Sentenza del 14/03/2019 n. 15 - Comm. Trib. Prov. Verbania
Condoni e sanatorie - Voluntary Disclosure - Richiesta detrazione imposte subite all'estero - Legittimità - Non Sussiste
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente sosteneva di avere diritto al credito d'imposta per le imposte assolte all'estero sui redditi oggetto di Voluntary Disclosure. La questione riguardava la natura della procedura: se potesse essere considerata una dichiarazione integrativa idonea a consentire il riconoscimento della detrazione, oppure una procedura sostanzialmente assimilabile all'accertamento con adesione.
La decisione
La richiesta di detrazione è stata ritenuta illegittima e quindi non accolta. La Collaborazione Volontaria non costituisce una dichiarazione integrativa: la domanda attiva la liquidazione delle imposte da parte dell'Agenzia delle Entrate e il successivo invito a comparire, durante il quale vengono verificati i dati forniti e quantificata l'imposta dovuta. La procedura è stata considerata assimilabile, nella sostanza, a un accertamento con adesione. Inoltre, il pagamento forfettario consente al contribuente di definire volontariamente le pendenze fiscali, senza comportare il riconoscimento del credito d'imposta per le imposte pagate all'estero.
Norme richiamate
Disciplina della Collaborazione Volontaria (Voluntary Disclosure)
La procedura non è stata interpretata come una dichiarazione integrativa, ma come un procedimento di definizione fiscale attivato dal contribuente e seguito dalla liquidazione e quantificazione delle imposte da parte dell'Amministrazione finanziaria.
Credito d'imposta per i redditi prodotti all'estero
Il credito o la detrazione delle imposte assolte all'estero non è stato riconosciuto per redditi definiti mediante Voluntary Disclosure, poiché il procedimento e il pagamento forfettario non sono stati ritenuti idonei a produrre tale effetto.
Accertamento con adesione
La Voluntary Disclosure è stata ritenuta assimilabile a un accertamento con adesione, in quanto comprende il controllo dei dati, l'invito a comparire e la quantificazione dell'imposta dovuta prima della definizione della posizione fiscale.
Massime di principio
- Una procedura di definizione o regolarizzazione fiscale non può essere automaticamente equiparata a una dichiarazione integrativa: occorre verificare la sua struttura e gli effetti giuridici previsti dalla legge.
- Il credito d'imposta per imposte pagate all'estero deve essere richiesto nell'ambito di un procedimento che consenta espressamente il riconoscimento della detrazione; non è sufficiente che il reddito estero venga semplicemente regolarizzato.
- Quando una procedura prevede l'intervento dell'Amministrazione finanziaria, la verifica dei dati e la quantificazione concordata o forfettaria dell'imposta, può essere trattata come una forma di definizione o accertamento, con effetti diversi da quelli di una dichiarazione ordinaria.
- Il pagamento forfettario finalizzato alla chiusura delle pendenze fiscali non implica necessariamente il riconoscimento di tutti i benefici fiscali ordinariamente collegati alla determinazione analitica del reddito e delle imposte estere.
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