Sentenza n. 6366/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Sentenza del TAR Campania, Sezione staccata di Salerno, che aveva annullato l'atto del Comune attestante la perdurante efficacia, fino al 30 settembre 2027, di una concessione demaniale marittima per il mantenimento di una biglietteria
Esito
Favorevole al resistente (operatore concorrente)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La controversia originaria riguardava l'impugnazione, da parte di una società operante nel trasporto pubblico marittimo locale, dell'atto con cui il Comune aveva attestato la perdurante efficacia legale, fino al 30 settembre 2027, di una concessione demaniale marittima rilasciata a una società concorrente per un'area di 9,60 metri quadrati destinata al mantenimento di una cabina in legno ad uso biglietteria. Il TAR aveva respinto le eccezioni in rito relative alla carenza di legittimazione e interesse e aveva accolto il ricorso, annullando l'atto ricognitivo della proroga legale. La società concessionaria, rimasta contumace in primo grado, ha proposto appello principale contro la sentenza. La società originaria ricorrente si è costituita e ha proposto appello incidentale. Successivamente, l'appellante principale ha rinunciato all'appello e ha dichiarato la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione; l'appellante incidentale ha a sua volta dichiarato di non avere più interesse alla decisione del proprio gravame.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha dichiarato improcedibili sia l'appello principale sia l'appello incidentale per sopravvenuta carenza di interesse. La rinuncia all'appello principale non ha determinato l'estinzione formale dell'intero giudizio ai sensi dell'art. 84 c.p.a., poiché mancava un'analoga formale rinuncia all'appello incidentale. Tuttavia, le dichiarazioni di entrambe le parti hanno reso evidente il venir meno dell'interesse alla decisione di entrambi i gravami, sicché il Collegio ha pronunciato l'improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse. Le spese di entrambi i gradi sono state compensate, conformemente alla richiesta concorde delle parti.
Norme richiamate
art. 84 c.p.a.
rinunciare al ricorso esperito come indicato in epigrafe, ed a ogni relativa domanda, manifestando contestualmente, anche ai fini e per gli effetti di cui all’art. 84, comma 4, c.p.a., la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione della causa
La rinuncia a uno degli appelli non determina l'estinzione dell'intero giudizio quando sia pendente un appello incidentale rispetto al quale non sia stata formulata un'analoga rinuncia formale. Resta tuttavia possibile dichiarare improcedibili entrambi i gravami se, anche sulla base delle dichiarazioni delle parti, risulta sopravvenuta la carenza di interesse alla decisione.
Massime di principio
- La rinuncia all'appello principale non determina l'estinzione dell'intero giudizio quando sia ancora pendente un appello incidentale non oggetto di formale rinuncia.
- Quando entrambe le parti dichiarano il venir meno del proprio interesse alla decisione, gli appelli principale e incidentale devono essere dichiarati improcedibili per sopravvenuta carenza di interesse, anche in assenza dei presupposti per l'estinzione formale del giudizio per rinuncia.
- La compensazione delle spese di entrambi i gradi è ammissibile quando sia concordemente richiesta dalle parti e non sussistano ragioni ostative individuate dal giudice.
Come è indicizzato
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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