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Sentenza

Sentenza n. 2627/2026 - Milano, Sezione 2

per l’ottemperanza della sentenza n. 877/2023 emessa in data 11 maggio 2023 dal Tribunale di Milano.

Giustizia amministrativa202504936

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Milano che aveva riconosciuto il diritto alla carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente precaria)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha chiesto l’ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Milano n. 877/2023, che aveva accertato il suo diritto a beneficiare di euro 500 per ciascuno degli anni scolastici dal 2017/2018 al 2022/2023, mediante assegnazione della carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione dei docenti prevista dall’art. 1, comma 121, della legge n. 107/2015. La sentenza civile, notificata al Ministero il 12 gennaio 2024, non è stata spontaneamente eseguita ed è passata in giudicato. La ricorrente ha quindi dedotto l’inadempimento dell’Amministrazione e chiesto l’esecuzione coattiva del giudicato.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, rilevando che l’Amministrazione non aveva contestato né il mancato adempimento né il passaggio in giudicato della sentenza del Tribunale di Milano. Ha ritenuto soddisfatte le condizioni previste dall’art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a. e dall’art. 14 d.l. n. 669/1996, convertito dalla legge n. 30/1997. Il Ministero è stato condannato a dare piena esecuzione alla sentenza entro novanta giorni dalla comunicazione della pronuncia. Per l’eventuale ulteriore inerzia è stato nominato commissario ad acta il Direttore Generale della Ragioneria Territoriale dello Stato di Milano, Monza e Brianza, che potrà essere attivato dal creditore mediante istanza dopo la scadenza del termine assegnato all’Amministrazione e dovrà provvedere entro i successivi sessanta giorni, determinando l’importo dovuto e adottando gli atti necessari. Il commissario non ha diritto a compenso, trattandosi di attività rientrante nei suoi compiti istituzionali. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese di giudizio, liquidate in euro 800, oltre accessori se dovuti.

Norme richiamate

  • art. 1, comma 121, legge n. 107/2015

    euro 500 per ciascuno dei suddetti anni scolastici

    La disposizione costituisce il fondamento del beneficio economico riconosciuto dalla sentenza oggetto di ottemperanza, consistente nella carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente.

  • art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a.

    La disposizione individua il presupposto processuale per l’azione di ottemperanza relativa all’esecuzione delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti esecutivi del giudice ordinario.

  • art. 14 d.l. n. 669/1996, convertito dalla legge n. 30/1997

    La disposizione è richiamata quale condizione per procedere all’esecuzione nei confronti dell’Amministrazione di una pronuncia del giudice ordinario.

Massime di principio

  • L’azione di ottemperanza è fondata quando l’Amministrazione non esegue una sentenza del giudice ordinario passata in giudicato e notificata all’amministrazione debitrice, purché risultino soddisfatte le ulteriori condizioni previste dalla disciplina applicabile.
  • In presenza di un giudicato non eseguito, il giudice amministrativo può ordinare all’Amministrazione di adempiere entro un termine e nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta per l’eventuale successiva inerzia.
  • Il commissario ad acta può essere individuato in un organo o funzionario pubblico quando l’attività demandata rientra nei suoi compiti istituzionali; in tal caso non è dovuto alcun compenso aggiuntivo, salvo quanto eventualmente previsto dalla disciplina applicabile.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaPersonale scolastico
RamiProcesso amministrativoPubblico impiego e concorsi
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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