Cassazione Penale, Sentenza n. 37502/2023 del 14/09/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva confermato gli arresti domiciliari disposti dal GIP per delitti di cui all'art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (cessione di cocaina). Il ricorrente deduceva violazione di legge e carenza/manifesta illogicità della motivazione sostenendo che, non avendo partecipato materialmente agli scambi di droga o di denaro, il suo ruolo di accompagnatore del corriere (Ficara Concetto Paolo) non integra il concorso nei reati contestati.
La decisione
La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile per genericità e mancata specificità delle censure, ritenendo che le doglianze riproducessero argomentazioni già esaminate e ritenute infondate dai giudici di merito. La Corte richiama il suo limite di sindacato sulle misure cautelari (verifica solo dell'adeguatezza della motivazione e della coerenza logico-giuridica, non un riesame del merito). Richiama le plurime circostanze probatorie ritenute dal Tribunale (intercettazioni che documentano attività di occultamento e conteggio di banconote, presenza alle consegne, attività di confezionamento di panetti, riprese GPS e video delle trasferte, frequenza delle corse) che giustificano la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza. Conseguentemente il ricorso viene dichiarato inammissibile; il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000 alla Cassa delle ammende; disposizione di trasmissione alla cancelleria per gli adempimenti di cui all'art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.
Norme richiamate
d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 73
Norma penale che disciplina i delitti relativi alla detenzione e cessione di sostanze stupefacenti. Nel caso, i fatti contestati (cessioni reiterate di cocaina) sono stati inquadrati in base a tale articolo come reati che giustificano l'applicazione di misure cautelari.
codice di procedura penale, art. 581, comma 1, lett. c)
Dispositivo procedurale richiamato dalla Corte per affermare l'inammissibilità del ricorso per cassazione fondato su censure generiche e non specifiche che non svolgono la funzione di critica puntuale avverso la decisione impugnata.
codice di procedura penale, art. 591, comma 1, lett. c)
Ulteriore norma processuale che giustifica l'inammissibilità del ricorso in cassazione quando le censure non sono specifiche e si limitano a riprodurre ragioni già affrontate dai giudici di merito.
disp. att. cod. proc. pen., art. 94, comma 1-ter
Norma procedurale che impone alla cancelleria specifici adempimenti dopo la decisione della Corte (esecuzioni amministrative connesse alla sentenza); la Corte ordina l'inoltro degli atti alla cancelleria per tale finalità.
Massime di principio
- Un ruolo di 'accompagnatore' in operazioni di traffico di stupefacenti può integrare il concorso se emergono elementi che dimostrano partecipazione attiva (es. occultamento/controllo del denaro, conteggio, confezionamento, scorta durante le consegne).
- Intercettazioni, tracciamenti GPS, riprese video e la frequenza e ripetizione delle trasferte possono costituire indizi gravi e convergenti idonei a sostenere misure cautelari contro gli indagati.
- In cassazione avverso misure cautelari la funzione della Corte è limitata: si verifica l'adeguatezza e la coerenza della motivazione del giudice di merito ai canoni logico-giuridici, senza sostituirsi alla valutazione di merito degli elementi probatori.
- I motivi di ricorso devono essere specifici e connessi direttamente alle ragioni poste dal giudice impugnato; la mera ripetizione di argomentazioni già esaminate rende il ricorso inammissibile.
- In caso di inammissibilità del ricorso il ricorrente può essere condannato alle spese processuali e a sanzioni pecuniarie (ad es. somma alla Cassa delle ammende).
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