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Sentenza

Sentenza del 31/05/2023 n. 318 - Corte di giustizia tributaria di primo grado di Genova

Accise, dazi e diritti doganali - royalties - importazioni - marchio - diritti di licenza - rilevanza ai fini del valore in dogana - condizioni - controllo del licenziante - esclusivamente sulla qualità del prodotto - imponibilità - esclusione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Importazione di borse termiche recanti il marchio "C J" (marchio di proprietà di C S.p.A.) realizzate in forza di contratto di licenza; l'Ufficio ha aggiunto al valore in dogana l'ammontare delle royalties riconducibili alla licenza ritenendole condizione della vendita e soggette a dazio; la ricorrente ha contestato l'aggiunta, sostenendo che il contratto non attribuisce al licenziante poteri di controllo sul produttore tali da far ricadere le royalties nel valore in dogana.

La decisione

Il ricorso è stato accolto. La Corte ha annullato l'atto impugnato e compensato le spese di giudizio. Nel motivare l'accoglimento la Corte ha richiamato le norme del codice doganale e del relativo regolamento di esecuzione (art. 70-71 CDU; art. 136 Reg. 2447/2015) e la giurisprudenza comunitaria e nazionale, affermando che le royalties vanno aggiunte al valore in dogana solo se il titolare dei diritti immateriali esercita poteri di controllo sulla scelta del produttore e sulla sua attività e risulta destinatario dei corrispettivi. Dall'esame del contratto di licenza nel caso concreto non emergono tali poteri di controllo: il licenziante esercita solo poteri di approvazione sulla qualità del prodotto, non impone il produttore, né controlla metodi di produzione, logistica, prezzi di rivendita, quantità o fornitori; anzi il contratto autorizza il licenziatario a produrre prodotti concorrenti. Pertanto le royalties non sono state incluse nell'imponibile ai fini doganali.

Norme richiamate

  • Regolamento (UE) n. 952/2013 (Codice Doganale dell'Unione) - art. 71

    "per determinare il valore in dogana ai sensi dell'articolo 70 il prezzo effettivamente pagato o da pagare per le merci importate è integrato da: ... c) i corrispettivi e i diritti di licenza relativi alle merci da valutare, che il compratore, direttamente o indirettamente, è tenuto a pagare come condizione per la vendita delle merci da valutare, nella misura in cui detti corrispettivi e diritti di licenza non siano stati inclusi nel prezzo effettivamente pagato o da pagare"

    Le royalties devono essere aggiunte al valore in dogana se costituiscono una condizione della vendita; ciò richiede verifica fattuale sulla sussistenza di vincoli che rendono il pagamento indispensabile per la vendita/importazione.

  • Regolamento di esecuzione del CDU (Reg. UE 2447/2015) - art. 136, par. 4

    "i corrispettivi e i diritti di licenza sono considerati pagati come condizione della vendita delle merci importate quando è soddisfatta una delle seguenti condizioni: a) il venditore o una persona ad esso collegata chiede all'acquirente di effettuare tale pagamento; b) il pagamento da parte dell'acquirente è effettuato per soddisfare un obbligo del venditore, conformemente agli obblighi contrattuali; c) le merci non possono essere vendute all'acquirente o da questo acquistate senza versamento dei corrispettivi o dei diritti di licenza a un licenziante."

    La disposizione individua tre casi tassativi che configurano la 'condizione di vendita'. La sentenza applica la lettura combinata con la giurisprudenza che richiede la presenza di poteri di controllo del licenziante sul produttore/produzione.

  • Regolamento CEE n. 2913/1992 - art. 32

    Richiamato quale norma storica/di riferimento: stabilisce il principio dell'integrazione del valore doganale con i corrispettivi per diritti di licenza quando costituiscono condizione della vendita; la giurisprudenza interpreta le condizioni operative da verificare.

  • Giurisprudenza CGUE - causa C-173/15 (sentenza 9 marzo 2017)

    La Corte ha chiarito che occorre verificare se il titolare dei diritti ha poteri di controllo tali da subordinare l'importazione al versamento delle royalties; singoli indici non sono determinanti, serve valutazione complessiva e combinata di vari elementi.

  • Giurisprudenza CGUE - causa C-76/19 (Curtis Balkan, sentenza 9 luglio 2020)

    Richiama il principio che un singolo indice non basta per configurare la condizione di vendita: è necessaria una combinazione di fattori fattuali.

  • Cassazione civile, sez. trib., n. 8473/2018

    Affermata la necessità che il titolare dei diritti abbia poteri di controllo sulla scelta del produttore e sulla sua attività e sia destinatario delle royalties perché queste siano incluse nel valore in dogana; utile l'elenco di indici interpretativi richiamati dalla Corte di Cassazione.

Massime di principio

  • Le royalties vanno aggiunte al valore in dogana solo se costituiscono una condizione effettiva della vendita/importazione: ciò si verifica quando il licenziante esercita (di diritto o di fatto) poteri di controllo sul produttore o sul processo produttivo e riceve i corrispettivi.
  • Non è sufficiente la mera presenza di un contratto di licenza o il pagamento di royalties: è necessaria una valutazione fattuale complessiva basata su più indici (scelta del produttore, controllo dei metodi di produzione, restrizioni sulla vendita, determinazione di prezzi, controllo logistico, ecc.).
  • Il controllo limitato alla sola approvazione della qualità del prodotto non è, di per sé, idoneo a far rientrare le royalties nel valore in dogana; differenziare il controllo sul 'prodotto' (ammissibile) dal controllo sul 'produttore' (che può rendere le royalties imponibili).
  • In sede pratica, per evitare contestazioni doganali è opportuno che i contratti di licenza specifichino chiaramente i poteri del licenziante: limitare formalmente i poteri alla tutela qualitativa e lasciare libertà di scelta del produttore, dei fornitori e delle quantità riduce il rischio di inclusione delle royalties nel valore doganale.
  • Le autorità doganali devono motivare la loro decisione richiamando indici concreti di controllo; analogamente, l'importatore deve documentare l'assenza di tali poteri per contestare l'integrazione delle royalties.

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