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Sentenza

Sentenza del 10/04/2017 n. 95 - Comm. Trib. Prov. Alessandria

Presunzione semplice e presunzione legale - Accertamento maggior reddito: dimostrazione fonti reddituali e prova inesistenza fatti acclarati - Presunzione semplice dell'Ufficio

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Il contribuente contesta l'accertamento di un maggior reddito fondato su elementi presuntivi, sostenendo di poter dimostrare non solo che la maggiore capacità contributiva era finanziata da redditi esenti o soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d'imposta, ma anche che gli elementi fattuali utilizzati dall'Ufficio erano inesistenti o sussistevano in misura inferiore. La questione riguarda l'ampiezza della prova contraria e la distinzione, sotto il profilo formale, tra presunzione semplice e presunzione legale relativa.

La decisione

La sentenza afferma che, ai fini dell'onere probatorio, non è decisivo qualificare l'accertamento sintetico come presunzione semplice o come presunzione legale relativa: in entrambi i casi il contribuente deve fornire la prova idonea a superare la presunzione. Tuttavia, il contribuente non è limitato a dimostrare l'esistenza di fonti reddituali esenti o soggette a ritenuta d'imposta; può anche provare l'inesistenza degli elementi considerati dall'Ufficio o la loro minore consistenza, con conseguente rideterminazione del reddito secondo i criteri indicati dalla Corte di cassazione. Poiché l'accertamento si fonda su elementi presuntivi, non possono essere imposti limiti ulteriori alla prova contraria rispetto a quelli previsti dalla legge.

Norme richiamate

  • Art. 38 del d.P.R. 600/1973

    Il contribuente può dimostrare che il maggior reddito determinato sinteticamente è costituito in tutto o in parte da redditi esenti o soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d'imposta.

    La prova contraria non deve necessariamente limitarsi alla dimostrazione delle fonti finanziarie del maggior reddito, ma può riguardare anche l'inesistenza o la minore entità degli elementi fattuali posti dall'Ufficio a fondamento dell'accertamento.

  • Sentenza della Corte di cassazione n. 13291/1999

    L'onere di superare la presunzione grava sul soggetto nei cui confronti la presunzione viene fatta valere.

  • Sentenza della Corte di cassazione, Sezione tributaria, n. 17365/2009

    La qualificazione dell'accertamento come presunzione semplice o presunzione legale relativa non modifica, sul piano probatorio, la necessità per il contribuente di fornire una prova contraria.

  • Sentenza della Corte di cassazione, Sezione tributaria, n. 18075/2010

    Conferma la rilevanza dell'onere probatorio a carico del contribuente destinatario della presunzione.

  • Sentenza della Corte di cassazione, Sezione tributaria, n. 2726/2011

    Ribadisce che, ai fini dell'accertamento sintetico, la prova contraria incombe sul contribuente, indipendentemente dalla qualificazione formale della presunzione.

  • Sentenza della Corte di cassazione, Sezione tributaria, n. 6396/2014

    La rideterminazione del reddito deve tenere conto della prova fornita dal contribuente circa l'inesistenza o la minore consistenza degli elementi fattuali utilizzati dall'Ufficio.

Massime di principio

  • Quando l'Amministrazione fonda un accertamento sintetico su elementi presuntivi, il contribuente deve normalmente fornire una prova concreta e documentata per superare la ricostruzione del reddito.
  • La prova difensiva può avere un oggetto ampio: non riguarda soltanto l'origine esente o già tassata delle somme, ma anche l'inesistenza, l'errata attribuzione o la minore consistenza delle spese, dei beni o degli altri fatti utilizzati nell'accertamento.
  • La distinzione tra presunzione semplice e presunzione legale relativa può non incidere concretamente sull'onere probatorio, che resta a carico del contribuente destinatario della presunzione.
  • Se il contribuente dimostra che gli elementi presuntivi sono inesistenti o sovrastimati, il reddito non deve essere automaticamente confermato: l'Ufficio o il giudice devono procedere a una rideterminazione coerente con i dati effettivamente provati.
  • La prova contraria non può essere compressa oltre i limiti stabiliti dalla legge; sono utilizzabili tutti gli elementi idonei a contestare i presupposti fattuali dell'accertamento, purché pertinenti, specifici e adeguatamente documentati.

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