Cassazione Civile, Sentenza n. 12854/2021 del 13/05/2021
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Assimoco Spa aveva dedotto costi relativi a consulenze e al pagamento, per conto dei propri clienti, di una somma complessiva di € 574.248,00 a titolo di definizione tramite condono (legge n. 289/2002) successivamente alle indagini della Guardia di finanza che avevano rilevato documentazione falsa. L’Agenzia ha disconosciuto la deducibilità di tale esborso ritenendolo non inerente all'attività d'impresa e ha inoltre recuperato imposte Iva in relazione a fatturazioni ritenute irregolari su operazioni di coassicurazione. La controversia in Cassazione verte essenzialmente sulla nozione di inerenza dei costi dedotti e, secondariamente, sulla fondatezza della pretesa Iva in base a indizi derivanti dalla contabilità di altra compagnia.
La decisione
La Corte ha accolto i primi due motivi (omessa/insufficiente motivazione e violazione di norma in materia di inerenza) e ha cassato la sentenza della CTR rimettendo la causa a quest'ultima, in diversa composizione, per un nuovo esame coerente con i principi giurisprudenziali sulla inerenza dei costi. I motivi terzo-nono sono dichiarati assorbiti. I motivi relativi all'Iva e alla fatturazione in relazione alla coassicurazione (dal decimo al tredicesimo) sono stati ritenuti in parte infondati e in parte inammissibili; la Corte ha confermato principi secondo cui la documentazione contabile dell'altra impresa può costituire un indizio grave e preciso e che la clausola di delega nella coassicurazione non rende esenti da IVA le prestazioni del coassicuratore. Cassazione con rinvio per ulteriore esame ai fini della deducibilità dei costi.
Norme richiamate
art. 38-bis d.P.R. n. 633 del 1972
richiamato in relazione alle polizze fideiussorie a garanzia del rimborso anticipato dell'IVA
norma richiamata per contestualizzare la natura delle polizze fideiussorie; la Corte ha osservato che dette polizze non sono assimilabili alle assicurazioni contro i danni o alla responsabilità civile
art. 1914 c.c.
menzionato nel giudizio di merito come norma sulle obbligazioni dell'assicurato di evitare o diminuire il danno
la Corte ha ritenuto che l'art. 1914 c.c. non si applica alla polizza fideiussoria di cui sopra e che il pagamento del condono non costituisce di per sé adempimento di un obbligo contrattuale previsto da tale articolo
art. 75 TUIR (ora art. 109)
censurata nel motivo per violazione e falsa applicazione ratione temporis
la Corte distingue il principio di inerenza (ricavabile dalla nozione di reddito d'impresa) dal più specifico principio di correlazione tra costi e ricavi disciplinato dall'art. 75 TUIR (oggi 109)
art. 102 TUIR (ora art. 84)
richiamato nei motivi relativi alla tenuta conto delle perdite pregresse
norma rilevante per la contestazione relativa alla determinazione dell' imponibile Irpeg e al riconoscimento delle perdite pregresse
art. 2697 c.c.
menzionato in relazione all'onere della prova
rinvia all'onere della parte di provare i fatti che deduce; la Corte conferma che grava sul contribuente l'onere di provare l'esistenza, natura e destinazione del costo
art. 10, primo comma, n. 2 e n. 9 d.P.R. n. 633 del 1972
richiamati nella parte relativa all'esenzione IVA per attività assicurativa e per prestazioni accessorie
la Corte afferma che le prestazioni legate alla clausola di delega in coassicurazione non hanno natura assicurativa e non sono accessorie al rischio, quindi non rientrano nelle esenzioni previste dall'art. 10
art. 54 d.P.R. n. 633 del 1972
citato in relazione agli obblighi di fatturazione
norma sulla fatturazione che è stata rilevante nella verifica delle fatture emesse senza IVA e nella valutazione probatoria
art. 3 d.P.R. n. 600 del 1973
richiamato nei motivi sulla ripartizione dell'onere di specificare le prestazioni
norma rilevante ai fini della determinazione dei redditi e della relativa prova, evocata nella discussione sull'onere probatorio in capo al contribuente
art. 115 c.p.c. e principio della non contestazione
richiamato nella disamina della mancata contestazione di fatti processuali
la Corte ricorda i limiti del principio di non contestazione nel processo tributario e che esso non impone un onere ulteriore di allegazione all'Amministrazione quando i fatti sono già dedotti nell'atto impositivo
Massime di principio
- La deducibilità di un costo si valuta sulla base del principio di inerenza alla attività d'impresa: non è necessario che il costo derivi da un obbligo contrattuale o che produca una utilità concreta, ma è necessario che sia riferibile all'esercizio dell'attività imprenditoriale
- L'onere della prova circa l'esistenza, la natura e la destinazione del costo grava sul contribuente; se l'operazione è atipica bisogna fornire elementi oggettivi che giustifichino la qualificazione come atto d'impresa
- Un singolo elemento indiziario, se "grave, preciso e concordante", può essere sufficiente a fondare la pretesa tributaria; la contabilità del controinteressato può costituire tale elemento
- La clausola di delega nella coassicurazione non trasforma le prestazioni in operazioni assicurative esenti da IVA: l'attività svolta dal coassicuratore delegato resta distinta e, se non è accessoria o non ha natura assicurativa, è imponibile
- Il principio della non contestazione ha limiti nel processo tributario: non può sostituirsi all'onere probatorio del contribuente quando questi deduce fatti impeditivi della pretesa e non fornisce riscontro probatorio
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