Circolare numero 90 del 18-4-1996
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa circolare aggiorna le sedi sulle recenti modifiche del sistema previdenziale argentino e sulle intese operative con l’ANSeS per accelerare la definizione delle pensioni in regime convenzionale. Vengono riepilogate la riforma del sistema di sicurezza sociale argentino, i nuovi requisiti di età e contribuzione per la pensione di vecchiaia, nonché alcune regole procedurali per le domande presentate in Argentina, soprattutto per i superstiti di pensionati e per la gestione delle pratiche pendenti.
Convenzione italo-argentina: informativa sulla legislazione argentina e criteri procedurali
Convenzione italo-argentina: informativa sulla legislazione argentina e criteri procedurali
La circolare fornisce un aggiornamento organico sulle modifiche intervenute nel sistema di sicurezza sociale argentino e sulle intese operative raggiunte con l’ANSeS per velocizzare la definizione delle domande di pensione in regime convenzionale. Il documento è rilevante sia sotto il profilo normativo, per i nuovi requisiti pensionistici argentini, sia sotto il profilo procedurale, per la gestione delle pratiche presentate in Argentina e di quelle pendenti.
Evoluzione del sistema previdenziale argentino
Negli ultimi anni il sistema argentino ha subito una profonda riorganizzazione, sia sul piano amministrativo sia su quello strutturale. Dal 1° gennaio 1992, con il decreto 2284/91, è stato istituito il Sistema Unico di Sicurezza Sociale (SUSS), che ha confluito in un’unica struttura denominata ANSeS l’INPS argentino e varie casse precedentemente autonome, tra cui la Cassa nazionale dello Stato e dei servizi pubblici, quella dell’industria, commercio e attività civili, quella degli autonomi e le tre casse degli assegni familiari.
Successivamente, con la legge 24.241/93, in vigore dal 15 luglio 1994, il sistema nazionale basato sulla ripartizione è stato integrato con un regime a capitalizzazione, assumendo la denominazione di Sistema Integrado de Jubilaciones y Pensiones (SIJP). La riforma ha reso il sistema obbligatorio e misto, prevedendo la coesistenza del regime gestito dallo Stato e di quello gestito da soggetti privati sotto controllo statale.
Nuove regole del sistema integrato delle pensioni
La circolare descrive il nuovo meccanismo contributivo e pensionistico. Il datore di lavoro continua a versare allo Stato un contributo pari al 16% della retribuzione. Il lavoratore, invece, può scegliere se destinare il proprio contributo, pari all’11% anziché all’attuale 10%, al sistema statale oppure a uno dei fondi pensione privati denominati AFJP, costituiti da consorzi tra banche, società finanziarie e assicurative.
Nel caso di opzione per il regime statale, il lavoratore percepisce un minimo garantito uguale per tutti, integrato da una quota variabile commisurata ai contributi versati per almeno 30 anni. Nel regime privato, oltre al minimo garantito statale, spetta una prestazione proporzionata ai contributi e ai rendimenti degli investimenti realizzati dall’AFJP prescelta. È inoltre previsto che il pensionato possa anticipare o posticipare il pensionamento e disporre di prelievi parziali dal proprio conto.
Il lavoratore che opta per il regime statale può in qualsiasi momento passare al sistema privato; chi sceglie il regime privato può soltanto trasferire il proprio piano pensione da una AFJP a un’altra. Restano comunque in vita alcune casse provinciali, comunali e professionali non ancora integrate nel nuovo sistema.
Età pensionabile e contributi richiesti
La legge 24.241 ha modificato i requisiti per la pensione di vecchiaia argentina nel regime generale dei lavoratori dipendenti, elevando l’età a 65 anni per gli uomini e a 60 anni per le donne. Per i lavoratori autonomi tali limiti risultavano già applicabili. L’innalzamento è graduale e disciplinato da disposizioni transitorie, con entrata a regime dal 2001.
La circolare richiama una tabella allegata con i limiti di età da applicare per anno e per categoria di lavoratore. In ogni caso, il requisito minimo contributivo richiesto è di 30 anni per tutti. Per il riconoscimento del periodo minimo di contribuzione è necessario presentare o trasmettere all’ente argentino i certificati di servizio e retribuzione.
In mancanza della documentazione, il lavoratore può ottenere entro certi limiti il riconoscimento dei periodi mancanti per i servizi prestati anteriormente al 1° gennaio 1969, mediante dichiarazione giurata da lui sottoscritta.
