sanzionatori o di invalidità amministrativa non precludono le azioni civili tra privati basate su diritti soggettivi codicistici.
  • Nel caso di fatto illecito commesso da più soggetti sussiste responsabilità solidale: il danneggiato può chiedere l'integrale risarcimento a uno solo dei responsabili e l'eventuale riequilibrio avverrà in sede di regresso tra i corresponsabili.
  • Le questioni tecniche relative alle modalità di esecuzione dell'arretramento o demolizione sono rimandate alla fase esecutiva (art. 612 c.p.c.), pertanto i dettagli operativi non sono normalmente risolti in sede di legittimità.
  • Per la costituzione di un nuovo difensore in procedimenti anteriori al 4/7/2009 occorrono forme di procura conformi all'art. 83 c.p.c.; la mera comparsa con procura in calce autenticata dall'avvocato è stata ritenuta nulla in casi analoghi.
  • I motivi di ricorso devono rispettare il principio di specificità: rubrica, esposizione puntuale delle ragioni e analitica precisazione delle considerazioni che giustificano la cassazione.

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