Sentenza del 31/05/2021 n. 34 - Comm. Trib. Prov. Asti
Società non operativa - Mancata istanza di interpello disapplicativo della c.d. autovalutazione - Non sussiste per l'amministrazione l'obbligo di avviare un contraddittorio endoprocedimentale.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl giudice ha ritenuto che, in assenza dell'istanza di interpello disapplicativo o della dichiarazione sostitutiva di autovalutazione prodotta dal contribuente, non sussiste per l'amministrazione l'obbligo di avviare un contraddittorio endoprocedimentale. Di conseguenza il diniego al rimborso/compensazione del credito IVA è legittimo e il ricorso della società è stato respinto.
Esito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La controversia riguarda il diniego del rimborso/compensazione orizzontale del credito IVA perché la società era qualificata come società di comodo/non operativa ai sensi dell'art. 30, comma 4, L. 724/1994. Secondo la disciplina, la qualifica impedisce il rimborso o la cessione del credito IVA e, se protratta per tre periodi d'imposta, preclude anche la compensazione verticale. Per ottenere la disapplicazione di tale regime il contribuente poteva presentare un'istanza di interpello disapplicativo o effettuare una autovalutazione mediante dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (artt. 46 e 47 DPR 445/2000) attestante la sussistenza di "oggettive situazioni". La società non aveva presentato né interpello né autovalutazione e contestava l'assenza da parte dell'amministrazione dell'obbligo di avviare un contraddittorio endoprocedimentale prima del diniego.
Norme richiamate
Legge 23 dicembre 1994, n. 724
La qualifica di società di comodo/non operativa impedisce il rimborso o la compensazione orizzontale del credito IVA; se protratta per tre periodi d'imposta impedisce anche la compensazione verticale
D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445
Consente al contribuente di produrre una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà per l'autovalutazione attestante la sussistenza di "oggettive situazioni" idonee alla disapplicazione della disciplina sulle società di comodo
Massime di principio
- La qualificazione come società di comodo/non operativa produce effetti ostativi al rimborso e alla compensazione del credito IVA salvo che il contribuente non attivi le procedure di disapplicazione previste (interpello o autovalutazione).
- L'onere di attivare l'istanza di interpello o di presentare l'autovalutazione grava sul contribuente: in mancanza l'amministrazione non è tenuta ad avviare un contraddittorio endoprocedimentale.
- Se la qualifica negativa si protrae per tre periodi d'imposta è preclusa anche la compensazione verticale del credito IVA.
- In situazioni analoghe il contribuente deve raccogliere e documentare tempestivamente le "oggettive situazioni" che giustificano la disapplicazione e presentarle con le forme previste (interpello o dichiarazione sostitutiva), pena la perdita di tutela amministrativa preventiva.
- È comunque possibile esperire rimedi giurisdizionali contro il diniego, ma l'assenza di un'istanza di disapplicazione/autovalutazione rende più gravoso il percorso probatorio in sede giudiziale.
- Prassi consigliata: prima di richiedere rimborsi o compensazioni, verificare la qualificazione societaria, valutare l'opportunità dell'interpello disapplicativo o predisporre la dichiarazione sostitutiva con documentazione probatoria e conservarne copia.
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