Domande di pensione italiana per superstiti presentate in Argentina
Una parte importante della circolare riguarda la possibilità, richiesta dai patronati operanti in Argentina, di trasmettere direttamente in Italia le domande di pensione italiana per superstiti, evitando la presentazione all’ente argentino per accelerare la trattazione. Tale possibilità è stata accolta, ma con limiti precisi.
La deroga è ammessa solo per le domande presentate da superstiti di pensionati residenti in Argentina che abbiano già ottenuto la prestazione per superstiti argentina senza chiedere la pensione italiana. L’ANSeS si è riservato di approfondire se il criterio possa essere esteso anche ai superstiti di assicurati.
Per la definizione delle pratiche da parte italiana, i patronati devono allegare alla domanda una dichiarazione dell’ente argentino da cui risultino la decorrenza e l’importo della prestazione argentina. Inoltre, l’INPS non deve richiedere alcuna certificazione contributiva quando essa sia già reperibile agli atti della pratica del de cuius. L’ente argentino ha precisato che la documentazione utilizzata per la liquidazione della pensione al dante causa in Argentina non può essere ulteriormente integrata con contributi secondo la legislazione vigente di quel Paese.
Gestione delle pratiche internazionali e tempi di definizione
La circolare affronta anche il problema delle pratiche convenzionali pendenti e dei ritardi ancora presenti nella loro definizione. In incontri con i rappresentanti dell’ANSeS sono state concordate misure finalizzate ad accelerare l’iter procedurale e a ridurre le disfunzioni.
L’ANSeS ha dichiarato di aver raggiunto una fase di normalizzazione della propria attività che, dal mese di aprile 1996, dovrebbe consentire la definizione delle nuove pratiche di pensione entro 30 giorni. In parallelo, è stato concordato l’avvio di un collegamento telematico tra INPS e ANSeS, destinato inizialmente allo scambio di informazioni e alla trasmissione dei formulari necessari per la trattazione delle pratiche.
Per favorire la chiusura delle posizioni ancora aperte, ciascun istituto trasmetterà all’altro un elenco dei casi non definiti presenti presso i propri uffici. L’INPS dovrà inviare all’ANSeS la lista delle pratiche pendenti, indicando anche il numero di expediente argentino; una lista analoga sarà trasmessa al Consolato di Buenos Aires, in modo da consentire la consultazione da parte dei patronati interessati.
Adempimenti per le sedi INPS e impegni dell’ANSeS
Le sedi INPS devono predisporre e trasmettere con la massima sollecitudine alla sede centrale le liste relative alle pratiche interessate, secondo parametri che saranno comunicati con successivo messaggio. L’ANSeS, da parte sua, invierà alla sede centrale dell’INPS l’elenco delle pratiche non ancora definite dall’Istituto, così da consentire i solleciti alle sedi competenti.
L’ANSeS si è inoltre impegnato ad accelerare l’invio degli estratti contributivi per i lavoratori autonomi, intervenendo presso l’amministrazione competente al rilascio. Nel complesso, la circolare mira a coordinare le procedure tra i due Paesi e a rendere più rapido il trattamento delle domande pensionistiche convenzionali, soprattutto per le posizioni già pendenti.
Punti principali
Riforma del sistema di sicurezza sociale argentino
Il sistema argentino ha subito una profonda trasformazione: dal 1° gennaio 1992, con il decreto 2284/91, è stato creato il Sistema Unico di Sicurezza Sociale (SUSS), che ha incorporato in un’unica struttura denominata ANSeS l’INPS argentino e varie casse precedentemente autonome. Con la legge 24.241/93, entrata in vigore il 15 luglio 1994, il precedente regime a ripartizione è stato integrato con un regime a capitalizzazione, dando origine al Sistema Integrado de Jubilaciones y Pensiones (SIJP), di carattere obbligatorio e misto.
Nuovo assetto pensionistico e opzioni del lavoratore
Nel nuovo sistema il datore di lavoro continua a versare allo Stato un contributo pari al 16% della retribuzione. Il lavoratore può scegliere se destinare il proprio contributo, pari all’11%, al regime statale oppure a un fondo pensione privato (AFJP). Nel regime statale è previsto un minimo garantito uguale per tutti e una quota variabile legata ai contributi versati per almeno 30 anni; nel regime privato il trattamento comprende il minimo garantito e una componente proporzionata ai contributi e ai rendimenti degli investimenti del fondo prescelto. È inoltre possibile, nel regime privato, anticipare o posticipare il pensionamento e effettuare prelievi parziali dal conto.
Età pensionabile e requisiti contributivi
La legge 24.241 ha innalzato l’età pensionabile nel regime generale dei lavoratori dipendenti a 65 anni per gli uomini e 60 per le donne; per i lavoratori autonomi tali limiti erano già vigenti. L’innalzamento è graduale e regolato da disposizioni transitorie, con entrata a regime dal 2001. Il requisito minimo di contribuzione richiesto è di 30 anni per tutti. Per il riconoscimento dei periodi assicurativi devono essere presentati all’ente argentino i certificati di servizio e retribuzione; in mancanza, per i soli servizi prestati prima del 1° gennaio 1969, è possibile ottenere entro certi limiti il riconoscimento tramite dichiarazione giurata dell’interessato.
Domande di pensione italiana per superstiti presentate in Argentina
È stata concordata la possibilità, per i patronati operanti in Argentina, di trasmettere direttamente in Italia le domande di pensione italiana presentate da superstiti di pensionati residenti in Argentina, senza passaggio preventivo all’ente argentino, al fine di velocizzare la trattazione. La deroga vale solo per superstiti di pensionati che abbiano già ottenuto la prestazione per superstiti argentina senza richiedere la pensione italiana. Per l’istruttoria italiana deve essere allegata una dichiarazione dell’ente argentino con la decorrenza e l’importo della prestazione argentina. L’INPS non deve richiedere certificazione contributiva quando la stessa sia reperibile negli atti della pratica del de cuius.
Limiti della documentazione contributiva argentina
L’ente argentino ha chiarito che la documentazione utilizzata per la liquidazione della pensione al dante causa in Argentina non può essere ulteriormente integrata con nuovi contributi secondo la normativa vigente di quel Paese. Questo chiarimento è rilevante per la gestione delle pratiche pensionistiche con elementi contributivi già definiti in Argentina.
Accelerazione della trattazione delle pratiche internazionali
Nel corso degli incontri con l’ANSeS è stato affrontato il problema dei ritardi nella gestione delle pratiche convenzionali, con l’obiettivo di accelerarne l’iter e rimuovere le disfunzioni residue. L’ANSeS ha comunicato di essere in fase di normalizzazione e di poter definire le nuove pratiche di pensione entro 30 giorni a partire dal mese di aprile 1996.
Collegamento telematico INPS-ANSeS e gestione dei casi pendenti
È stato concordato l’avvio in tempi brevi di un collegamento telematico tra INPS e ANSeS, almeno nella fase iniziale per lo scambio di informazioni e la trasmissione dei formulari necessari. Per smaltire i casi pendenti, ciascun istituto trasmetterà all’altro l’elenco delle pratiche non definite presenti presso i propri uffici. L’INPS dovrà inviare all’ANSeS la lista dei casi pendenti indicando anche il numero di expediente argentino; una lista analoga sarà inviata al Consolato di Buenos Aires per consultazione da parte dei patronati interessati. Le sedi devono predisporre e trasmettere con urgenza alla sede centrale le liste richieste, secondo parametri che saranno comunicati con successivo messaggio.
Impegno dell’ANSeS sugli estratti contributivi
L’ANSeS si è impegnato a risolvere i casi segnalati e ad accelerare l’invio degli estratti contributivi per i lavoratori autonomi, intervenendo presso l’amministrazione competente al rilascio. A sua volta, l’ANSeS invierà alla sede centrale dell’INPS l’elenco delle pratiche ancora non definite dall’Istituto, affinché possano essere sollecitate le sedi interessate.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale del documento, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da INPS, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di INPS
- Circolare · 20 apr 1996Circolare numero 91 del 20-4-1996
- Circolare · 15 apr 1996Circolare numero 89 del 15-4-1996
- Circolare · 22 apr 1996Circolare numero 16 del 22-04-1996 enpals
- Circolare · 13 apr 1996Circolare numero 88 del 13-4-1996
- Circolare · 12 apr 1996Circolare numero 84 del 12-4-1996
- Circolare · 12 apr 1996Circolare numero 85 del 12-4-1996
Cerchi altro? Cerca gratis in INPS →